
COMUNICATO STAMPA
“Dieci anni fa i referendum elettorali ci diedero istituzioni moderne e
una grande speranza di rinnovamento. Le istituzioni sono rimaste, il
rinnovamento non c’è stato. Il paese si è innamorato di Berlusconi e si à
affidato a lui, e il berlusconismo ha bloccato il cambiamento.” Così ha
dichiarato il segretario del Patto, Mario Segni alla manifestazione a piazza
Navona, dove il Patto ha concluso la campagna elettorale celebrando
l’anniversario del referendum del 9 giugno
1991.
“Dopo i referendum che hanno spazzato una partitocrazia corrotta occorreva inaugurare una politica trasparente, ispirata al massimo senso dello Stato e al pieno rispetto delle regole. Il conflitto di interessi e il partito azienda hanno mandato un messaggio opposto: leggi e regole non contano niente. Ci voleva una grande liberalizzazione e abbiamo avuto invece il rafforzamento del monopolio nell’informazione. Occorreva – continua Segni - dare un cuore a una politica che l’aveva persa, e si è inaugurata una politica da telenovela americana. L’Italia ha avuto la sfortuna di avere, di fronte a Berlusconi, una sinistra, che tolta la fase dell’ingresso nell’euro, è ricaduta nella vecchia rissosità e vede avanzare un massimalismo alla Bertinotti sempre più forte.”
Conclude Segni: “Per questo noi lanciamo il partito veramente liberaldemocratico, il Patto. Per dieci anni l’Italia si è innamorata di Berlusconi e non c’è stato niente da fare. Ora il vaccino di Montanelli, dopo tre anni di governo, comincia a funzionare e gli italiani aprono gli occhi. E’ quindi arrivato il momento di dire: ricominciamo a lavorare, adesso bisogna realizzare il sogno che dieci anni fa è rimasto incompiuto.”
Roma, 9
giugno 2004
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