MANIFESTO PER L'OCCIDENTE LAICO E PLURALISTA

La società si trasforma ed evolve; si

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07/apr/2006 09.51.55 Radicali di sinistra Contatta l'autore

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» MANIFESTO PER L’OCCIDENTE LAICO E PLURALISTA
Redatto e promosso da Radicali di Sinistra e Verdi in alternativa al "Manifesto per l'Occidente" di Marcello Pera


Per sottoscrivere il manifesto: www.petitiononline.com/altrocci/petition.html
Per aderire come associazioni: altrooccidente@radicalidisinistra.it


L’Occidente è in crisi. Incapace di comprendere le trasformazioni che coinvolgono e sconvolgono il mondo intero, a partire da quelle aree che sono state finora mantenute fuori dai suoi confini, e soprattutto incapace di riconoscere in queste trasformazioni una conseguenza necessaria di quella globalizzazione dei mercati senza globalizzazione dei diritti, di cui esso stesso è padre, non è capace di trovare altra risposta che chiudersi in un’autodifesa identitaria, e cerca di nascondere dietro l’affermazione di una presunta superiorità civile e morale la rinuncia ad assumersi le proprie responsabilità di fronte al resto del mondo e ad un contesto internazionale multilaterale.

L’Europa è ferma. Stretta fra la denatalità, lo squilibrio fra est ed ovest e la pressione migratoria da aree del mondo che non riescono più a sopravvivere a condizioni di miseria e guerra che non accennano ad attenuarsi, non riesce nel suo insieme a smarcarsi dalla paura sempre più diffusa di vedere il proprio benessere minacciato, e di doversi confrontare con il diverso da sé.

La società si trasforma ed evolve; si trasformano i tempi ed i modi della vita degli individui e delle comunità; escono allo scoperto diversità fino a poco tempo fa nascoste o represse. Anziché affrontare la sfida appassionante di reinterpretare la realtà in cui viviamo, e di allargare i recinti entro cui sono stati chiusi i soggetti sociali, a partire dalla famiglia, l’Occidente cerca di riesumare pseudovalori iperconservatori e neoclericali a supporto della presunta superiorità di strutture sociali e di visioni della realtà anacronistiche ed assolutamente inadatte anche solo a riconoscere la complessità della società del terzo millennio.

Benedetto XVI sostiene che “l’Occidente non ama più se stesso”. È vero.
L’Occidente al quale si riferisce non ama più il sé stesso delle grandi battaglie di pensiero e di azione per l’uguaglianza e la fratellanza fra gli uomini; il se stesso dell’illuminismo e dell’antifascismo Il se stesso che crede nella superiorità civile del principio di libertà politica, che consente alla religione quello che la religione non consente alla libertà politica.

l'occidente
Noi siamo impegnati a riaffermare il valore assoluto del dialogo fra le civiltà e fra le culture, e della reciproca contaminazione, perché nelle diversità sta la vera ricchezza umana e culturale; in questo contrastiamo in maniera intransigente ogni tentativo di appropriarsi dell’icona dell’Occidente per erigerla a baluardo contro le altre. Il nostro occidente non è il loro Occidente.

l'Europa
Siamo impegnati a rifondare un nuovo europeismo, che ritrovi nell’ispirazione dei padri fondatori dell’unità europea il suo ruolo di punto di incontro tra culture diverse e la capacità di parlare e di agire per la pace nel mondo con una sola voce.

la sicurezza
Siamo impegnati a fronteggiare ovunque il terrorismo, considerandolo come un crimine contro l'umanità, a privarlo di ogni giustificazione o sostegno, a isolare tutte le organizzazioni che attentano alla vita dei civili.
Siamo impegnati a fornire pieno sostegno alle organizzazioni ed alle persone che lavorano concretamente per ridurre ed eliminare le situazioni di discriminazione, di oppressione, di miseria e di conflitto che costituiscono l’humus di cui si nutrono i fondamentalismi ed i terrorismi di matrice etnica e religiosa.
Siamo convinti della necessità di una riflessione profondamente critica sulla politica economica ed internazionale dell’Occidente nel corso della seconda metà del secolo scorso, perché anche da essa derivano almeno in parte le condizioni attuali. Perché il rimedio, evitando di ripetere errori passati, non sia peggiore del male.

l'integrazione
Fedeli ai valori della nostra Costituzione e della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, sosteniamo la piena parità di diritti fra le persone, indipendentemente da fattori di genere, di preferenze e identità sessuale, di credo religioso, di razza, di provenienza, di condizione sociale ed economica e di opinione.
Fedeli ad un’idea di società aperta, fermo restando l’obbligo di reciproco rispetto e di rispetto della legalità di ogni singolo Paese, vediamo nel riconoscimento delle diverse identità culturali l’essenza stessa della democrazia, e nello scambio un importante elemento di ricchezza umana.

la vita
Crediamo che quello alla vita sia il primo e fondamentale diritto di un più ampio insieme di diritti individuali, che si sviluppano progressivamente a partire dal concepimento, in stretta relazione con la progressiva crescita di consapevolezza e con il riconoscimento materno dell’essere umano in via di sviluppo all’interno del proprio corpo.
E che per questo sia da rifiutare quell’approccio - “maschile” ed autoritario - che pretende di definire il momento esatto nel quale l’embrione diventa portatore di diritti pari a quelli della madre.
Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita, dalla nascita alla morte, naturale o volontaria. Ci impegniamo a difendere il diritto di tutti a decidere in merito alla propria vita, comprendendo in ciò il diritto di decidere riguardo ai modi ed ai tempi della sua fine.
Siamo impegnati a sostenere il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, e pertanto siamo dalla parte delle popolazioni contro guerre, violenza terrorista e repressione autoritaria.
Contro gli interessi politici, finanziari ed industriali che della guerra si nutrono. Per la nascita di una nuova stagione di impegno collettivo per uno sviluppo che sia in primo luogo rimozione delle condizioni di drammatica miseria e di privazione di acqua e di cibo, che minacciano il diritto alla vita di un quinto della popolazione del pianeta.

la sussidiarietà
Crediamo in una visione universalistica e inclusiva dei diritti, primi fra tutti istruzione e salute, come elementi che rendono reale una democrazia.
Il principio di sussidiarietà, per come è stato impostato ed affrontato in quest’ultimo decennio, veicola nuove forme di privatizzazione che mercificano diritti fondamentali, parificandoli a meri servizi e trasformando il cittadino in consumatore.
Soprattutto nell’ambito regionale, la sussidiarietà ha voluto significare nuove forme di inquinamento clericale, eversive dell’ordinamento costituzionale, delle istituzioni scolastiche (buoni scuola) e sanitarie (personale ecclesiastico assunto per svolgere negli ospedali le funzioni pastorali).

la famiglia
Crediamo in una società che è organismo vivente ed in evoluzione, che cambia insieme alle proprie forme di relazione e di organizzazione di base.
Siamo quindi impegnati a promuovere il riconoscimento di pari dignità e diritti a tutte le forme di famiglia, indipendentemente Riteniamo prioritario il riconoscimento della pluralità dei modelli di famiglia e l'estensione anche alle coppie e famiglie omosessuali degli stessi diritti di quelle eterosessuali attraverso un'iniziativa politica e legislativa che rispetti, tuteli e valorizzi i percorsi esistenziali di tutti i cittadini.

la libertà
E' proprio grazie alla schiavitù di molti che possono "vivere" i privilegi di pochi. Ed è abolendo i privilegi di pochi che si può eliminare la schiavitù di molti!

la religione
Siamo impegnati a garantire e promuovere l’universalità delle libertà civili e personali, che comprendono la piena ed universale libertà di fede, intesa sia come libertà di scelta individuale e privata che come libertà di testimonianza nella vita pubblica.
Proprio per questo sosteniamo la necessità di istituzioni intransigentemente laiche, in quanto questa condizione costituisce la più forte garanzia per l’affermazione universale della libertà di fede.

l'educazione
A una società aperta, laica e pluralista serve un’educazione aperta, laica e pluralista, fondata su quella libertà di insegnamento e su quel sapere critico che solo un sistema educativo pubblico può garantire.
Coerentemente con il dettato costituzionale, il diritto all’accesso all’educazione privata - di impostazione confessionale o meno - è garantito dalla libertà di scelta individuale e da quella di impresa, senza oneri per lo Stato.

l'Italia
Siamo impegnati a rendere il nostro Paese più autorevole, più libero, più rispettato, valorizzandone gli ideali umanistici e pacifisti, di civiltà e progresso, che affondano le loro radici nelle epoche più alte e nobili della storia italiana: il Rinascimento, il Risorgimento, la Resistenza.
Valori mirabilmente sintetizzati e solennemente riaffermati da quella Costituzione democratica e antifascista che noi vogliamo difendere dagli attacchi dei neoconservatori e delle destre illiberali. Perché non può essere né libero né rispettato chi dimentica le proprie radici.

SOTTOSCRIVI IL MANIFESTO
www.petitiononline.com/altrocci/petition.html

FOTO: CONTROMANIFESTAZIONE LAICA A BOLOGNA
www.radicalidisinistra.it/2006/manifBO.htm


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