ALESSANDRO LUALDI (FI-PDL) INTERVIENE SUI PROJECT FINANCING PRESENTATI PER RIDISEGNARE RIMINI

ALESSANDRO LUALDI (FI-PDL) INTERVIENE SUI PROJECT FINANCING PRESENTATI PER RIDISEGNARE RIMINI I primi due project financing per disegnare la nuova cartolina di Rimini sono stati appena presentati che già sono piovute le critiche.

26/giu/2008 11.20.00 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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I primi due project financing per disegnare la nuova cartolina di Rimini sono stati appena presentati che già sono piovute le critiche. Che le idee siano soggette a discussioni, accesi dibattiti, opinioni e disapprovazioni sta nella normalità delle cose. In una società come la nostra, poi, dove è lecito dire tutto e il contrario di tutto, dove tutto è relativizzato, lo sport del criticare viene largamente praticato.

Partecipare allo scambio di idee e di opinioni nella pubblica arena è comunque segno di sensibilità culturale e di appartenenza alla cittadinanza e predisposizione al "bene comune". Questo mio intervento vuole essere un contributo alla discussione. Non entro nel merito dei singoli progetti e non farò valutazione sugli impatti ambientali ne tanto meno sui motri immobiliari che si nascondono in ciascuno di essi (su questo apro solo una breve parentesi e pongo una domanda: ma il project financing non ha come finalità per i soci promotori di finanziare, eseguire e gestire un'opera pubblica in cambio degli utili che deriveranno dai flussi di cassa - cash flow - generati da una efficiente gestione dell'opera stessa? Cosa c'entra il motore immobiliare?).

Le valutatazioni tecniche e architettoniche le lascio volentieri ad altri. Quello su cui inviece intendo dibattere è un tema sul quale da molto tempo ho dei seri dubbi. Forse scatenerò un putiferio e già mi immagino associazioni di categoria, operatori turistici che gridano allo scandalo. Il tema è il nostro turismo: dove sta andando, la sua qualità, il perché del suo declino, i motivi della sua crisi.

Un tema difficile che nesuno vuole affrontare per paura di fare emergere la realtà delle cose scatenando così le ire degli addetti ai lavori. Per parlare di turismo a Rimini si deve usare il "politically correct": si possono dire sole le cose che ognuno vuole sentirsi dire ed è vietato dire come invece le cose stanno veramente.

La prima considerazion è che il nostro turismo ha bisogno di rinnovarsi. La competizione globale ciha già messo in difficoltà, forse non ancora in ginocchio ma ci siamo vicini. Bisogna inventarsi qualcosa di nuovo, di affascinante, di accattivante e che attiri l'attenzione del turista. Qualcuno si è chiesto in queti giorni perché mai un turista dovrebbe venire a Rimhni. Per la spiaggia? Ma nel mondo ce ne sono tatne di belle ed affascinanti. Per la ricettività alberghiera? Ma siamo sicuri che i nostri alberghi siano oggi così accattivanti e richiesti? La nostra offerta è più dell'80% coperta da alberghi e pensioni a due e tre stelle, i pochi a quattro stelle non tutti si distinguono per la qualità dei servizi, e poi non abbiamo nemmeno un albergo a cinque stelle.

Per l'accogliere tipica romagnola? Ho molti dubbi che questa sia una peculiarità come lo era trenta o quaranta anni fa. Per i prezzi bassi? Potrebbe essere ma quanto a scapito della qualità? Se consideriamo poi la presenza di turisti stranieri siamo costretti a glissare. Le statistiche che ci vengono proprinate ad ogni fine stagione ci dicono di un aumento di presenze straniere. Ma chi e da dove provengono? Se si provasse a domandare ad un giovane tedesco, danese, svedese inglese, francese quali sono le mete di sua preferenza per le vacanze, non direbbe mai Rimini. Semplicemente perché non la conosce.

Per la vita notturna e i suoi locali? Basta guardare sui programmi televisivi satelliari per rendersi conto quanto l'attrattiva dei giovani sia rivolta verso altre mete, altri luoghi. Rimini non è nemmeno menzionata ed ha perso il feeling anche con i giovani italiani che venivano a passare le nottate nel "divertimentificio" tanto che molte discoteche hanno chiuso.

La seconda considerazione è purtroppo ancora più cattiva e riguarda i nostro sistema turistico. Antico e non più al passo coi tempi. Ancorato ad una visione ormai perduta. Che vive sulla rendita. Che ha perso redditività e quindi la possibilita di investimento. Che non si è rinnovato, Che presenta un piano commerciale che dire da "casba" è quasi un lusso. Che è disposto a svendersi piuttosto che riconsiderarsi. Tutto un mondo imprenditoriale (sic!) che ormai ha perso lo slancio del boom economico. Che ha figli che non vogliano sapere di gestire alberghi, negozi, bagni preferendo altre attività e che quindi è costretto a lasciare a terze persone, spesso e volentieri proenienti da altre realtà, senza la cultura tipica romagnola (affitto di impresa), la conduzione delle proprie attività.

Tutto questo a me sembre a in contrasto notevole con quella immagine che i progetti di finanza intendono attribuire a Rimini: infatti da una parte un mondo svogliato, non più attento, sfiduciato, he rincorre "il tutto e subito", senza una progettualità a lugno ternine e dall'altra un contenitore vuoto o un palconscenico sul quale mancano gli attori principali e si esibiscono solo le comparse. Eppure questi progetti possono rappresentare il rilancio di Rimini se avranno la capacità di re-inventare un luogo di attrattiva, dove la gente è quasi costretta ad andare, se non altro solo per vedere,facendo in modo che il concetto di emulazione diventi traino per gli altri.

Creare l'immagine di un mondo esclusivo che sia richiamo per il turista, che sia conosciuto a livello internazionale, quindi promosso e sostenuto con campagne pubblicitarie e di comunicazione. Un luogo che faccia sognare, che richiami l'attenzione, che abbia una sua propria originalità che dia il piacere di esserci, di viverlo. Ecco, credo che il dibattito debba concentrarsi su questo, rinunciando a quel provincialismo che purtroppo contraddistingue molti dei nostri operatori turistici, ma anceh quelli di molti nostri politici, e che si sostenga attraverso la massima apertura alla innovazione e allo sviluppo. Solo così, penso, Rimini potrà ri-sollevarsi e ri-prendere quella dimensione che le è propria e quel posto nel turismo che è più congeniale al suo spirito e alla sua vocazione.

di Dott. Alessandro Lualdi.

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Morena Pompignoli
Ufficio Stampa
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