comunicato dal PRC : adesione al sit in per l'acqua e interrogazione sul commissariamento dell'ato3

21/lug/2006 05.22.00 Rifondazione Comunista -circolo Peppino Impastato- Contatta l'autore

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  Partito della Rifondazione Comunista

  Federazione di Messina

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 Alla c.att.ne dei capiservizio delle testate in indirizzo e

  del caposervizio cronaca di Messina della Gazzetta del Sud

 

COMUNICATO STAMPA

 

RIFONDAZIONE CON RETE LILLIPUT PER L'ACQUA DI TUTTE E TUTTI.

 

Anche il circolo  di Messina " Peppino Impastato"  del Partito della Rifondazione Comunista aderisce al sit in, promosso dalla rete Lilliput,  che si tiene questa mattina davanti alla Provincia Regionale per protestare ancora una volta contro la decisione del governatore Cuffaro di commissariare l'Ato3.

Un provvedimento  giunto dopo che la stragrande maggioranza dei comuni del messinese ( l'80%) si Ã¨ pronunciata  contro ogni forma di privatizzazione del servizio idrico , a dimostrare  quanto sia scarsa la  considerazione che  la classe dirigente siciliana ha della democrazia e dei diritti fondamentali dei cittadini, costantemente sacrificati in nome della speculazione e dell'affarismo più volgare.

Il Partito della Rifondazione Comunista  invita le cittadine e i cittadini della provincia di Messina a continuare la lotta per il diritto alla gestione pubblica , democratica e trasparente del servizio idrico e ricorda al governo regionale ed parlamentari siciliani che lo statuto autonomistico non consente di calpestare i  principi sanciti dal  nuovo governo nazionale con la legge delega,  approvata  dal Consiglio dei Ministri dello scorso 30 giugno, che  stabilisce in maniera chiara ed inequivocabile che l’acqua è bene pubblico. 

E' necessario perciò che la Regione si adegui quanto prima alla legislazione vigente garantendo:

a.  La copertura del costo dell’acqua legato alla quantità fondamentale alla vita (come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità)  tramite la fiscalità generale ;

b.  Il mantenimento della gestione pubblica dell'acqua e l'impegno a sostenere e promuovere il rifinanziamento pubblico del servizi idrici a livello locale, a garantire l'accesso all'acqua nel paesi del Sud del mondo attraverso l’istituzione Fondi di solidarietà;

c.  L'attivazione di strumenti per facilitare la partecipazione e la mobilitazione sul territorio dei cittadini alla gestione del servizio idrico integrato attraverso l’ istituzione di un ” Consiglio dei cittadini” con effettivo potere di deliberazione in merito alla gestione del servizio idrico integrato.

d.   Il censimento e monitoraggio, a livello dei singoli ATO, dei prelievi abusivi a livello di pozzi e di prese da acquedotti, programmi di riduzione degli sprechi, delle perdite e degli emungimenti;

f.   L’ introduzione di norme funzionali: al risparmio idrico, alla realizzazione di reti idriche duali, al riuso delle acque reflue per agricoltura ed industria.

 

 Per conoscere i motivi che hanno indotto il governo regionale, giunto ormai alla scadenza del proprio mandato, a commissariare un ATO assolutamente in regola con i propri adempimenti e per tutelare da ogni abuso  l'autonomia decisionale degli enti locali in materia di acqua,  garantita per legge,  i deputati di Rifondazione Comunista  Maurizio Acerbo e Francesco Forgione hanno intanto presentato l' interrogazione al governo di seguito riportata.

 

Messina , 21 luglio 2006

                                                                                                                                                         Il segretario cittadino del PRC

                                                                                                                                                                   Tonino Cafeo

 

 

Preso atto che con la Legge n° 36 del 5 gennaio 1994 (meglio nota come legge Galli) si è voluto procedere alla riforma strutturale del settore idrico;

 

Visto che tale legge individua negli A.T.O. (Ambiti Territoriali Ottimali), i luoghi all’interno dei quali si devono gestire tutte le fasi del servizio idrico integrato: captazione, adduzione, distribuzione, fognatura e depurazione.

 

Visto che gli organi dell’A.T.O. sono: il Presidente, la Segreteria Tecnico-Operativa (S.T.O.), la Conferenza d’ambito (detta anche Conferenza dei Sindaci).

 

Visto che la conferenza dei Sindaci ha potere decisionale ed esecutivo definendo il piano d’ambito, sulla cui base viene gestito il servizio, determinata la tariffa e affidata la gestione del servizio idrico integrato.

 

Preso atto che nella Regione Sicilia la legge n° 36/94 è stata recepita con Legge Regionale n° 10/99. Con decreto presidenziale del 16 maggio 2000 sono stati individuati 9 A.T.O., uno per ogni provincia.

 

Visto che l’ATO di Messina è stato costituito in data 8 luglio 2002 e comprende 108 Comuni della provincia di Messina.

 

Visto che il 24 giugno 2005 in sede di Conferenza d’ambito all’unanimità è stata deliberata la scelta di affidamento del S.I.I attraverso la gestione ‘in house providing’ (gestione pubblica) .

 

Preso atto che tale decisione gestionale è stata poi ratificata da 74 consigli comunali su 108, rappresentanti l’80% della popolazione del messinese (maggioranza qualificata), contestualmente alla costituzione della società pubblica “Messina acqua S.p.a.”.

 

Tenuto conto che il 31 gennaio 2006, a distanza di 5 mesi dall’ultima convocazione della conferenza d’ambito, la Presidenza della Provincia Regionale di Messina ha convocato d’urgenza l’assemblea dei sindaci dell’A.T.O. per proporre l’annullamento della deliberazione assunta dalla Conferenza dei Sindaci il 24 giugno 2005, adducendo come motivazione non legittimata dai fatti l’incombente perdita di 122 milioni di euro di finanziamento.

 

Preso atto della richiesta fatta alla Provincia Regionale di Messina dall’assemblea dei Sindaci di acquisire “temporaneamente” le quote dei comuni dissenzienti alla costituzione della società pubblica  “Messina Acque S.p.A.”, pari a 40.000 €, in ottemperanza al caso “Cosenzacque s.p.a”, fatto salvo che 20/108 comuni rappresentanti il 7% della popolazione messinese, dichiarando la volontà di non aderire all’ATO 3 acque, hanno deliberato di non aderire alla “Messinaacque s.p.a.”

il 4% ha approvato con emendamenti, il 9% non hanno trattato il deliberato dell’assemblea.

 

 

Visto che il Presidente della Regione Sicilia, On. Cuffaro, con decreto del 3 Aprile 2006, nell’imminenza della scadenza del suo mandato elettorale, ha nominato un commissario ad acta con pieni poteri in merito all’ATO 3 di Messina;

 

 

Visto che il primo atto prodotto dal Commissario è stato l’abrogazione delle delibere del 24 giugno 2005 e l’indizione di un bando di gara per l’affidamento del S.I.I. esclusivamente a terzi, come pubblicato sulla G.U.R.S. del 1 giugno 2006, che prevede come termine ultimo per la presentazione delle offerte il prossimo 28 luglio.

 

Visto che il Commissario ha rifiutato d’incontrare i Sindaci che chiedevano di discutere delle scelte da essi non condivise e dei criteri necessari al trattamento del bene comune acqua.

 

 

CHIEDE AL GOVERNO

 

1. Di sapere quali sono le motivazioni che hanno indotto il Presidente della Regione Sicilia a commissariare l’ATO 3 Messina che di fatto, in seguito alla deliberazione del 24 giugno 2005, non risulta inadempiente. e come a tale atto, in conseguenza a quanto affermato illegittimo, si voglia porre rimedio.

 

2.  Di sapere quali atti intenda predisporre per riportare la legittimità e la sovranità della scelta degli Enti Locali, facendo riferimento agli accordi di programma del governo in merito alla gestione pubblica dell’acqua, rafforzata dalla recentissima dichiarazione alla stampa del Ministro alle Politiche Sociali Paolo Ferrero, in risposta ad Emilio Molinari del Contratto Mondiale Acqua, ed alle decisioni assunte dal CdM dello scorso 30 giugno, dove è stata approvata una legge delega per la gestione pubblica dell’acqua e delle reti, e si è deciso lo slittamento dal 31 dicembre 2006 al 31 dicembre 2007 dei tempi d’obbligo per mettere a gara i S.I.I. ed al D. Lgs.03.4.2006 n. 152, Art. 148 comma 5 , con il quale si prevede per i comuni con popolazione fino al 1000 abitanti, la possibilità di non aderire alla gestione unica del servizio idrico, a condizione che la gestione venga effettuata direttamente dall’Amministrazione Comunale, o tramite società a capitale interamente pubblico e controllata dallo stesso comune (vedi caso Colledimezzo per SASI s.p.a.), percui decadono le condizioni per le quali l’unanimità della convenzione di cooperazione non risulta raggiunta.

 

3.  Che i parlamentari della Regione Sicilia facciano propri i principi sanciti dal governo nazionale in base alla legge delega su citata, stabilendo in maniera chiara ed inequivocabile che l’acqua è bene pubblico e pertanto si determini :

a.  La copertura del costo dell’acqua legato alla quantità fondamentale alla vita (come stabilito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità)  tramite la fiscalità generale ;

b.  Il mantenimento della gestione pubblica dell'acqua e l'impegno a sostenere e promuovere il rifinanziamento pubblico del servizi idrici a livello locale, a garantire l'accesso all'acqua nel paesi del Sud del mondo attraverso l’istituzione Fondi di solidarietà;

c.  L'attivazione di strumenti per facilitare la partecipazione e la mobilitazione sul territorio dei cittadini alla gestione del servizio idrico integrato attraverso l’ istituzione di un ” Consiglio dei cittadini” con effettivo potere di deliberazione in merito alla gestione del servizio idrico integrato.

d.   Il censimento e monitoraggio, a livello dei singoli ATO, dei prelievi abusivi a livello di pozzi e di prese da acquedotti, programmi di riduzione degli sprechi, delle perdite e degli emungimenti;

f.   L’ introduzione di norme funzionali: al risparmio idrico, alla realizzazione di reti idriche duali, al riuso delle acque reflue per agricoltura ed industria.

 

FRANCESCO FORGIONE

MAURIZIO ACERBO

 

 

 

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