RIMINI: SULLA QUESTIONE TRC INTERVIENE IL CONSIGLIERE REGIONALE LOMBARDI
Le lamentele del Sindaco sul Metrò di Costa sono ampiamente ingiustificate per tutta una serie di motivi.
Intanto,
ricordiamoci come è nata l'idea del TRC. Non come esigenza sentita dal
territorio riminese, ma piuttosto come possibilità di localizzare
finanziamenti (allora si parlava di 80 miliardi) che erano disponibili
solo per un'opera di questo tipo.
L'iter
poi, va avanti da 20 anni quindi responsabilità, ritardi e negligenze
sono tutte addebitabili a chi ha governato sino ad oggi.
Infine
non dimentichiamo che già in passato Rimini aveva perso il
finanziamento per propri ritardi e solo grazie alla "famigerata" legge
Obiettivo del Governo Berlusconi fu possibile ripescarla e
rifinanziarla.
Oggi,
di fronte ad un ulteriore intoppo (i costi sono aumentati e mancano
ancora 12 milioni di euro al piano finanziario) il Governo sospende il
finanziamento previsto.
E
qui interviene l'On. Pizzolante (che certo non ha mai fatto mistero di
non condividere l'opera) che per il bene del territorio, si è premurato
di intervenire presso il Governo non per l'azzeramento del
finanziamento (come avrebbe potuto in base all'ultima Finanziaria del
Governo Prodi: art. 2, comma 8) ma semplicemente, per sospenderlo,
anche con l'intento, se possibile di trovare soluzioni maggiormente
condivise perché meno invasive.
Un
trasporto rapido costiero è utile ma forse quello ipotizzato non è la
soluzione migliore e soprattutto, se non si tiene conto della
possibilità di modificare il tracciato della ferrovia (interramento o
spostamento) si corre il rischio di creare una barriera sempre più
insormontabile che divide la città.
Noi
siamo per abbattere queste barriere e per ricucire la città, quindi il
discorso TRC ci può interessare solo se unito ad un progetto di
modifica del tracciato della ferrovia.
Due ultime considerazioni per dimostrare ancora una volta la vista corta di governa la nostra città.
La prima riguarda l'alta velocità.
Spesso
denunciamo il ritardo che il nostro Paese sconta in questo settore, e
solo grazie al precedente Governo Berlusconi l'alta velocità è
ripartita sulla tratta Milano – Bologna – Roma ma credo che
ragionevolmente non si possa pensare che di qui e 10/15 anni non si
renda necessario affrontare il percorso sulla dorsale adriatica ed in
questo caso non si può certo immaginare che il tracciato passi dove
passa oggi.
La
seconda considerazione prende spunto dalla legge sul riordino
territoriale in discussione in questi giorni in Regione. La legge
regionale prevede anche il riordino degli ATO e delle Agenzie di
Mobilità, e a queste ultime vengono giustamente affidati esclusivamente
compiti di "regolazione" escludendo ogni attività imprenditoriale e
quindi a maggior ragione la realizzazione di un'opera come il TRC.
Improvvisazione
e confusione aumentano e quindi il nostro intervento mira a contribuire
a fare chiarezza e ad evitare errori che ingessino in maniera
irreversibile il futuro del nostro territorio.--
Morena Pompignoli
Ufficio Stampa