“Il Voto del Senato sulla missione in Afghanistan era prevedibile per come le due coalizioni si sono affrontate, in questi ultimi mesi, tra loro ed al proprio interno. L’opposizione della CDL è sempre più “plurale” e la maggioranza con i suoi 155 voti ha dimostrato di non essere autosufficiente sulla politica estera. Per la nostra piccola forza politica questa è un’altra occasione per un più opportuno posizionamento, che talaltro è stato già tracciato negli ultimi documenti approvati. Chi pensava, testardamente ed intempestivamente anche tra noi, ad una caduta, in queste ore, del Governo Prodi si è sbagliato per non avere fatto i conti con una logica bipolare che, anche se in crisi, resiste e si riafferma. Prodi rimane in piedi e guarda ai prossimi 12 mesi con relativa tranquillità. Quello che succederà dopo è difficile da anticipare. Un’opposizione plurale ci offrirà, nel prossimo anno, maggiore visibilità e più utili spazi di manovra. Questo significa però che dobbiamo, rispetto al silenzio di questi mesi -rotto solo dal faticoso, ma gratificante lavoro parlamentare del nostro Gruppo- accentuare il profilo fortemente critico nei confronti del Governo. Una netta, vigorosa, convinta opposizione a Prodi ed alla maggioranza dell’Unione. Questa posizione implica una scelta di campo chiara e definita contro una falsa sinistra che tanti danni sta arrecando al Paese. Attorno a questa linea politica dobbiamo costruire e ricostruire la rete di rapporti e di alleanze per il futuro, funzionali a maggiori e migliori opportunità. Il crollo dell’attuale bipolarismo è allo stato rinviato cosi come si allontanano le ipotesi di accordo tra i poli sulla futura legge elettorale.” |