
Clamoroso: la Regione Veneto prevede oasi faunistiche negli aeroporti mentre apre alla caccia i siti Rete Natura
Comunicato stampa
Roma, 4 dicembre 2006
Oasi e aree di ripopolamento sull'acqua e negli aereoporti militari e apertura delle oasi alla caccia: queste le linee guida del Piano faunistico venatorio approvato dal Consiglio regionale del Veneto, voluto dall’assessore alla caccia Elena Donazzan di Alleanza Nazionale.
Il piano istituisce delle Zone di Ripopolamento nell’aeroporto militare di Istrana, sede del 51° stormo dell’aviazione militare, e Oasi di Protezione sugli specchi d’acqua del Lago di Garda e in mezzo alla laguna viva di Venezia: forse la Donazzan si è confusa tra pesci ed uccelli?
I Radicali di Sinistra - www.radicalidisinistra.it - fanno notare come, in realtà, non si tratta di un errore ma di una strategia degli amici dei cacciatori seduti sui banchi del Consiglio regionale, che prevede di proteggere aree dove i cacciatori mai si sognerebbero di andare a cacciare per la totale assenza di fauna selvatica, aree utili però al raggiungimento della quota minima di territorio protetto che ogni piano deve garantire in ciascuna provincia e regione.
Questa strategia risulta doppiamente dannosa per il patrimonio faunistico regionale perché prevede l’accesso dei cacciatori in quasi tutte le aree della Rete Natura 2000 che l’Europa ha previsto come degne di massima tutela ai sensi della Direttiva comunitaria "Habitat" e della Direttiva comunitaria "Uccelli".
Il Consiglio Regionale con questo piano ha veramente toccato il fondo. Per i Radicali di Sinistra prevedere oasi e ripopolamenti su aeroporti militari o in mezzo ai laghi e ai mari è un’offesa all’intelligenza di tutti i cittadini del Veneto, offesa ancor più grave se consideriamo che aree della Rete Natura 2000, come quelle palustri della laguna di Venezia e del lago di Garda sono state invece date chiavi in mano ai cacciatori.