Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Messina
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a. La copertura del costo dellâacqua legato alla quantitĂ fondamentale alla vita (come stabilito dallâOrganizzazione Mondiale della SanitĂ ) tramite la fiscalitĂ generale ;
b. Il mantenimento della gestione pubblica dell'acqua e l'impegno a sostenere e promuovere il rifinanziamento pubblico del servizi idrici a livello locale, a garantire l'accesso all'acqua nel paesi del Sud del mondo attraverso lâistituzione Fondi di solidarietĂ ;
c. L'attivazione di strumenti per facilitare la partecipazione e la mobilitazione sul territorio dei cittadini alla gestione del servizio idrico integrato attraverso lâ istituzione di un â Consiglio dei cittadiniâ con effettivo potere di deliberazione in merito alla gestione del servizio idrico integrato.
d. Il censimento e monitoraggio, a livello dei singoli ATO, dei prelievi abusivi a livello di pozzi e di prese da acquedotti, programmi di riduzione degli sprechi, delle perdite e degli emungimenti;
f. Lâ introduzione di norme funzionali: al risparmio idrico, alla realizzazione di reti idriche duali, al riuso delle acque reflue per agricoltura ed industria.
Preso atto che con la Legge n° 36 del 5 gennaio 1994 (meglio nota come legge Galli) si è voluto procedere alla riforma strutturale del settore idrico;
Visto che tale legge individua negli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), i luoghi allâinterno dei quali si devono gestire tutte le fasi del servizio idrico integrato: captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione.
Visto che gli organi dellâA.T.O. sono: il Presidente, la Segreteria Tecnico-Operativa (S.T.O.), la Conferenza dâambito (detta anche Conferenza dei Sindaci).
Visto che la conferenza dei Sindaci ha potere decisionale ed esecutivo definendo il piano dâambito, sulla cui base viene gestito il servizio, determinata la tariffa e affidata la gestione del servizio idrico integrato.
Preso atto che nella Regione Sicilia la legge n° 36/94 è stata recepita con Legge Regionale n° 10/99. Con decreto presidenziale del 16 maggio 2000 sono stati individuati 9 A.T.O., uno per ogni provincia.
Visto che lâATO di Messina è stato costituito in data 8 luglio 2002 e comprende 108 Comuni della provincia di Messina.
Visto che il 24 giugno 2005 in sede di Conferenza dâambito allâunanimità è stata deliberata la scelta di affidamento del S.I.I attraverso la gestione âin house providingâ (gestione pubblica) .
Preso atto che tale decisione gestionale è stata poi ratificata da 74 consigli comunali su 108, rappresentanti lâ80% della popolazione del messinese (maggioranza qualificata), contestualmente alla costituzione della societĂ pubblica âMessina acqua S.p.a.â.
Tenuto conto che il 31 gennaio 2006, a distanza di 5 mesi dallâultima convocazione della conferenza dâambito, la Presidenza della Provincia Regionale di Messina ha convocato dâurgenza lâassemblea dei sindaci dellâA.T.O. per proporre lâannullamento della deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci il 24 giugno 2005, adducendo come motivazione non legittimata dai fatti lâincombente perdita di 122 milioni di euro di finanziamento.
Preso atto della richiesta fatta alla Provincia Regionale di Messina dallâassemblea dei Sindaci di acquisire âtemporaneamenteâ le quote dei comuni dissenzienti alla costituzione della societĂ pubblica âMessina Acque S.p.A.â, pari a 40.000 âŹ, in ottemperanza al caso âCosenzacque s.p.aâ, fatto salvo che 20/108 comuni rappresentanti il 7% della popolazione messinese, dichiarando la volontĂ di non aderire allâATO 3 acque, hanno deliberato di non aderire alla âMessinaacque s.p.a.â
il 4% ha approvato con emendamenti, il 9% non hanno trattato il deliberato dellâassemblea.
Visto che il Presidente della Regione Sicilia, On. Cuffaro, con decreto del 3 Aprile 2006, nellâimminenza della scadenza del suo mandato elettorale, ha nominato un commissario ad acta con pieni poteri in merito allâATO 3 di Messina;
Visto che il primo atto prodotto dal Commissario è stato lâabrogazione delle delibere del 24 giugno 2005 e lâindizione di un bando di gara per lâaffidamento del S.I.I. esclusivamente a terzi, come pubblicato sulla G.U.R.S. del 1 giugno 2006, che prevede come termine ultimo per la presentazione delle offerte il prossimo 28 luglio.
Visto che il Commissario ha rifiutato dâincontrare i Sindaci che chiedevano di discutere delle scelte da essi non condivise e dei criteri necessari al trattamento del bene comune acqua.
CHIEDE AL GOVERNO
1. Di sapere quali sono le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Regione Sicilia a commissariare lâATO 3 Messina che di fatto, in seguito alla deliberazione del 24 giugno 2005, non risulta inadempiente. e come a tale atto, in conseguenza a quanto affermato illegittimo, si voglia porre rimedio.
2. Di sapere quali atti intenda predisporre per riportare la legittimitĂ e la sovranitĂ della scelta degli Enti Locali, facendo riferimento agli accordi di programma del governo in merito alla gestione pubblica dellâacqua, rafforzata dalla recentissima dichiarazione alla stampa del Ministro alle Politiche Sociali Paolo Ferrero, in risposta ad Emilio Molinari del Contratto Mondiale Acqua, ed alle decisioni assunte dal CdM dello scorso 30 giugno, dove è stata approvata una legge delega per la gestione pubblica dellâacqua e delle reti, e si è deciso lo slittamento dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2007 dei tempi dâobbligo per mettere a gara i S.I.I. ed al D. Lgs.03.4.2006 n. 152, Art. 148 comma 5 , con il quale si prevede per i comuni con popolazione fino al 1000 abitanti, la possibilitĂ di non aderire alla gestione unica del servizio idrico, a condizione che la gestione venga effettuata direttamente dallâAmministrazione Comunale, o tramite societĂ a capitale interamente pubblico e controllata dallo stesso comune (vedi caso Colledimezzo per SASI s.p.a.), percui decadono le condizioni per le quali lâunanimitĂ della convenzione di cooperazione non risulta raggiunta.
3. Che i parlamentari della Regione Sicilia facciano propri i principi sanciti dal governo nazionale in base alla legge delega su citata, stabilendo in maniera chiara ed inequivocabile che lâacqua è bene pubblico e pertanto si determini :
a. La copertura del costo dellâacqua legato alla quantitĂ fondamentale alla vita (come stabilito dallâOrganizzazione Mondiale della SanitĂ ) tramite la fiscalitĂ generale ;
b. Il mantenimento della gestione pubblica dell'acqua e l'impegno a sostenere e promuovere il rifinanziamento pubblico del servizi idrici a livello locale, a garantire l'accesso all'acqua nel paesi del Sud del mondo attraverso lâistituzione Fondi di solidarietĂ ;
c. L'attivazione di strumenti per facilitare la partecipazione e la mobilitazione sul territorio dei cittadini alla gestione del servizio idrico integrato attraverso lâ istituzione di un â Consiglio dei cittadiniâ con effettivo potere di deliberazione in merito alla gestione del servizio idrico integrato.
d. Il censimento e monitoraggio, a livello dei singoli ATO, dei prelievi abusivi a livello di pozzi e di prese da acquedotti, programmi di riduzione degli sprechi, delle perdite e degli emungimenti;
f. Lâ introduzione di norme funzionali: al risparmio idrico, alla realizzazione di reti idriche duali, al riuso delle acque reflue per agricoltura ed industria.