Assalto squadrista della Rosa nel pugno alla
conferenza sui PACS a Reggio Emilia organizzata da Verdi e Radicali di Sinistra.
Boselli e Pannella, nulla da dichiarare?
I Radicali di Sinistra: un
episodio di intolleranza e di violenza politica vergognoso.
Ectoplasmi noi? La Borghi pensi
piuttosto ai tangentisti candidati nella Rosa nel pugno.
Dichiarazione di Fabrizio Cianci,
Portavoce dei Radicali di Sinistra
Lunedì 3 aprile a Reggio Emilia, la
rappresentante locale della Rosa nel Pugno -Stella Borghi- si è resa
protagonista di un vero e proprio assalto squadrista alla conferenza in favore
dei PACS organizzata da Verdi e Radicali di Sinistra a Reggio Emilia nel
tentativo di far saltare l'iniziativa.
Questo l'ultimo atto di una campagna
diffamatoria messa in atto dalla Borghi sui quotidiani locali e, in modo ancor
più vigliacco, da Pannella su "Radio Radicale", senza diritto di
replica.
Chiunque abbia memoria storica, non può
dimenticare l'alleanza politica, la connivenza ideologica di Pannella con
Berlusconi, la responsabilità del gruppo pannelliano nell'ascesa al potere di
questa destra fuori da ogni legalità costituzionale e di garanzia democratica.
Tutto questo brucia ai pannelliani
passati, per convenienza, al Centrosinistra. Brucia, soprattutto se sono i
Radicali di Sinistra, nati da Bruno Zevi, uno dei più grandi critici
dell'architettura contemporanea, ma soprattutto partigiano, azionista, fondatore
del moderno Partito radicale, a ricordare questa macchia
indelebile.
Oggi, dopo una vergognosa asta al ribasso
tra i due poli e un accurato maquillage, i pannelliani ci parlano:
- di scuola pubblica dopo aver votato per
i buoni scuola in Piemonte e Lombardia insieme a Ghigo e Formigoni e aver
sostenuto la "parità scolastica" insieme al Cardinal Ruini;
- di laicità, dopo aver banchettato con
Berlusconi, Buttiglione e Giovanardi e aver votato -insieme a Formigoni- una
legge regionale di finanziamento a oratori e parrocchie;
- di PACS, pur essendosi svegliati solo
ora dopo anni di lotte del Movimento Gay Lesbico Transessuale e Transgender e
dei partiti di sinistra (tra cui i Radicali di Sinistra);
- di liberalsocialismo: dopo l'assalto
dell'articolo 18 e aver messo in croce insieme al Centrodestra milioni giovani e
di lavoratori con una precarizzazione sudamericana, chiedono una normativa ancor
più precarizzante della Legge 30;
- di libertà di ricerca, pur difendendo le
leggi Moratti che precarizza e rende ricattabili i ricercatori.
A chi, come la Borghi, ci chiede cosa
abbiamo fatto in questi anni, rispondiamo che noi siamo stati dalla parte
opposta alla sua e dei pannelliani: abbiamo difeso l'articolo 18, abbiamo
manifestato contro la guerra e per il rispetto della Costituzione, contro la
deforma scolastica della Moratti e per il rispetto e la piena titolarità dei
diritti di cittadini omosessuali.
La battaglia dei Radicali di Sinistra è,
quindi, nel segno della coerenza, ma anche dell'onestà: alla Borghi consigliamo, infatti, di concentrare
i suoi test di radicalità non sui Radicali di Sinistra, ma sui diversi
tangentisti passati in giudicato, ovvero riconosciuti come ladri dalla
Giustizia, che vengono candidati nella Rosa nel pugno.
L'unica vera "truffa elettorale" sempre
per usare l'elegante linguaggio della signora Borghi, è la Rosa nel pugno: un
cartello elettorale formato da scarti del berlusconismo, nostalgici del
craxismo, tangentari e voltagabbana.
Per queste ragioni rivolgiamo un appello
ai radicali e ai laici affinché scelgano i Verdi il 9 e 10 aprile per sostenere
chi, sui PACS, contro i finanziamenti pubblici alle scuole private, per una
seria politica energetica e per i diritti dei lavoratori si è contraddistinto
per una radicale scelta di laicità, giustizia e democrazia.
Sosteniamo i Verdi per un voto laico,
progressista e responsabile: a fianco di Prodi e per una Unione più stabile
e coesa.