Intervento in aula dell'On Barani sulla Lliberazione di Mastrogiacomo

Intervento in aula dell'On Barani sulla Lliberazione di Mastrogiacomo Intervento in aula dell'On Barani sulla Lliberazione di Mastrogiacomo Informativa urgente del Governo sulla liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo ... Signor Presidente, onorevoli colleghi, uno Stato non può trattare la sicurezza dei propri cittadini con superficialità o per convenienze interne, non può soprattutto trattare con pericolosa superficialità episodi terroristici, assumendo preoccupanti iniziative private e unilaterali verso singoli e mettendo a repentaglio il futuro della sicurezza di tutti gli altri cittadini.

29/mar/2007 18.10.00 www.nuovopsi.com Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.
Intervento in aula dell'On Barani sulla Lliberazione di Mastrogiacomo

Informativa urgente del Governo sulla liberazione del giornalista Daniele Mastrogiacomo ...

Signor Presidente, onorevoli colleghi,
uno Stato non può trattare la sicurezza dei propri cittadini con superficialità o per convenienze interne, non può soprattutto trattare con pericolosa superficialità episodi terroristici, assumendo preoccupanti iniziative private e unilaterali verso singoli e mettendo a repentaglio il futuro della sicurezza di tutti gli altri cittadini.
Sappiamo ben comprendere la fermezza delle regole, anche crude, di uno Stato, se queste sono esercitate sul singolo episodio per difendere i diritti della collettività. Gli italiani hanno, ad esempio, ben compreso che sequestrare i beni di famiglia delle persone rapite non è un atto crudele, ma è servito a contrastare un fenomeno che, per cedimento, può ripetersi a danno di altri. Per cui, la fermezza di oggi si è resa necessaria ad evitare danni ben più gravi domani ed episodi che possono toccare tutti. Possiamo immaginare il dramma dei familiari disposti a cedere qualunque cosa, pur di liberare il loro congiunto, eppure siamo altrettanto consapevoli che questa misura è servita ad azzerare nel tempo un fenomeno violento ed odioso, quello dei rapimenti e delle estorsioni, che in Italia si era fatto preoccupante.
Lo Stato ha esercitato una coercizione necessaria sul singolo per il bene di tutti: è questo che pretendiamo dallo Stato! Sappiamo ben comprendere - doveva essere chiaro a tutti, specialmente a coloro che sono coscienti del mestiere che stanno facendo, dove lo svolgono e a quali rischi si espongono volontariamente - che lo Stato non può mai trattare alle condizioni dei terroristi; soprattutto, uno Stato non tratta sotto ricatto dei terroristi.
Il cancelliere tedesco Angela Merkel l'ha appena enunciato chiaramente ai terroristi iracheni, che hanno rapito una donna tedesca e suo il figlio. Premier crudele? No, donna e statista saggia, che ha chiaro il senso dello Stato! Da oggi in quest'aula dobbiamo dire agli italiani che dovranno sentirsi meno sicuri, poiché ai terroristi è stato dato un precedente pericoloso, cioè che rapire gli italiani conviene perché, alla fine, il prezzo richiesto è pagato non solo in termini materiali ed economici, ma anche politici.
Superata la storiella del presidente Karzai - come può egli negare una richiesta pressante fatta dall'Italia? -, questo Governo ha fatto liberare cinque terroristi: due portavoce talebani, il fratello di Dadullah, colui che ha orchestrato il rapimento e ha sgozzato l'autista Sayed, padre di quattro figli, e due comandanti terroristi militari.
Oggi il terrorismo internazionale sa che questo Governo, questo ministro degli esteri, questo Stato è disponibile a tutto solo per interessi interni e di coalizione. Naturalmente, ci riproveranno alzando le richieste, sicuri che stanno trattando con una controparte allo sbando in politica estera e in tema di sicurezza dei cittadini, capace solo di interessarsi a «vallettopoli», «calciopoli», «savoiopoli», «paparazzopoli».
Da oggi i cittadini dovranno sentirsi meno sicuri anche per un altro motivo, poiché non è detto che il prezzo da pagare sia uguale per tutti, poiché non esistono più regole generali di riferimento e di fermezza: dipenderà se sei di destra o di sinistra, se sei un giornalista de la Repubblica o magari della Gazzetta di Parma, se l'onorevole Diliberto darà o meno la fiducia al Governo e se l'onorevole Caruso occuperà o meno Vicenza. Dipenderà se si è o meno una persona importante a fini politici.
Oggi questo Governo ha creato un precedente gravissimo, talmente serio che un Parlamento che si rispetti dovrebbe chiederne le immediate dimissioni, avviando una procedura di indagine interna. E spero vivamente che almeno un giudice in Italia chieda conto di quanto è successo e di quali conseguenze vi saranno per la decisione del premier Prodi con la stessa solerzia con cui è stata richiesta agli USA l'estradizione degli 007 per il sequestro di Abu Omar e con cui sono stati disfatti i nostri servizi di intelligence.
Non mi assocerò all'aria di festa mediatica e di vittoria che ha seguito la liberazione di Daniele Mastrogiacomo, anche se provo sollievo per il fatto che almeno una vita su tre sia stata risparmiata; ma a caro prezzo per tutti! Quindi, non mi associo nemmeno a quella foto di trionfo di Daniele Mastrogiacomo che alza le mani in segno di vittoria: non abbiamo assolutamente vinto e, soprattutto, lui è uno sconfitto.
21 marzo 2007

8:00? 8:25? 8:40? Find a flick in no time
with the
blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl