Informazione: speciale DIRE sui referendum regionali e sui nostri

11/apr/2009 16.11.31 Associazione Radicali Roma Contatta l'autore

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Oggetto: Informazione: speciale DIRE sui referendum regionali e sui nostri

SPECIALE DEL 11/04/2009. A CURA DELL’AGENZIA DIRE, SUI REFERENDUM

REGIONALI E SULLA NOSTRA INIZIATIVA LAZIALE.



BABELE NORMATIVA HA OSTACOLATO IMPORTANTE ISTITUTO DEMOCRATICO.





(DIRE) Roma, 11 apr. - Abrogativo, consultivo, propositivo. Nelle

sue tre forme 'naturali', l'istituto referendario dovrebbe essere

un pilastro della partecipazione democratica, una pratica cui si

potrebbe ricorrere relativamente spesso (compatibilmente con i

costi) per tenere vivo il coinvolgimento popolare diretto. E cio'

vale ancora di piu' a livello regionale, dove si accorcia la

distanza con il territorio e la comunita', e dove il "prezzo"



della consultazione puo' farsi sostenibile.



Cio' nonostante, analizzando la disciplina dei referendum

prevista nei singoli Statuti regionali e nelle leggi attuative,

ci si imbatte in una babele normativa che -oltre a rappresentare

un quadro assolutamente scoordinato a livello nazionale- sembra

aver finito per scoraggiare sino ad oggi il ricorso a questo

importante istituto democratico. I radicali, da sempre esperti

del 'ramo', hanno provato a studiare l'ipotesi della

praticabilita' di una campagna referendaria "in contemporanea" a

livello regionale, ma si sono dovuti ritirare inorriditi.(SEGUE)



FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, LA PARTECIPAZIONE MANCATA -2-

(DIRE) Roma, 11 apr. - Infatti, oltre alle abissali differenzefra Regioni

su alcuni degli aspetti determinanti -come gli attisottoponibili a

referendum, i titolari della richiesta, lematerie escluse e

l'individuazione dei quorum da superare perche'la consultazione possa

avere efficacia- vi sono anche ostacolilogistici concreti: a partire dalle

limitazioni temporali (non e'consentita la contemporanea votazione per

elezioni amministrativee referendarie), alle procedure e ai tempi per la

raccolta dellefirme, sino agli organi preposti al controllo delle

fasiprocedurali. Manca del tutto insomma -sottolineano i radicali in un

dossiercurato da Alessandro Massari- una disciplina analoga a

quellastatale dove, pur tra mille difficolta', si ha quantomeno lacertezza

che il soggetto titolare della richiesta e' il Comitatopromotore, che il

vaglio di ammissibilita' formale e' fattodall'Ufficio centrale per il

referendum (costituito, volta pervolta, presso la Corte di Cassazione) e

che l'ammissibilita' delquesito, sotto l'aspetto sostanziale, e'

attribuita alla CorteCostituzionale. Gli istituti e le procedure adottate

nellesingole Regioni sono invece a dir poco eterogenei, individuatidalle

varie normative con diverse denominazioni e conattribuzioni di compiti non

sempre coincidenti con un "modello".In assenza, infine, di una consolidata

giurisprudenza.(SEGUE)







FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, LA PARTECIPAZIONE MANCATA -3-

(DIRE) Roma, 11 apr. - A cio' si aggiunga che non tutti gliStatuti sono

stati 'novellati', e che anche nel caso in cui cio'sia accaduto non sempre

e' stata emanata e promulgata una nuovalegge attuativa delle disposizioni

statutarie; tanto che forse-come ipotizzano ancora i radicali in una loro

ricerca- in alcuneRegioni (ad esempio per quanto riguarda la Sardegna,

ferma ad unalegge del 1957) non vi e' neanche la certezza che il

referendumsia giuridicamente proponibile sulla base della normativa

vigente. Eppure una nuova stagione per questo istituto

democraticopotrebbe essere alle porte, sospinta dal vento federalista

edalle aspirazioni 'civiche' e di cittadinanza. Cosi' la RegioneLazio

-prima fra quelle a Statuto ordinario- sta velocizzandol'iter per rendere

concreto l'inedito referendum propositivo e ilComitato referendario di

liberazione 'Ernesto Nathan-radicali erepubblicani' ha appena iniziato a

raccogliere le firme per ottoquesiti 'locali' (quattro abrogativi e

quattro propositivi) suitemi della laicita', della sanita', dell'ambiente,

dei 'costidella non democrazia' e del welfare





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, I COSTI DELLA DEMOCRAZIA

IL NODO CENTRALE DEI RIMBORSI SPESE PER CHI RACCOGLIE LE FIRME.(DIRE)

Roma, 11 apr. - Quanto costa un referendum regionale?Difficile rispondere

per quel che riguarda il suo eventualesvolgimento. Sicuramente, pero',

c'e' da considerare un costo 'amonte': quello del sostegno -con rimborso

spese- agli audaci chesi lanciano nell'impresa della raccolta delle firme.

Per unavolta si puo' parlare davvero di 'costo della democrazia'. Anchein

questo caso le Regioni, tanto per non sbagliarsi, sono andatein ordine

sparso. Abruzzo, Basilicata, Calabria, Liguria, Marche,

Lombardia,Piemonte, Puglia, Toscana e Umbria -sebbene con

diverseprocedure- prevedono comunque un rimborso spese perl'autenticazione

del minimo delle firme prescritte, "nella misurastabilita per i diritti

dovuti per l'autentica ai segretaricomunali". L'Emilia Romagna garantisce

invece una copertura"forfettaria" delle spese per l'autenticazione del

numero minimodelle firme prescritte -"mille lire per ogni firma"- a

condizioneche partecipi al voto la maggioranza degli aventi diritto.

LaRegione Lazio, se non viene dichiarata la inammissibilita' o

lairregolarita' formale della richiesta, si fa carico delle speserelative

alla stampa dei fogli da usare per la raccolta dellefirme, nonche' di un

rimborso spese per l'autenticazione delminimo delle firme prescritte,

"nella misura stabilita per idiritti dovuti per l'autentica ai segretari

comunali".(SEGUE)





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, I COSTI DELLA DEMOCRAZIA -2-

(DIRE) Roma, 11 apr. - Nel Friuli Venezia Giulia, nella Valled'Aosta e in

Sardegna non e' prevista alcuna forma di rimborsospese, neanche per le

procedure di autenticazione delle firme.Nella Provincia autonoma di Trento

e' previsto un rimborso dellespese di autenticazione del minimo delle

firme necessarie allapresentazione del quesito referendario (8.000),

mentre in quelladi Bolzano e' previsto un rimborso di 0,50 euro per ogni

firmavalida sino al raggiungimento del numero minimo di firmenecessarie

alla presentazione del quesito referendario (13.000,rimborso massimo pari

a 6.500 euro). E' previsto anche il rimborso delle spese di

autenticazionedel minimo delle firme necessarie (13.000). In Sicilia,

infine,e' previsto un rimborso pari a 0,50 euro per ogni firma valida,sino

al raggiungimento del minimo delle firme (50.000, per unrimborso pari a

25.000 euro) e per un massimo annuo pari a250.000 euro, a condizione che

la consultazione referendariaraggiunga il quorum previsto.





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, COSA SI PUO' ABROGARE

INTOCCABILI LO STATUTO, LE LEGGI DI BILANCIO E QUELLE ELETTORALI.(DIRE)

Roma, 11 apr. - Sono fondamentalmente tre i tipi di attiche le Regioni

italiane consentono di poter sottoporre areferendum abrogativo: in primis

le leggi regionali, poi iregolamenti, infine altri provvedimenti e atti

amministrativi "diinteresse regionale". Su questo le normative sono

abbastanzaomogenee. Da segnalare, pero', le due interessanti

eccezionidella Calabria e dell'Umbria che allargano rispettivamente

ilcampo delle materie sottoponibili a referendum anche alle

"leggiurbanistiche e di tutela dell'ambiente" la prima e alle "leggi

digoverno del territorio, di valorizzazione dei beni culturali

eambientali" la seconda. Urbanistica e ambiente sono infatti spesso

inserite dalleRegioni fra le materie 'intoccabili', insieme allo Statuto

(chepraticamente tutte le Regioni salvaguardano dal referendum), alleleggi

tributarie e di bilancio e alle normative comunitarie oriferite ad

attribuzioni costituzionali. Fra le altre materieescluse dall'abrogazione

si segnalano anche -in alcune Regioni-le normative che riguardano funzioni

del Consiglio regionale, leintese stipulate con altre Regioni, i

regolamenti interni e leleggi elettorali. La Liguria aggiunge, infine, un

ulteriore'paletto' quantitativo: non possono essere proposti piu' di

trereferendum contemporaneamente.





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM ABROGATIVI, CHI PUO' PROPORLI

CONSIGLI COMUNALI, CONSIGLI PROVINCIALI O MIGLIAIA DI ELETTORI.(DIRE)

Roma, 11 apr. - Ma chi sono i 'titolari della richiesta',cioe' coloro che

possono proporre un referendum abrogativo? Quile Regioni si sono

sbizzarrite in quasi 20 indicazioni diverse,spesso plurime. Quelle

predominanti sono due: l'iniziativa daparte di Consigli comunali pari ad

un quinto della popolazione(Abruzzo, Marche, Piemonte e Umbria) e

l'iniziativa promossa dadue Consigli provinciali (Abruzzo, Calabria,

Emilia Romagna,Lazio e Marche). C'e' chi prende in considerazione anche

glielettori: in Piemonte e Puglia 60 mila di loro possono proporreun

quesito abrogativo, quota che scende a 50 mila nel Lazio, a 40mila in

Emilia Romagna e Toscana, sino ai 20 mila delle Marche eai 10 mila

dell'Umbria. L'Abruzzo prevede invece un cinquantesimodegli elettori, la

Calabria il 4 per cento del corpo elettorale ela Liguria il 3,5%. Fra i

possibili promotori di referendum vengono poi indicatiin particolare i

Consigli comunali: pari ad un decimo dellapopolazione in Emilia Romagna,

10 Consigli comunali pari a 50mila elettori nel Lazio, 20 Consigli

comunali nelle Marche,Consigli comunali pari ad un decimo della

popolazione in EmiliaRomagna, 30 Consigli comunali pari ad un quarto della

popolazionein Puglia e 10 Comuni pari a 100 mila elettori in

Calabria.Infine si prevede un ruolo per i Consigli provinciali anche

inUmbria (dove anche un solo Consiglio provinciale puo' proporre

unreferendum abrogativo regionale), in Piemonte e in Puglia (dove

i'titolari della richiesta' possono essere anche tre Consigliprovinciali

congiuntamente).





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM ABROGATIVO, LO SCOGLIO DEL QUORUM

(DIRE) Roma, 11 apr. - Delle difficolta' di individuare conchiarezza gli

organi preposti al controllo delle fasi proceduralie di ammissibilita' dei

referendum regionali si e' gia'accennato, resta poi lo scoglio del Quorum

necessario per renderevalida la consultazione. Per quanto riguarda quello

abrogativo,ben otto Regioni hanno indicato come Quorum la "maggioranza

degliaventi diritto". Fanno eccezione solo la Puglia (dove si prevede

invece la"maggioranza degli elettori") e la Toscana (che richiede

la"maggioranza dei votanti alle ultime elezioni regionali" perrendere

valida la consultazione).





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, LE REGOLE DI QUELLI CONSULTIVI

SPESSO INDETTI SOLO PER ISTITUZIONE O FUSIONE DI COMUNI.(DIRE) Roma, 11

apr. - Un capitolo a parte meritano i referendumconsultivi, che possono

essere promossi su temi di interesseregionale oltre che

sull'istituzione-fusione di Comuni, come sueventuali cambi di

denominazione a livello territoriale. Sitratta del tipo di referendum cui

si e' fatto maggiore ricorso inquesti anni, ma sono sicuramente quelli con

minore incidenzageneralista e spesso hanno coinvolto -come previsto

dallanormativa- solo le popolazioni direttamente

interessateall'istituzione-fusione del nuovo ente locale. Potrebbero

divenire invece di ben altro spessore se siseguisse il suggerimento

avanzato dalla Regione Toscana, cheprevede si possano convocare referendum

consultivi per "propostedi particolare interesse per la popolazione".

Per quanto riguarda i titolari della richiesta, ovvero coloroche possono

proporlo, quasi tutte le Regioni sono concordinell'indicare che la

potesta' primaria per i referendumconsultivi sia in carico al Consiglio

regionale, seguita daindicazioni varie: 40% dei consiglieri regionali, 10%

del corpoelettorale, 30 mila elettori, etc. In genere si tratta comunquedi

quote piu' basse rispetto a quelle previste per promuovere unreferendum

abrogativo.





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, C'E' ANCHE QUELLO PROPOSITIVO

NECESSARIO PER SOSTENERE UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE.(DIRE) Roma, 11

apr. - Una 'spinta popolare' per far approvareuna legge regionale che

magari i politici cercano di tirare perle lunghe. Cosi' puo' essere

definito, in estrema sintesi, ilsenso del referendum propositivo che segue

e sostiene unaproposta di legge di iniziativa popolare. Si tratta di

unostrumento che e' previsto nelle province autonome di Trento eBolzano,

oltre che nelle Regioni a Statuto speciale del Friuli edella Valle

d'Aosta. Fra le Regioni a Statuto ordinario l'unica aprevederlo -senza

pero' averlo concretizzato sino ad oggi- e'invece il Lazio. In

particolare la Valle d'Aosta prevede che "trascorsi 60giorni

dall'assegnazione alle Commissioni consiliari dellaproposta di legge di

iniziativa popolare senza che le stesse sisiano pronunciate, la proposta

e' iscritta all'ordine del giornodella prima seduta del Consiglio, il

quale deve deliberare nelmerito entro i successivi 60 giorni. Qualora il

Consiglio dellaValle non approvi la proposta di legge di iniziativa

popolare ouna legge che, su conforme parere della Commissione, recepisca

iprincipi ispiratori e i contenuti essenziali della proposta dilegge di

iniziativa popolare- prosegue la norma- il presidentedella Regione, con

decreto da pubblicare sul Bollettino Ufficialedella Regione, indice, entro

i successivi 30 giorni, referendumpropositivo sulla proposta di

legge".(SEGUE)





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, C'E' ANCHE QUELLO PROPOSITIVO -2-

(DIRE) Roma, 11 apr. - Negli ultimi mesi i Radicali Italianihanno

intrapreso una interlocuzione con le istituzioni dellaRegione Lazio per

ottenere concretamente la possibilita' -per oraprevista 'solo' nello

Statuto- di svolgere una campagnareferendaria propositiva. Il presidente

del Consiglio regionale,Guido Milana, si e' impegnato a presentare

rapidamente unaproposta di legge attuativa. Si e' tenuta anche

un'audizioneformale dei Radicali presso la Commissione Affari

costituzionalipresieduta da Alessio D'Amato, durante la quale sono

stateaffrontate le numerose questioni giuridiche e politiche che lalegge

dovra' contenere. Al centro del dibattito vi sono almeno tre

aspettifondamentali: innanzitutto la certezza che il voto

referendarioabbia la sostanza e non solo la forma del referendum

propositivo,garantendo la possibilita' di esercitare una forma di

democraziadeliberativa, cioe' di poter decidere effettivamente le

questionisottoposte al vaglio popolare; in secondo luogo si e' chiesto

dispecificare forme e poteri del Comitato promotore del

referendum,compreso l'eventuale 'potere di confliggere' con il

Consiglioregionale stesso e gli altri poteri istituzionali della

Regione,vedendogli dunque riconosciuta posizione eguale a quella

chel'ordinamento statuale ha riconosciuto ai Comitati promotorinazionali.





FOCUS/REGIONI. LA PROCEDURA DEL REFERENDUM PROPOSITIVO

(DIRE) Roma, 11 apr. - Lo Statuto della Regione Lazio,all'articolo 62, per

la prima volta ha introdotto in Italial'istituto del 'referendum

propositivo' che si distacca -inquanto a caratteristiche ma non nelle

modalita'- dalla tipologiaabrogativa e consultiva, dal momento che

racchiude sia glielementi propri dell'iniziativa legislativa popolare che

quellidel referendum. Piu' precisamente, la fase iniziale delprocedimento

e' rappresentata da un'iniziativa legislativa daparte degli stessi

soggetti legittimati a richiedere ilreferendum abrogativo (50 mila firme).

A questo punto l'organo titolare della funzione legislativa,cioe' il

Consiglio, dispone di un anno di tempo per deliberaresulla proposta di

legge regionale, decorso inutilmente il qualeil presidente della Regione,

con proprio decreto, indice laconsultazione referendaria. Nel caso di

esito favorevole del referendum ("separteciperanno alla votazione la

maggioranza degli aventi dirittoraggiungendo la maggioranza dei voti

validamente espressi") ilConsiglio regionale e' tenuto ad esaminare la

proposta di leggein questione entro 60 giorni dalla proclamazione del

risultatodella prova referendaria.





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, RADICALI NE LANCIANO 8 NEL LAZIO

(DIRE) Roma, 11 apr. - Nel Lazio il Comitato referendario diliberazione

'Ernesto Nathan, Radicali e Repubblicani', ha appenaannunciato l'apertura

della campagna di raccolta delle firme suun pacchetto di otto quesiti

popolari regionali, di cui quattroabrogativi e quattro propositivi, "resa

necessariadall'immobilismo che ha connotato in modo bipartisan

lemaggioranze di centrodestra e centrosinistra senza che si siaavuto un

vero cambiamento e una alternanza". Un primo referendum riguarda il

sostegno finanziario pubblicorivolto solo alle famiglie sposate per

estenderlo, con un quesitopropositivo, anche alle coppie di fatto e al

coniuge supersite.Due quesiti intendono invece limitare gli "sperperi",

abrogandoil finanziamento agli enti religiosi che svolgono

attivita'imprenditoriale nel settore del turismo e l'aumento dei

rimborsielettorali a partiti e candidati (utilizzando i risparmi

perfinanziare l'esenzione dal ticket sanitario per bambini fino a 14anni e

concedendo aiuti al coniuge separato non affidatario e nonassegnatario di

alloggio). Infine un quesito di particolarerilevanza sull'ambiente, per

premiare chi effettua la raccoltadei rifiuti differenziata e,

contemporaneamente, abrogare lenorme che hanno ignorato il rispetto

effettivo dei vincolipaesistici.





FOCUS/REGIONI. REFERENDUM, RADICALI NE LANCIANO 8 NEL... -2-

(DIRE) Roma, 11 apr. - "Il referendum propositivo, novita'introdotta dallo

Statuto della Regione Lazio nel 2004, non haancora una legge attuativa-

sottolinea il Comitato 'Nathan'- masi puo' svolgere utilizzando le norme

dello Statuto e quelle sulreferendum abrogativo". Intanto il presidente

del Consiglioregionale del Lazio, Guido Milana, ha ribadito la volonta'

dipresentare quanto prima una legge attuativa. "E' importantissimoche

venga presentata, calendarizzata e velocissimamenteapprovata- insistono i

referendari regionali- tenendo conto dellanecessita' che quello

propositivo sia effettivamente tale e chevengano riconosciuti al Comitato

promotore, anche nel Lazio, ipoteri che l'ordinamento statuale gia' gli

riconosce. "La nostra battaglia e' di metodo e di merito. Come

sempreattenti alle regole e alla parola data- spiega

MassimilianoIervolino, presidente del Comitato referendario di

liberazione'Ernesto Nathan' e membro della direzione di Radicali

Italiani-Proprio per questo con l'azione propositiva cercheremo in tutti

imodi di aiutare i 'paladini' della legalita' e dellapartecipazione a

rispettare la legge scritta. Ci aspettiamo che,al piu' presto, venga

presentata ed approvata una legge attuativasui referendum propositivi e

che vengano finalmente nominati imembri del Comitato di garanzia

statutaria, organo predisposto adare giudizio di ammissibilita' sui

quesiti propositivi eabrogativi. Come sempre per la legalita' e per le

riforme siamopronti a metterci in gioco, per l'amore del diritto e del

vissutodi ogni cittadino".

















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