Prade manda a casa Dal Pont. Di de' Francesco e Placitelli su Idea Padova

Il bilancio era poi stato approvato qualche giorno dopo, ma le voci sulle incomprensioni fra assessori e consiglieri si erano rincorse in un crescendo culminato nella giornata di ieri.

13/set/2009 17.20.29 IP Report Contatta l'autore

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BELLUNO — Terremoto in giunta: «silurato» Denio Dal Pont, la delega alle Attività economiche passa da Maria Grazia Passuello all’assessore all’Urbanistica Paolo Gamba. La richiesta di un chiarimento nella maggioranza e di un rimpasto nell’esecutivo si era fatta via via più insistente da aprile, quando la prima seduta per l’approvazione del bilancio era naufragata causa mancanza del numero legale. Il bilancio era poi stato approvato qualche giorno dopo, ma le voci sulle incomprensioni fra assessori e consiglieri si erano rincorse in un crescendo culminato nella giornata di ieri.

Fonti interne alla giunta provano a spiegare la vicenda. «Dal Pont non andava d’accordo con molti esponenti della maggioranza, era perfino riuscito a votare contro Prade in un voto di fiducia. Questa estate si è tenuta una sorta di verifica e 17 consiglieri su 20 hanno chiesto la sua testa. Inizialmente il Sindaco ha tergiversato, ma poi ha preso atto del conflitto e lo ha 'fatto fuori'». Le cause del «dimezzamento» delle deleghe della Passuello sarebbero invece diverse. «Il giudizio sul suo operato non era troppo positivo - continuano le fonti ­sembrava in difficoltà, e quindi si è pensato di 'trasferire' parte della sua attività». Antonio Prade, primo cittadino di Belluno, non si scompone: «C’è stato qualche momento di disagio nella maggioranza - afferma ­perciò Dal Pont andava sacrificato. Un segnale ogni tanto va dato e a me basta che si capisca chi è che comanda. Una squadra è fatta di tanti giocatori: è giusto che qualcuno si accomodi in panchina».

Una metafora che non va affatto a genio a Dal Pont che ribatte: «La maggioranza non arriverà a fine mandato: un allenatore dovrebbe saper tenere unita la squadra, non mandare via i giocatori. Se poi l’allenatore ha bisogno di uno che gli dica sempre di sì, allora è un monarca ». Dal Pont non si dà pace. «Ci sono rimasto male – afferma l’ex assessore - . È inaudito: il sindaco è stato eletto anche grazie ai miei voti, ed è questa la ricompensa. Sono il secondo degli eletti, ma non sono più assessore né consigliere. Durante la votazione segreta del gruppo Pdl non ho ricevuto voti di non gradimento. E questa mattina il sindaco mi ha convocato dicendomi che ho lavorato bene, e che avevo la sua fiducia; poi mi è arrivata a casa la notifica. Un fatto disgustoso, visto che l’ho sempre sostenuto ». Dov’è il problema allora? «Il sindaco - termina Dal Pont ­dice che con il mio buon operato l’avrei messo in ombra: ma non era nelle mie intenzioni». Della situazione «traggono vantaggio » in quattro: Luciano Reolon, già assessore dimissionario, è stato rinominato assessore con delega ai Rapporti con le Frazioni, alla protezione civile e ai servizi demografici; Fabio Da Re, consigliere comunale, ha assunto la delega alle opere infrastrutturali, alla manutenzione del territorio e alla mobilità; Paolo Gamba ha assunto anche la delega alle attività economiche; Marco Da Rin Zanco si occuperà anche dei servizi informatici. Il Sindaco, infine, si assume la responsabilità diretta della Polizia Municipale.

  Marco de' Francesco

Elena Placitelli

 

consultabile in Idea Padova

 

 

 

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