intervista di venerdì sulla questione rifiuti a roma

Nella speranza di fare cosa gradita, vi segnalo una intervista che ho rilasciato sulla questione dei rifiuti a Roma.

Persone Rocco Berardo, Giuseppe Rossodivita, Bonino Pannella, Cerroni, Paola Alagia, Simona Rocchi, Massimiliano Iervolino
Luoghi Roma, Lazio, Palermo, Acerra, comune di Roma
Organizzazioni Unione Europea, Partito Radicale, Napoli, Palermo
Argomenti politica, diritto, ecologia, istituzioni

07/mag/2012 10.55.03 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Nella speranza di fare cosa gradita, vi segnalo una intervista che ho
rilasciato sulla questione dei rifiuti a Roma.
Grazie e buon lavoro

“IL TOTO DISCARICHE SCATENA UNA GUERRA TRA POVERI”

Intervista a Massimiliano Iervolino, membro del Comitato nazionale di
Radicali Italiani. Di Simona Rocchi. Venerdì 4 maggio 2012. Il nuovo
corriere pag. 15.



Massimiliano Iervolino membro del Comitato nazionale di Radicali Italiani,
è autore, insieme a Paola Alagia, del libro “Con le mani nella monnezza. I
disastri della partitocrazia. Il Caso Malagortta, l'ottavo colle di Roma”.
A ridosso della scelta del sito provvisiorio come alternativa a
Malagorotta, l'abbiamo intervistato per chiarire alcuni punti della
situazione rifiuti nella nostra regione.

La questione dei rifiuti della regione Lazio sembra ormai una barzelletta.
Si scaricano le responsabilità da una parte all’altra e la scelta di siti
idonei è rimandata a date da destinarsi. La situazione sta diventando
insostenibile. Che cosa sta accadendo nella nostra regione?

Intorno alla gestione dei rifiuti c'è assoluto bisogno di trasparenza,
partecipazione e legalità. In tutti questi anni, e non solo nel Lazio,
questo non è mai avvenuto. Ciò ha comportato una elevatissima diffidenza
nelle popolazioni verso qualsiasi impianto di smaltimento, in alcuni casi
addirittura verso quelli di compostaggio. I casi di Napoli, Palermo e Roma
confermano che non è possibile parlare di sindrome “Nimby” visto che sono
sopratutto le istituzioni a non rispettare le leggi che si sono date.
Potrei fare l'esempio dell'inceneritore di Acerra costruito in una
località denominata Pantano, oppure della discarica di Bellolampo a
Palermo che produce laghi di percolato, per finire a Malagrotta dove per
anni, contro le direttive europee, si è continuato “tranquillamente” a
buttare tal quale. Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali i
cittadini, a ragione, non si fidano. La partitocrazia ha creato nei nostri
territori disatri ambientali e questo comportamento rende la situazione
romana estremamente complicata. Ci sarebbe bisogno di un'operazione verità
proprio per riacquistare la fiducia delle popolazioni coinvolte. Ma il
potere è troppo arroccato nelle proprie stanze per avere la capacità di un
vero dialogo.

I rifiuti sono un business non indifferente. I comitati cittadini ormai ne
sono certi: quel che interessa non è la salute dei cittadini, ma gli
interessi economici. E’ realmente così? E’ una responsabilità che possiamo
dare alla classe politica odierna?

I fatti dimostrano che il business dei rifiuti è incentrato
sull'incenerimento e sullo smaltimento in discarica. Nella nostra regione
per troppi anni si è buttato quasi tutto in una delle dieci discariche
della Regione Lazio, con l'aggravante che la quasi totalità dei rifiuti
sono stati interrrati senza nessun trattamento. Io sono contro le
posizione ideologioche, le leggi nazionali e le direttive europee in
materia sono molto chiare stabilendo una ben delineata gerarchia dei
rifiuti: riduzione, riciclo, recupero di materia e di energia, smaltimento
in dicarica. Ordine di priorità assolutamente da seguire. Orbene questo
non è stato mai fatto e le conseguenze di tale comportamento scellerato è
sotto gli occhi di tutti.

La Polverini accusa le precedenti amministrazioni regionali di non avere
adeguatamente previsto un piano per la gestione dei rifiuti e considera il
suo come una soluzione. La storia dei rifiuti del Lazio ha sempre avuto
dei limiti, eppure quale sarebbe la soluzione ideale? Se di soluzione
reale si può parlare!

Nelle varie manifestazioni dei comitati territoriali contro le discariche
ho visto le bandiere di moltissimi partiti. Mi permetto di ricordare ai
cittadini che la situazione attuale della non gestione dei rifiuti a Roma
e nel Lazio è colpa delle amministrazioni Rutelli, Veltroni, Storace,
Marrazzo, Alemanno e Polverini. Gli unici che il questi tredici anni non
hanno governato né la Regione Lazio né il comune di Roma sono i Radicali,
gli altri, chi più chi meno, sono complici o primi attori dell'attuale
disastro. La soluzione è tanto semplice quanto pericolosa per la
partitocrazia e cioè il rispetto delle leggi. In merito al piano rifiuti
della Polverni posso dire che senza gli investimenti necessari è solo
carta straccia.

La raccolta differenziata, la possibile cura di tutti i mali, è ancora
sotto i livelli richiesti e sembra ormai una scusante per chiedere
ulteriori soldi. E’ opinione diffusa che anche dietro questa questione ci
sia una speculazione e si annidino altri interessi. E’ solo un’opinione?

Tutto il caos rifiuti in Regione Lazio ruota intorno alla questione
economica. Le faccio un esempio, i governanti, per anni, hanno preferito
buttare tal quale a Malagrotta perchè costava di meno che trattare i
rifiuti o differenziarli. Senza l'intervento dell'Unione europea - che
proprio per questo motivo ha aperto una procedura di infrazione rispetto
all'invaso di Cerroni - lo scempio ambientale sarebbe andato avanti per
anni. La partitocrazia, anche a Roma e nel Lazio, ha usato la monnezza
come mezzo per acquisire e controllare il consenso. I soldi servono per
far partire il porta a porta in tutta la Regione Lazio e per costruire
l'impiantistica necessaria a supportare tale scelta. Negli anni, invece,
sono stati utilizzati per altri oscuri affari. Tanto c'era Malagrotta che
risolveva tutti i problemi. Mi dica lei se questa è considerabile una
classe politica degna di questo nome.

Entro il 4 maggio Pecoraro dovrà indicare il nome della discarica
provvisoria che andrà a sostituire Malagrotta. Sono Monte Carnevale e
Pizzo del Prete i due siti giudicati dal ministero più idonei per ospitare
i rifiuti. Sono siti realmente idonei o solo nomi detti per mettere la
parola fine a una questione troppo delicata?

Il toto discariche non mi appassiona, faccio solamente notare che con
questo giochetto si sta scatenando una guerra tra poveri, dove i poveri
sono i cittadini dei quadranti interessati. Gli uni contro gli altri. Una
situazione inaccettabile. Mi preme sottolineare solo una cosa, che rigurda
quello che ho detto prima rispetto alla trasparenza, partecipazione e
legalità. Da questa situazione se ne esce solo con una operazione verità
che preveda un patto “per e con i cittadini”. Tale accordo dovrebbe
prevedere il funzionamento di tutta l'impiantistica e il raggiungimento
dell'obiettivo del 65% di raccolta differenziata entro breve tempo. Senza
questi passi nessuna popolazione accetterà mai una discarica nel proprio
territorio.

Il 30 giugno Malagrotta dovrà chiudere. Ma già si parla di proroga. Non è
una contraddizione prorogare la chiusura di Malagrotta e accelerare i
tempi per una soluzione provvisoria, con il rischio che poi la provvisoria
diventi definitiva?

La discarica di Malagrotta, a mio avviso, verrà prorogata anche nel 2013,
nessuno deciderà qualcosa prima delle prossime elezioni comunali a Roma.
Hanno troppo paura di perdere. I consiglieri regionali della Lista Bonino
Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo, hanno detto più volte che
una evetuale discarica non sarà né temrporanea né a norma di legge senza
una raccolta differenziata spinta e senza un reale funzionamento degli
impianti. Ma chi governa fa finta di non sapere e di non vedere. Ci
porteranno al disastro.





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