Direttiva 38/2004 e riconoscimento delle coppie e famiglie di fatto: il preoccupante ritardo dell'Unione

12/nov/2006 22.49.00 Radicali di sinistra Contatta l'autore

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Direttiva 38/2004 e riconoscimento delle coppie e famiglie di fatto: il preoccupante ritardo dell'Unione.
Prodi e l'Unione scelgano il riformismo europeo o il controriformismo vaticano
  

Comunicato stampa

 Roma, 12 novembre 2006

Ancora un nulla di fatto, nonostante le promesse del Ministro Pollastrini e della Commissione Giustizia, per l'esame della legge sulle unioni di fatto ai primi di Novembre, pur essendo trascorsa la prima settimana del mese.
A sei mesi dall'insediamento, il nuovo Governo non è ancora riuscito ad esprimere un indirizzo sul riconoscimento delle coppie e famiglie di fatto, un ritardo che ci pone ultimi in Europa, assieme a Grecia e Irlanda.

I Radicali di Sinistra - www.radicalidisinistra.it - esprimono preoccupazione per un ritardo che assume toni sempre più imbarazzanti. In questo modo il Governo dimostra mancanza una gravissima mancanza di attenzione verso le coppie e famiglie di fatto, eterosessuali e non, che pure sono state determinanti per la vittoria del Centrosinistra.

I Radicali di Sinistra chiedono al Governo di non seguire l'esempio di Berlusconi, approvando in tempi rapidissimi la direttiva 38/2004, alla quale siamo tenuti a dare seguito e che sancirebbe diritto all’ingresso del partner con cui il cittadino dell’Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata.

Questa direttiva, già applicata nel resto della UE ed ancora disattesa nel nostro Paese, dimostra come l'Italia sia decisamente in ritardo sul campo dei diritti civili, anche nel riconoscimento di quelli più elementari.
L'Unione dimostri senso di responsabilità, approvando la Direttiva ed una legge che riconosca pubblicamente le coppie di fatto, senza incorrere in sterili polemiche, contrapposizioni ed i ricatti del Vaticano e delle destre.

In tutta Europa, da oltre un decennio, si riconosce la pluralità delle forme familiari e di convivenza. L'Unione deve decidere se intende governare nel solco del riformismo europeo o in quello del controriformismo vaticano.
Le scomposte reazioni dei ministri di area cattolica e della CDL dimostrano come il problema dei PACS in Italia sia prima di tutto culturale, ancor più che di opportunità politica o interesse, e evidenzi l’arretratezza di una legislazione che non è più al servizio dei cittadini la cui vita non può essere oggetto di propaganda: è la Costituzione italiana che ce lo impone, è l'Europa che ce lo chiede.

 

Fabrizio Cianci
Segretario Politico dei Radicali di Sinistra 

Radicali di Sinistra
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