Barani: LOn. Antonio Di Pietro è fuori dal tempo

Antonio Di Pietro è fuori dal tempo e fuori della storia nella miseria umana della sua ingloriosa intransigenza A nome del partito che rappresento nel Parlamento della Repubblica desidero far pervenire all'On.

12/apr/2007 00.10.00 www.nuovopsi.com Contatta l'autore

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Barani: L’On. Antonio Di Pietro è fuori dal tempo e fuori della storia nella miseria umana della sua ingloriosa intransigenza

A nome del partito che rappresento nel Parlamento della Repubblica desidero far pervenire all’On. Antonio Di Pietro la risposta che si merita dopo le sue miserabili ed ottuse esternazioni da incallito burocrate, contro chi vuole rievocare Bettino Craxi nel suo vero significato storico-ideologico, maestro autorevole di vita culturale e politica per il socialismo democratico italiano ed europeo.
L’immagine dello Statista Craxi non può essere avvilita da contingenti conclusioni di un fatto giudiziario che ha cercato e colpito un capro espiatorio per coprire metodi e comportamenti di vita amministrativo-finanziaria, generalmente diffusi e tacitamente da tutti condivisi; reati sovente “perdonati” ai vari tesorieri dei partiti, poi usati contro Bettino Craxi con la finalità di cancellare dalla vita politica un personaggio scomodo ad una sinistra comunista in gravissima crisi d’identità, allo sbando ideologico ed organizzativo.
I processi a Craxi e le relative condanne, per non parlare dei comportamenti “privati” di fronte alla sua persona, rappresentano una vergogna nella storia della politica e della magistratura italiana.
Oggi non siamo più soli a difendere Craxi proponendo anche per Lui una valutazione non avulsa dal quadro professionale e politico degli anni novanta. Una valutazione attenta alle conseguenze distruttive e tragiche prodottesi contro una classe dirigente che avrebbe meritato giustizia e non persecuzione.
L’On. Di Pietro, che non proviene da un convento di francescani, queste cose le conosce meglio di tutti, ma non ha il coraggio di staccare la sua immagine da quel momento “robespierriano” della storia d’Italia quando il giustizialismo è prevalso sulla giustizia; momento a partire dal quale sono iniziate le sue fortune politiche ed elettorali dal Mugello al Parlamento della Repubblica.
Siamo certi che oggi egli sia una delle pochi voci dissonanti; siamo in tanti a ricordare con rimpianto lo Statista Craxi, il suo liberalsocialismo che rappresentò una ventata d’aria nello stagnante dogmatismo dell’epoca; il suo impegno internazionale a favore dei poveri del Terzo mondo; il sostegno ai dissenzienti e ai resistenti impegnati nella lotta contro le infamie del comunismo reale; l’atteggiamento illuminato dimostrato nei confronti della Chiesa cattolica d’intesa con la quale è approdato alla ridefinizione del Concordato accogliendo in esso valori di civiltà democratica proficui sia per la santità della Chiesa che per la laicità dello Stato.
Potremmo continuare, ma non servirebbe a far recedere l’On. Di Pietro dalla sua ostinazione; un giorno forse capirà, quando avrà l’umiltà di riesaminare non solo giuridicamente gli anni di “mani pulite”; solo allora sarà consapevole della miseria umana della sua passata ingloriosa intransigenza.
Sarà quello un giorno triste in quanto si accorgerà di essere lui rimasto per tanto tempo, “fuori dal tempo e fuori della storia”.

Roma, 11 aprile 2007

Trasmette Ufficio Stampa
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