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15/lug/2008 13.49.00 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Di seguito il testo, che troverete anche in allegato, del comunicato
stampa di presentazione delle sette interrogazioni di iniziativa popolare
al sindaco Gianni Alemanno. I testi sono stati presentati questa mattina
in una confereza stampa al Partito Radicale.
Buon lavoro!!

Massimiliano Iervolino
Segretario dell'Associazione Radicali Roma
via di Torre Argentina 76
00186 Roma
3453652220
m.iervolino@radicali.it
www.radicaliroma.com


Comune di Roma, Iervolino: “Sette interrogazioni di iniziativa popolare
rivolte al Sindaco di Roma Gianni Alemanno”

Dichiarazione di Massimiliano Iervolino, Segretario dell’associazione
Radicali Roma:

“L’associazione Radicali Roma inizia da oggi una raccolta firme su sette
interrogazioni di iniziativa popolare, inerenti ai seguenti temi:
bilancio, costi della non democrazia e trasparenza. Su ogni testo andranno
raccolte minimo duecento firme, e da statuto, articolo 7 comma 5, il
sindaco Alemanno dovrà rispondere, entro sessanta giorni dal deposito, per
iscritto e inviare copia delle risposte alle Consigliere e ai Consiglieri
Comunali. Seguono i testi delle interrogazioni”




INTERROGAZIONE AL SINDACO (1)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che:
- il 18 settembre 2007 l’agenzia Fitch ha confermato per il Comune d Roma
il raiting a lungo termine “AA-“ ma ha modificato l’outlook da stabile a
negativo a causa di un debito che dagli attuali 6.5 miliardi di euro
rischia di arrivare ai 7.5 miliardi nel 2011. Tutto questo significa che,
a partire da quella data, su ogni cittadino, neonati compresi, graverà un
debito di circa 2.800 euro a testa contro i 2.400 attuali per un totale di
7.600 euro a famiglia.
- le prospettive di raiting peggiorano perché le spese del Comune di Roma
continuano ad essere finanziate con entrate “una tantum” di diverso tipo
(ad esempio obbligazioni ed ICI ancora non riscossa).

Considerato che
- l’andamento dello stock del debito, dopo aver ridotto sensibilmente il
proprio volume complessivo nel 2006 rispetto al precedente esercizio, nel
2007 torna ad aumentare in relazione ai nuovi impegni assunti per il
finanziamento del programma delle opere pubbliche, soprattutto
metropolitane e opere collegate all’emergenza traffico.
- a differenza di quanto previsto per lo Stato, gli enti locali non
possono per legge rifinanziare debito in scadenza con nuovo debito, devono
quindi rimborsare capitale ricorrendo alle entrate di parte corrente.
Oltre che attraverso la spesa per interessi, l’impatto complessivo
dell’indebitamento sul saldo corrente passa quindi attraverso una
riduzione delle entrate correnti disponibili.
- per l’anno 2007 gli oneri totali da pagare sono circa 500 milioni di
euro (quota capitale 200 milioni di euro, quota interessi 300 milioni di
euro).
- nell’anno 2007 le entrate correnti sono aumentate di 469,5 milioni di
euro, frutto di maggiori trasferimenti da parte dello Stato e di maggiori
introiti riconducibili alla voce “altre entrate”, le cui risorse vanno
largamente a coprire la diminuzione di entrate tributarie,
- nello stesso periodo si è avuto un notevole aumento della spesa corrente
pari a 444.9 milioni di euro, senza tener conto della spesa per gli
interessi, che ha portato ad avere un aumento del margine operativo lordo
di “soli” 24.6 milioni di euro.
- nell’anno 2007 il margine operativo netto è di 117.5 milioni di euro
(+38.5 milioni di euro rispetto al 2006),

Visto che
- il debito del Comune , pari all’inizio del 2006 a 6.93 miliardi di euro,
attualmente si attesta, intorno ai 6.5 miliardi di euro. Le fonti di
finanziamento del Comune, rappresentate da mutui (Cassa Deposito e
Prestiti per ca il 35% del totale ed istituti bancari per il ca il 43%) e
titoli obbligazionali, sono ripartite rispettivamente per il 79% sui
prestiti ed il 21% per i BOC.
- il comune dovrà affrontare nei prossimi anni la sfida del finanziamento
di alcune importanti opere infrastrutturali (linee metro C e D in
particolare). Anche al netto di tali impegni, e ipotizzando nuovo
indebitamento per un ammontare annuo (500 milioni) in linea con i valori
storici medi del periodo 2004-2006, gli oneri finanziari crescerebbero
fino a livelli (quasi 900 milioni di euro) equivalenti a circa il 180% di
quelli attuali.
- maggiore è il margine operativo netto e minore è il bisogno di ricorrere
a emissione di nuovo debito per coprire le spese per investimenti.


interroga il Sindaco

- su come, qualora ci fosse la volontà politica, si intende aumentare in
maniera consistente il margine operativo netto, utile per ricorrere il
meno possibile ad emissione di nuovo debito. Se si intende agire solo
tramite l’aumento delle entrate correnti (revisione degli estimi
catastali, alienazioni e gli oneri di urbanizzazione e concessione) o
invece puntando ad una forte diminuzione della spesa corrente.

- di conoscere i nomi degli istituti bancari che emettono mutui al Comune
di Roma.




INTERROGAZIONE AL SINDACO (2)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che
- la Legge finanziaria dello Stato per il 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n.
296), prevede che gli incarichi di amministratore delle società di cui ai
commi da 725 a 734 conferiti da soci pubblici e i relativi compensi,
siano pubblicati nell’albo e nel sito informatico dei soci pubblici a cura
del responsabile individuato da ciascun ente.

Visto che
- la Legge finanziaria dello Stato per il 2007 (Legge 27 dicembre 2006, n.
296), al comma 734, prevede che non possano essere nominati amministratori
di enti, istituzioni, aziende pubbliche, società a totale o parziale
capitale pubblico coloro che, avendo ricoperto nei cinque anni precedenti
incarichi analoghi, abbiano chiuso in perdita tre esercizi consecutivi.


Tenuto conto che
- la circolare sulla legge finanziaria 2007 in merito al su citato comma
734 riporta quanto segue: il concetto di perdita ivi contemplato si
atteggerà diversamente in relazione al tipo di contabilità applicabile
all’ente collettivo, in quanto nella contabilità privatistica, cui sono
soggette le società di capitali, anche con partecipazione pubblica, la
perdita d’esercizio è identificabile nel risultato negativo del conto
economico derivante dalla prevalenza dei costi sui ricavi, mentre nella
contabilità finanziaria, propria della maggior parte degli enti pubblici,
la stessa deve riferirsi al disavanzo di competenza non coperto da un
sufficiente avanzo di amministrazione. Con riguardo a quegli esercizi,
anteriori all’entrata in vigore della norma, deve considerarsi rilevante
non qualunque perdita oggettivamente tale, ma soltanto la perdita che
esprime un risultato di gestione negativo rispetto al concreto e specifico
contesto economico-finanziario nel quale si è manifestata. Pertanto,
coerentemente con la ratio della norma - diretta a disincentivare le
“cattive” gestioni delle società pubbliche - ed in considerazione della
necessità di tenere in debito conto la diversa tipologia di iniziative
possibili, l’accertamento della perdita di esercizio non può prescindere
in questi casi da una valutazione che tenga conto anche delle aspettative
di ritorno degli investimenti programmati, per come precisate nei
documenti di pianificazione delle relative attività di gestione. Ne
consegue che, nelle ipotesi in cui la perdita risulti conforme alla
programmazione gestoria, deve escludersi la ricorrenza dei presupposti del
divieto sancito dalla disposizione in questione. Non può, peraltro,
negarsi, in via generale, l’applicazione della disposizione nei casi in
cui l’amministratore abbia ereditato una situazione di bilancio fortemente
negativa e l’abbia migliorata, poiché non è sufficiente aver conseguito un
disavanzo inferiore rispetto all’esercizio precedente, ma è necessario,
invece, che il risultato di esercizio sia pari o migliore rispetto a
quello atteso, così come emergente dagli atti di pianificazione
dell’attività gestionale. Diversamente, in relazione agli esercizi
apertisi contemporaneamente o successivamente all’entrata in vigore della
norma, non ricorrendo un’esigenza di tutela dell’affidamento, il concetto
di perdita va definito nei termini più assoluti già sopra accennati, vale
a dire, nella contabilità privatistica, come risultato negativo del conto
economico derivante dalla prevalenza dei costi sui ricavi e, nella
contabilità finanziaria degli enti pubblici, come disavanzo di competenza
non coperto da un sufficiente avanzo di amministrazione.



interroga il Sindaco

sulle modalità attraverso le quali si è adeguata l’amministrazione
comunale per rispettare il comma 734 della Legge finanziaria 2007 e sugli
eventuali impegni futuri, nel rispetto della trasparenza e del libero
accesso agli atti, atti a rendere pubblico, attraverso il sito del Comune
di Roma, per ogni attuale presidente o consigliere di amministrazione, di
società o azienda riconducibile al Comune, il risultato annuale, dal 2001
ad oggi, di esercizio “reale” e di quello “atteso” (emergente dagli atti
di pianificazione dell’attività gestionale) delle società a parziale o
totale capitale pubblico in cui lo stesso ha ricoperto ruoli identici o
simili a quelli di questo momento.


INTERROGAZIONE AL SINDACO (3)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che

- ai fini del contenimento della spesa pubblica la Legge Finanziaria per
l’anno 2007 (L. 296/2006) è intervenuta disciplinando i compensi lordi
annuali spettanti al Presidente e ai componenti il Consiglio di
Amministrazione delle società non quotate alla Borsa Italiana S.p.A.
partecipate, totalmente o parzialmente, da Enti Locali.

- con l’approvazione della Delibera di Giunta n. 215 del 23/5/2007, il
Comune di Roma ha determinato, in modo univoco ed omogeneo, i criteri
specifici in base ai quali fissare, nel rispetto di quanto previsto dalla
citata Legge Finanziaria, i nuovi compensi.

- la Legge Finanziaria ha inoltre previsto (articolo 1, comma 735)
l’obbligatorietà di pubblicazione degli incarichi di amministratore delle
società a totale o parziale capitale pubblico conferiti da soci pubblici e
i relativi compensi.

interroga il Sindaco

- sul perché i compensi riportati in tabella si riferiscono solo allo
stipendio “fisso” e non ai premi di produttività che ricordiamo possono
essere dati solo su obiettivi specifici che comportano guadagni alle
società.
- sul perché la tabella, riguardante gli emolumenti dei presidenti ed i
consiglieri di amministrazione, da diversi mesi è scomparsa dalla home
page del sito del Comune di Roma.


INTERROGAZIONE AL SINDACO (4)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)

i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che:
- le difficoltà del Comune di Roma relative al suo bilancio sono state in
questi giorni al centro dell’attenzione del Governo Nazionale e
dell’opinione pubblica;

Considerato che:
- la Legge del 2 dicembre 2005, n. 248, all'art. 7 comma 2-bis ha esteso
il privilegio dell'esenzione dal pagamento dell'ICI anche a quei beni
immobili ecclesiastici in cui si svolgono attività di natura commerciale
("L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si intende applicabile alle attività
indicate nella medesima lettera a prescindere dalla natura eventualmente
commerciale delle stesse")
- il cosiddetto decreto Bersani-Visco del 2006 ha parzialmente modificato
la norma introdotta l'anno precedente, lasciando sostanzialmente invariato
il privilegio concesso. La nuova formulazione della stessa, attualmente
prevede che «l'esenzione prevista dall'articolo 7, comma 1, lettera i) del
decreto n. 504/92 si intende applicabile alle attività indicate nella
medesima lettera che non abbiano natura esclusivamente commerciale».
- nella città di Roma è rilevante la presenza di strutture commerciali
riconducibili agli enti ecclesiastici e che le mancate entrate ICI vanno
ad influire sensibilmente sui bilanci comunali sottraendo loro risorse
economiche
- l’Ici rappresenta circa il 58% delle entrate tributarie (correnti) del
Comune di Roma
- l’esenzione dal pagamento dell’ICI per gli enti ecclesiastici che
svolgono attività di natura commerciale rappresenta una forma di
alterazione della concorrenza nel campo commerciale;

-l'articolo 81 del Trattato sull'Unione europea e del Trattato che
istituisce la Comunità europea stabilisce il divieto di aiuti di Stato
alle imprese, sotto qualsiasi forma, che favorendone talune falsino o
minaccino di falsare la concorrenza;

-l'articolo 53 della Costituzione impone a tutti di concorrere alle spese
pubbliche in ragione della propria capacità contributiva;


-una consolidata giurisprudenza della Corte di giustizia UE, ad esempio la
sentenza n. 102 del 1987 e la sentenza 298 del 2000, in particolare il
punto 49 della stessa, chiarisce che la normativa in materia di aiuti di
Stato si applica a qualsiasi soggetto che eserciti un'attività
commerciale, indipendentemente dalla natura no-profit o meno di tale
soggetto, avallando con ciò l'orientamento consolidato della Commissione
dell'Unione europea nell'esercizio dei poteri di controllo sugli aiuti di
Stato che le sono attribuiti dall'articolo 88 del Trattato sull'europea e
del Trattato che istituisce la Comunità europea;

-la Commissione europea ha rivolto tre richieste di informazioni al nostro
Governo, nei mesi di giugno, agosto e novembre 2007, al fine di
verificare la necessità di dare inizio ad una procedura di indagine nei
confronti del nostro Paese per appurare l’eventuale violazione del
divieto suddetto;

-il requisito per il ripristino di condizioni minime di equità e parità di
trattamento è la netta esclusione di qualsiasi beneficio o privilegio
fiscale per le attività che abbiano natura commerciale, anche se non in
via esclusiva, e qualsiasi sia il settore in cui operano, ripristinando
cosi il criterio di rilievo costituzionale di corretta relazione tra
articolazione del prelievo e capacità contributiva;


Visto altresì che
- dalla relazione dell’ex Assessore al Bilancio, Marco Causi, datata 27
luglio 2007, sul rendiconto 2006, a pag. 4 si può leggere: l’andamento
espansivo dell’ICI è tanto più apprezzabile alla luce della potenziale
perdita di gettito (valutata in circa 25 milioni di euro) determinata
dalle novità introdotte nel 2006 nella disciplina delle esenzioni
dell’imposta a beneficio degli enti non commerciali: tali esenzioni
vengono estese anche alle attività già considerate nel precedente regime
agevolativi (assistenziali, sanitarie, sportive, ricettive, previdenziali,
didattiche) anche se svolte in forma commerciale, purché non esclusiva.


interroga il Sindaco di Roma
per sapere:
· a quanto ammonti il mancato introito annuale per il Comune di Roma
dovuto al privilegio dell’esenzione ICI concesso agli enti ecclesiastici
per lo svolgimento di attività di natura non esclusivamente commerciale e
come pensa di reperire le risorse sottratte al bilancio per compensare
l’ammanco al fine di garantire i servizi che l’amministrazione capitolina
deve fornire ai suoi cittadini;
· se, ed in caso di risposta positiva, quali iniziative politicamente
utili, necessarie ed urgenti ritenga opportuno intraprendere al fine di
comunicare al Governo la necessità di abrogare la norma in esame la quale,
prevedendo questo tipo di sperequazione tra i cittadini, viola il
principio comunitario di libera concorrenza, quello costituzionale
garantito di partecipazione alla spesa pubblica in ragione della propria
capacità contributiva e quello costituzionale garantito di uguaglianza,
senza distinzioni tra cittadini fondate su motivi religiosi.


INTERROGAZIONE AL SINDACO (5)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che:


Il debito del comune di Roma, recentemente emerso agli onori delle
cronache, ha dimensioni tali da rendere plausibile l’interruzione del
finanziamento di spese per infrastrutture, fondamentali per il rilancio
dell’economia cittadina;

La normativa nazionale, abrogando l’ICI, ha sottratto alle amministrazioni
municipali, prima tra tutte quella capitolina, una delle imposte più
importanti ai fini delle entrate in bilancio ed al finanziamento delle
spese in conto capitale suddette;

Da anni si verifica il fenomeno, invero non limitato alla sola capitale,
della c.d. emergenza abitativa, le cui conseguenze, sociali ed
antropologiche, sono evidenti e gravi, tanto che un eminente Ministro
della Repubblica ha coniato un neologismo per quei cittadini non più
giovani ma non ancora economicamente ed abitativamente ed autonomi: i
c.d. bamboccioni.

Interroga il sindaco

Se immobili in proprietà, diretta o indiretta, del comune di Roma siano
stati assegnati in locazione o comodato d’uso, oneroso o gratuito, a
partiti politici, sindacati od associazioni ad essi collegati e quali
siano nel dettaglio. Nell’eventualità in cui tali assegnazioni siano a
titolo oneroso, qual’è il canone corrisposto all’amministrazione cittadina
per ogni singolo stabile.



INTERROGAZIONE AL SINDACO (6)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Visto che
- il Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 "Testo Unico delle leggi
sull'Ordinamento degli Enti Locali " all’articolo 80 cita testualmente: le
assenze dal servizio di cui ai commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 79 sono
retribuite al lavoratore dal datore di lavoro. Gli oneri per i permessi
retribuiti dei lavoratori dipendenti da privati o da enti pubblici
economici sono a carico dell'ente presso il quale gli stessi lavoratori
esercitano le funzioni pubbliche di cui all'articolo 79. L'ente, su
richiesta documentata del datore di lavoro, è tenuto a rimborsare quanto
dallo stesso corrisposto, per retribuzioni ed assicurazioni, per le ore o
giornate di effettiva assenza del lavoratore. Il rimborso viene effettuato
dall'ente entro trenta giorni dalla richiesta. Le somme rimborsate sono
esenti da imposta sul valore aggiunto ai sensi dell'articolo 8, comma 35,
della legge 11 marzo 1988, n. 67.
(comma così modificato dall'articolo 2-bis legge n. 26 del 2001).


interroga il Sindaco

- per conoscere i nomi delle aziende che fanno richiesta di rimborso

- per conoscere i nomi dei consiglieri comunali che lavorano con tali aziende

- per sapere a quanto ammonta la spesa annua del comune di Roma per pagare
i rimborsi.

- per sapere a quanto ammonta la richiesta di rimborso annuale di ogni
singola azienda.

INTERROGAZIONE AL SINDACO (7)

Ai sensi dell’art. 5 del Regolamento per gli Istituti di Partecipazione e
di Iniziativa Popolare del Comune di Roma (deliberazione del consiglio
comunale n. 101 del 14 giugno 1994)
i sottoscritti elettori del Comune di Roma

Premesso che

- il T.U.E.L. approvato con D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267, all’art. 10
“Diritto di accesso e di informazione”, comma 1 cita “Tutti gli atti
dell’amministrazione sono pubblici, ad eccezione di quelli riservati per
espressa indicazione…” e che nello stesso art. 10 comma 2 vengono
individuate indicazioni per garantire tale diritto di accesso e di
informazione demandando comunque ad apposito regolamento.

- lo Statuto del Comune di Roma, approvato con atto del Consiglio Comunale
n. 316 il 26 settembre 1991, e con le sue successive modifiche e
integrazioni, valorizza e promuove la più ampia partecipazione degli
appartenenti alla comunità cittadina all'amministrazione locale e
garantisce l'accesso dei cittadini agli atti e all'informazione sulle
attività dell'Ente.


- il Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di
Roma approvato con delibera n. 621, nel capo IV, art. 21, comma 2 così
recita “Il Dipartimento per le risorse umane e del decentramento cura la
tenuta dell’albo dei professionisti e dei consulenti, con l’indicazione,
per ciascun professionista, degli incarichi ricevuti e dei compensi
percepiti. L’albo è liberamente consultabile da chiunque”.


Considerato che

- nello svolgimento delle proprie attività il Comune di Roma, con un
impegno finanziario consistente, sempre più si avvale di consulenze
esterne, incarichi professionali, lavoratori a tempo determinato e questa
scelta viene motivata con l’assenza di tali risorse umane o qualifiche tra
il personale comunale.

- a tutti gli effetti l’obiettivo che si vuole perseguire attraverso tali
incarichi deve essere in linea con quanto previsto dagli atti fondamentali
del Comune quali il bilancio annuale ed il bilancio pluriennale di
approvazione del Consiglio Comunale.

Rilevato che

- sussiste una volontà crescente da parte del cittadino utente di
un’informazione dettagliata sulle attività deliberative
dell’Amministrazione.

- al fine di esercitare il potere di indirizzo e controllo del Consiglio
Comunale si rende opportuno e necessario agevolare anche tecnicamente il
diritto di accesso e di informazione dei consiglieri come presupposto
indispensabile alla garanzia di trasparenza e di buona amministrazione
dell’ente, di cui in premessa.


- in rete civica sono già accessibili le delibere di giunta e che le
determinazioni sono inserite in ordine cronologico all’interno di elenchi
di atti diversi, ma che la ricerca delle medesime si rivela complessa e
farraginosa, tanto da ostacolare una lettura e una valutazione complessiva
a un punto tale da far ritenere che le informazioni contenute in rete non
siano esaustive.

Visto che

- durante la discussione del bilancio previsionale 2007 è stato approvato
un ordine del giorno (nr. 45 del 02/02/2007) che dà mandato al sindaco e
alla giunta di predisposizione di un elenco informatizzato ed inserito
sulla rete civica, aggiornato in tempo reale, in merito all'intera
attività dei consulenti esterni (incarichi, studi, progettazioni,
contratti a tempo determinato.

- l'art.85 della legge finanziaria 2008 dello Stato cita testualmente: i
contratti relativi a rapporti di consulenza con le pubbliche
amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165 sono efficaci a decorrere dalla data di pubblicazione
del nominativo del consulente, dell'oggetto dell'incarico e del relativo
compenso sul sito istituzionale dell'amministrazione stipulante.

interroga il Sindaco

sul perché l’albo dei professionisti e consulenti, disponibile sul sito
del Comune di Roma, è relegato alle sue pagine interne difficili da
trovare invece di essere in posizione di massima visibilità (Home page).


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