Assenza di Bondi da Venezia, comportamento antinazionale

07/set/2010 12.57.53 arosati Contatta l'autore

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Roma, 7 settembre- “Bondi fino ad ora si è tenuto alla larga dalla Mostra di Venezia, come se il cinema non fosse una delle principali industrie cinematografiche del Paese. E dire che il ministro non può neanche prendersela con Sabina Guzzanti, come ha fatto a Cannes. A presidiare la laguna così resta soltanto la Lega, che alimentando l’inutile polemica con il festival di Roma, ha reso la Mostra di Venezia sempre meno concorrenziale rispetto all’appuntamento di Toronto. Se per il Fondo dello spettacolo 2011 fosse confermata una riduzione di 115 mln di euro (da 414 a 300), l’Italia rischierebbe di veder compromesso un settore fondamentale per il Paese”. Lo ha dichiarato, in una nota, il senatore Andrea Marcucci (PD). “Dall’esecutivo nessun dialogo e nessuna risposta sui tagli al fondo unico dello spettacolo- ha proseguito il parlamentare- l’unica voce che si è alzata è quella del sottosegretario Francesco Giro che si è improvvisato critico cinematografico. L’assenza del ministro, se perdurerà per tutta la durata della mostra, si configura come un vero e proprio comportamento antinazionale. Eppure l’occasione c’è: il film di Martone sul Risorgimento, si presta ad una valutazione sull’importanza fondamentale che il cinema ha avuto nell’unità dell’Italia. Per questo il centro sinistra aveva inserito il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia tra le opere del 150°. Se fossero confermati i tagli al Fus anche nel 2011, il cinema italiano rischierebbe davvero di diventare come il panda, una specie in via di estinzione: due anni fa si producevano 123 film, oggi 90 con problemi sempre più marcati nella distribuzione”.

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