"UN'AMNISTIA MASCHERATA, UN COLPO DURISSIMO ALLA CERTEZZA DELLA PENA"

26/giu/2008 10.30.00 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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"Un'amnistia mascherata, un colpo durissimo alla certezza della pena": l'Assemblea Regionale approva una risoluzione sottoscritta da Massimo Pironi insieme a tutta la maggioranza. La nota del consigliere.

Oltre ai mancati rinforzi estivi per la Riviera, annunciati proprio all'avvio della stagione estive - al centro della Conferenza provinciale sulla sicurezza urbana, di venerdì prossimo a Rimini - sul tema sicurezza si presenta un'altra forte incoerenza del Governo: il decreto legislativo sulla sicurezza, votato ieri al Senato. Il decreto sospende infatti per un anno i processi penali per fatti commessi fino al 30 giugno 2002 per i quali è prevista un pena detentiva inferiore ai 10 anni.

A tale proposito l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, con una risoluzione firmata dal capogruppo e da me sottoscritta assieme a tutti i colleghi della maggioranza, ha chiesto al Parlamento di stralciare dal testo del Decreto legislativo 23 maggio 2008 n. 92 l'emendamento 2.0.800 AS n. 692, che se approvato impedirebbe il perseguimento dei responsabili di gravissimi reati quali omicidi colposi a vario titolo, violenza sessuale, estorsione, rapina, colpa medica, usura e maltrattamenti in famiglia, nonché delitti in materie per le quali la condanna impone severe pene accessorie a tutela del buon andamento della pubblica amministrazione e il suo patrimonio (corruzione, peculato, abuso d'ufficio, frode fiscale, truffa ai danni dell'UE) e della correttezza e trasparenza del mercato (reati in materia economica).

L'effetto di questo emendamento sarebbe "quello di un'amnistia mascherata per molti gravi reati e si configura come un colpo durissimo al principio della certezza della pena - si legge nella Risoluzione - cioè esattamente il contrario dei dichiarati obiettivi del Decreto Sicurezza, che così stravolto rappresenta una garanzia di impunità per molti che si sono resi colpevoli di gravi delitti, penalizzando tutte le persone offese dai reati, ai quali sarà di fatto negata giustizia".

Nella risoluzione si riportano anche alcuni dati riguardo ai rati e ai processi interessati: "Emerge da un'elaborazione dei dati (forniti dall'ufficio statistiche della corte d'Appello di Bologna, e quindi relativi a tutta la regione Emilia-Romagna, che si riferiscono a fatti commessi fino al 31 dicembre 2002) come siano interessati dalla norma: 333 su 802 (il 41%) dei processi pendenti avanti al Tribunale in composizione collegiale; 2581 su 13201 (19,6%) dei processi che pendono avanti al Tribunale monocratico; 20673 su 86472 (il 23,9%) tra i procedimenti trattati attualmente avanti al giudice per le indagini preliminari.

Dimezzando i dati relativi a procedimenti in corso per i fatti commessi nel 2002, per ottenere un dato maggiormente approssimato, si tratterebbe di 301 su 802 (il 38%) dei processi pendenti davanti al Tribunale in composizione collegiale; 1962 su 13201 (il 15%) dei processi che pendono davanti al Tribunale monocratico; 18302 su 86472 (21%) tra i procedimenti trattati attualmente avanti al giudice per le indagini preliminari".

La sospensione ed ogni intervento teso ad agevolare la prescrizione vanno contro il principio di certezza della pena e contro il diffuso bisogno di giustizia che attraversa la società, per soddisfare il quale servono più sicurezze e un sistema giudiziario efficiente.


Consigliere Regionale Massimo Pironi.
http://www.massimopironi.it





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Morena Pompignoli
Ufficio Stampa
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