L’ARCHIVIAZIONE

26/lug/2006 03.24.00 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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‘Dopo cinque mesi di indagine, la Procura di Roma, pur dando atto del
particolare valore morale e sociale della nostra iniziativa, ha deciso di
chiedere al Giudice per le Indagini Preliminari l’archiviazione
dell’esposto presentato dall’Associazione Radicali Roma contro quei
medici che, appellandosi alla obiezione di coscienza, si sono rifiutati
di prescrivere la c.d. “pillola del giorno dopo” ad una ragazza che ne
aveva fatto urgente richiesta.. Nella richiesta di archiviazione la
Procura di Roma rileva che:-
dalle indagini espletate risulterebbe che l’omesso rilascio di idonea
ricetta medica necessaria all’assunzione del farmaco in questione non può
essere ascritto, nel caso di specie, ad una precisa e diretta
responsabilità dei medici in quel momento di turno nel reparto di
Ginecologia del Policlinico Umberto I° e del San Giovanni di Roma, bensì
ad una decisione presa dal personale paramedico (la cui identità è
rimasta ignota) al quale la ragazza si era in quel momento rivolta; anche
qualora il rifiuto della prescrizione fosse riconducibile al medico di
turno in persona e pur in presenza, quindi, di tutti gli elementi
costitutivi della fattispecie di cui all’art. 328 c.p. (omissione d’atti
d’ufficio), il comportamento del personale medico- sanitario non sarebbe
comunque punibile atteso che, allo stato attuale, la scienza medica non
può in alcun modo escludere con assoluta certezza un eventuale effetto
abortivo riconducibile all’assunzione della c.d. “pillola del giorno
dopo”sicché il richiamo alla obiezione di coscienza così come
disciplinata dalla legge sull’aborto (194/78) rappresenterebbe il
legittimo esercizio di un diritto, perlomeno sotto il profilo
putativo.Sempre nella richiesta di archiviazione, la Procura di Roma,
evidentemente consapevole dei gravi disagi che comporta per le donne la
mancata prescrizione del Norlevo, precisa inoltre che sulla materia
sarebbe opportuno l’intervento risolutivo del legislatore.La decisione
degli organi inquirenti, così motivata, rimane per noi inaccettabile
soprattutto nella parte in cui definisce “legittimo” il richiamo del
medico all’obiezione di coscienza così come disciplinata dalla legge
sull’aborto e questo perché l’esame sistematico della regolamentazione
dettata dalla L. 194/78 induce a ritenere quale effetto interruttivo
della gravidanza quello che interviene in una fase successiva
all’annidamento dell’ovulo nell’utero materno, mentre la c.d. “pillola
del giorno dopo” agisce con effetti contraccettivi in un momento
anteriore al predetto innesto (altrimenti non si spiegherebbe perché il
Norlevo sia ricompreso tra i “contraccettivi d’emergenza” e non tra
gli “abortivi”). Per questi motivi, come Associazione Radicali Roma,
presenteremo presto formale opposizione alla predetta richiesta di
archiviazione chiedendo al Giudice per le Indagini Preliminari la
prosecuzione delle indagini preliminari o, in subordine, che il PM
formuli l’imputazione rinviando a giudizio i medici obiettori di
coscienza .’

www.radicaliroma.com

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