comunicato dal PRC.traghettamento nello Stretto di Messina: quale ruolo per rfi?

sindacato dei marittimi dello stretto di Messina- denuncia il disinteresse e l'incapacità di Rete Ferroviaria

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13/apr/2006 09.32.38 Rifondazione Comunista -circolo Peppino Impastato- Contatta l'autore

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                       Partito della Rifondazione Comunista

                       Federazione di Messina

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Alla cortese attenzione di

Capiservizio delle testate in indirizzo

Caposervizio cronaca di Messina della Gazzetta del Sud

 

Comunicato stampa

 

traghettamento nello Stretto di Messina: quale ruolo per rfi?

Ancora una volta l’ORSA- principale sindacato dei marittimi dello stretto di Messina- denuncia il disinteresse  e l’incapacità di Rete Ferroviaria Italiana ad assicurare un efficace e competitivo servizio di traghettamento nello stretto di Messina.

Durante il vertice convocato dal Prefetto Scammacca, tenutosi lunedì mattina, per valutare l’operatività degli approdi d’emergenza di Tremestieri, infatti , Il rappresentante di RFI, trascurando di valutare le esigenze della città, ha chiesto una deroga all’ordinanza di trasferimento dei flussi dei  tir a Tremestieri, dando come motivazione  quella di una presunta situazione di disparità che penalizzerebbe la società pubblica in rapporto agli armatori privati per via di una sentenza del TAR che, in accoglimento di un ricorso sindacale, ha reinserito come obbligatorie le figure degli ufficiali di macchina e coperta nelle tabelle d’armamento delle navi bidirezionali ferroviarie.

 Questa  drastica  richiesta  stride con le esigenze della città e mette in chiaro tutti i limiti di  una gestione della cosa pubblica orientata al recupero del bilancio a spese della qualità dell’offerta.

Il Partito della Rifondazione Comunista si affianca perciò all’ORSA nel richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni sull’obiettivo della sicurezza della navigazione che può essere garantito soltanto dall’impiego di equipaggi numericamente e qualitativamente adeguati

. Se il TAR ha ritenuto opportuno reintegrare gli ufficiali, è chiaro che chi naviga senza queste figure professionali essenziali non è esattamente in regola con le norme obbligatorie in tema di sicurezza in mare.

Piuttosto che perseguire “la corsa al ribasso”, adeguandosi ai tagli all’occupazione  dettati da Tourist&Caronte, RFI adempirebbe al proprio ruolo di soggetto pubblico sostenendo le vertenze sindacali mirate a  limitare l’egemonia del vettore privato, proteso a trarre ulteriore profitto  a danno dell’imprescindibile diritto alla sicurezza da garantire ad utenza e lavoratori del settore. 

E’ impensabile lasciare un servizio essenziale in mano a chi l’ha ridotto ai minimi termini con una gestione sommaria, caratterizzata da investimenti inadeguati, ultimi in ordine di tempo le navi Budelli e Razzoli. Il servizio di navigazione ferroviario è una risorsa alla quale la città di Messina non può  permettersi di rinunciare. Nell’interesse di tutti e sulla scorta degli innegabili fallimenti, è necessario pensare concretamente al cambio di guardia al vertice, RFI ha un assoluto bisogno di uomini nuovi  in grado di proporre il rilancio senza gravare sempre e soltanto sul costo del lavoro.

Il Partito della Rifondazione Comunista si impegna da subito perché il nuovo governo dia dei segnali precisi in questa direzione assumendo come propria priorità- una volta cancellato il disastroso progetto del Ponte- il rilancio  del settore pubblico nel traghettamento sullo Stretto di Messina.

Me, 13 aprile 2006

 

Il segretario cittadino

Tonino Cafeo

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