Il caso Ixfin, le colpe del Governo, l'abbandono del Sud

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22/lug/2006 18.30.00 Radicali di sinistra Contatta l'autore

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Il caso Ixfin, le colpe del Governo, l'abbandono del Sud: dichiarato il fallimento dell'azienda, 900 operai senza lavoro
Lo scorso 5 luglio la VII sezione fallimentare del Tribunale di Napoli ha scritto la parola fine sulla storia della Ixfin, dichiarandone il fallimento e ponendo di fatto una seria ipoteca sul futuro dei 900 dipendenti in organico presso lo stabilimento di Marcianise (CE).
Le difficoltà del gruppo sono note da tempo, esattamente dal 2004, quando il governo Berlusconi si impegnò, attraverso l'allora Ministro delle Attività Produttive, Antonio Marzano, con un apposito decreto che prevedeva il rilancio dell'azienda e il pagamento degli arretrati ai dipendenti.
Purtroppo,
come più volte segnalato dai Radicali di Sinistra, quel decreto rimase sempre sulla carta per inadempienze del governo Berlusconi, ma anche quello Prodi, che avrebbe avuto modo di riprendere il progetto di rilancio di un'azienda strategica, in un territorio gravemente segnato dalla disoccupazione cronica. Ancora una volta, si sconta un abbandono del Sud e un'abdicazione della politica rispetto ai veri problemi del Paese che hanno condotto la Ixfin a un fallimento che vuol dire 900 famiglie senza futuro.
Verrebbe da chiedersi come mai il governo Berlusconi non abbia mai dato seguito a un proprio decreto, così come verrebbe da chiedersi come mai il Presidente Bassolino, che pure in campagna elettorale aveva preso impegni ufficiali sulla vicenda Ixfin, non abbia fatto pressioni sul nuovo governo.
Se le responsabilità dei partiti sono gigantesche, quelle della proprietà non sono da meno.
In circa due anni, si legge nel decreto di fallimento sono stati presentati contro la Ixfin spa circa 25 ricorsi di fallimento; nell'ultimo bilancio approvato (31/12/2004) si evince la sussistenza di una perdita di circa 2,5 milioni di euro, a fronte di un capitale di 5 milioni, e debiti per circa 105 milioni a fronte di un attivo circolante di 27 milioni di euro ed immobilizzazioni per 70 milioni.
Inoltre, i giudici segnalano la contrazione del fatturato, e la difficoltà per la società di onorare i pagamenti alle scadenze verso i fornitori, le retribuzioni ai dipendenti. Una situazione patrimoniale, quella rappresentata dai giudici e dalle cifre dei bilanci, che appare quasi irreale se si considera che non più tardi di 15 giorni fa il gruppo Pugliese - che detiene l'intero capitale sociale di Ixfin attraverso le due controllate Maxfin srl (71%) ed Elettronica srl (29%), di cui è amministratore unico Massimo Pugliese - aveva portato a termine un colpo clamoroso: l'acquisizione della multinazionale bresciana Cf Gomma, leader europea per la componentistica nel settore automotive (autovetture e veicoli industriali). Un colosso che occupa circa 5mila dipendenti, in 4 stabilimenti italiani e altri in Francia, Polonia, Germania. Gli ex soci di maggioranza, erano la famiglia Cancarini e Fidia Sgr, società del fondo Prudentia presieduta da Sergio Pinifarina.
Il gruppo avellinese ha saputo rastrellare l'intero pacchetto azionario della Cf Gomma con un'operazione da 62 milioni di euro, ma non ha saputo o voluto far fronte alla situazione della Ixfin.

Fabrizio Cianci
Portavoce dei Radicali di Sinistra
fabrizio.cianci@radicalidisinistra.it

 


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