Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio , nonché Commissario alla Sanità, Piero Marrazzo.

Nella conferenza stampa di giovedì 11 settembre, mi sono personalmente augurato di ricevere da Lei una telefonata per acquisire il nostro video che, voglio ricordarglielo, testimonia la situazione di disagio che parecchie donne romane sono costrette a vivere durante i week- end.

15/set/2008 16.20.26 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio, nonché Commissario alla

Sanità, Piero Marrazzo.



Egregio Presidente,

sento l’urgenza di scriverle questa breve lettera per invitarla a

riflettere su quanto accade nei nosocomi romani. Sicuramente non le sarà

sfuggita la nostra video inchiesta inerente agli ospedali e alla

prescrizione della “pillola del giorno dopo” pubblicata su repubblica.it

mercoledì 10 settembre.

Nella conferenza stampa di giovedì 11 settembre, mi sono personalmente

augurato di ricevere da Lei una telefonata per acquisire il nostro video

che, voglio ricordarglielo, testimonia la situazione di disagio che

parecchie donne romane sono costrette a vivere durante i week- end.

Abbiamo visitato tutte le strutture sanitarie che hanno un pronto soccorso

ed il 50% di esse non hanno garantito alla paziente la prescrizione della

“pillola del giorno dopo”. Le rammento che tale farmaco è un

contraccettivo di emergenza quindi nessun medico può richiamarsi alla 194

(legge sull’aborto), ma anche qualora costoro lo facessero sarebbero

obbligati dalle legge italiana a scriverlo sul documento di prestazione,

cosa che non avviene mai! Date le sue caratteristiche, dunque, il

personale sanitario è tenuto a considerare il predetto farmaco una

prescrizione d’urgenza, il cui rilascio è dovuto in assenza di

qualsivoglia possibilità di diagnosi (non sono previste, tanto per dire,

né visita vaginale né ecografia per via vaginale); la pillola del giorno

dopo rientra infatti nella “Classe 1” dell’Oms, cioè senza restrizioni

d’uso. Perciò dovere del personale medico è proprio quello di ottemperare

con sollecitudine - in base alla dizione “d’emergenza” - alle richieste

delle pazienti. Proprio per i motivi esposti sopra, mi chiedo come mai in

queste ore non è intervenuto magari anche solamente con una dichiarazione

alla stampa, mi chiedo come mai non le interessa acquisire questo video,

mi chiedo come mai non si fa garante del buon funzionamento degli ospedali

romani soprattutto quelli religiosi che, a pari degli altri, ricevono

finanziamenti di milioni di euro da parte dello Stato Italiano e che,

quindi, dovrebbero essere rispettosi delle leggi del nostro paese. Come ho

annunciato nell’incontro con i giornalisti la prossima settimana

consegneremo il nostro filmato inchiesta alla Procura della Repubblica,

inoltre continueremo a monitorare ospedali e consultori romani per capire

come evolverà la situazione e se continuerà a non essere garantito un

diritto sacrosanto delle giovani donne. Come ho più volte ripetuto in

queste ore spero vivamente che Lei voglia contattarci per recepire questo

filmato, altrimenti sarò io stesso, facendole visita alla Pisana, a

consegnarglielo pubblicamente. Lo devo, anzi lo dobbiamo, alle tante donne

che durante i fine settimana girano disperatamente per le strade di Roma

alla ricerca di un ospedale che abbia un medico“coraggioso” di svolgere il

suo dovere senza pressioni religiose o di qualsiasi altro tipo.



In attesa di una Sua risposta le auguro buon lavoro.



Massimiliano Iervolino

Segretario dell'Associazione Radicali Roma

via di Torre Argentina 76

00186 Roma

3453652220

m.iervolino@radicali.it

www.radicaliroma.com











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