Il nuovo che (non) avanza

10/giu/2010 12.58.56 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Sperando di farvi cosa gradita vi invio un mio articolo uscito oggi su
Europa! Anche in allegato. Grazie e buon lavoro

Il nuovo che (non) avanza

Europa pag 8 di Massimiliano Iervolino

Il nuovo che avanza! Questo è quello che qualcuno vorrebbe far credere
agli italiani. Un cambio generazionale delle classi dirigenti, una nuova
politica e nuove soluzioni ai problemi del paese. Verrebbe da dire: bene,
benissimo, avanti così. Purtroppo quando si ha l’occasione di ascoltare
coloro che dovrebbero incardinare questo radicale cambiamento si rimane un
po’ delusi. È notevole l’attenzione mediatica con cui, ogni giorno, i vari
Zingaretti, Vendola, Renzi ed alcuni altri, vengono seguiti. Le loro
parole, seppur molte volte condivisibili, mancano di una lettura storica
della (non) democrazia italiana.
Per esempio, se non si affronta seriamente il ruolo dei partiti che, dal
primo gennaio 1948 ad oggi, hanno abusivamente occupato la nostra
repubblica, difficilmente si potrà affiancare la parola nuovo al proprio
cognome. Chi continua a dire che la nostra Costituzione è la più bella del
mondo, ma poi proviene da quella cultura dominante che ha contribuito a
sfasciarla, difficilmente avrà la forza per riformare questo paese. Uno
dei motivi per cui il Pd, ma non solo, si trova in seria difficoltà nel
trovare una mission realmente riformatrice, è l’avere una classe dirigente
che non ha mai svolto i “funerali politici” dei propri partiti di
provenienza. I “nuovi” leader non fanno altro che parlare di
partecipazione e di primarie, peccato che tralascino due dei più
importanti strumenti che i nostri Padri costituenti avevano garantito ai
cittadini, affinché prendessero parte alla vita dei partiti e della
nazione.
Un reale rinnovamento non può prescindere da due fondamentali questioni.
La prima è l’attuazione dell’articolo 49 della Costituzione. La democrazia
all’interno delle forze politiche è fondamentale per dare l’opportunità
all’individuo di affermarsi con le proprie idee e con la propria storia.
Questo era il grande pensiero di chi scrisse quella Carta ma che, con la
sola eccezione radicale, non ha mai trovato compimento. La seconda:
risulta difficile richiamarsi al “popolo”, come fanno Vendola e gli altri,
senza dire parole chiare di denuncia in merito alla distruzione della
seconda scheda avvenuta ad opera dei partiti e della corte costituzionale.
I cittadini sulle grandi questioni civili, e quindi sociali, si sono
sempre schierati in modo conforme alle migliori democrazie laiche ed
anglosassoni, ma il parlamento ha sempre disatteso il voto popolare.
Un esempio su tutti è il quesito sul finanziamento pubblico dei partiti,
abrogato a stragrande maggioranza e trasformato dalla partitocrazia in
rimborso elettorale, una vera e propria truffa bipartisan, ma nessun
leader dice nulla su questo. Così come non viene detto nulla sul ruolo
della corte costituzionale che, a partire dalla sentenza n. 16 del 2
febbraio del 1978, inaugura la giurisprudenza anti-referendum e anti-
Costituzione. Nel giudicare l’ammissibilità di otto referendum radicali
volti ad abrogare, tra l’altro, il Concordato tra Stato e Chiesa, la Corte
si distacca da una lettura tassativa dei limiti previsti dall’articolo 75
per sostenere l’esistenza di una miriade di ulteriori limiti, frutto di
un’interpretazione estensiva di quelli espressamente enunciati dalla
Costituzione, ravvisandone sempre di nuovi di carattere implicito.
È dal 1978 che la corte costituzionale aiuta i partiti a far fuori
numerosi referendum che avrebbero cambiato questo paese. Il combinato
disposto partiti/corte costituzionale ha allontanato milioni di italiani
dalla vita civica della nostra repubblica. Chi oggi si richiama alla
partecipazione e alla riscossa civica non può non tenerne conto. Il ruolo
delle forze politiche e la seconda scheda elettorale sono solo due degli
argomenti che chiunque voglia dare durata a una reale alternativa dovrebbe
affrontare.





Massimiliano Iervolino
Membro di Giunta di Radicali Italiani
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
m.iervolino@radicali.it
www.massimilianoiervolino.it


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