Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Messina
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COMUNICATO STAMPA
Pr. 7/ org 2007
L’apertura di un’inchiesta da parte della Procura della Repubblica sulle assunzioni dell’ATO 3 ME è un atto plausibile e consente di accertare la verità sul versante di presunte responsabilità penali. Come Segretario di Rifondazione comunista ho già reso la mia disponibilità a fornire ogni informazione utile allo svolgimento dell’indagine giudiziaria.
Ma al di la degli esiti giudiziari la condanna del metodo consociativo deve essere netta e non limitata a dichiarazioni spesso rituali e scontate.
Rifondazione comunista considera il consociativismo un micidiale sistema politico-istituzionale incompatibile con l’organizzazione democratica della società civile. Quando la trasparenza, il rispetto delle regole, i valori morali vengono calpestati c’è ben poco da mediare.
In una città come Messina, scossa da tragedie e scandali (i morti dello Stretto, i marittimi, gli operai della Birra Messina, il sacco edilizio…), è inaccettabile far passare senza agire uno scandalo che ha avuto risonanza nazionale.
Rifondazione Comunista aveva già chiesto in data 3.2.07 la revoca immediata dei provvedimenti dell’ATO che hanno trasformato a tempo indeterminato i contratti di lavoro a termine, ma il Consiglio di Amministrazione nella riunione del 6 .2.07 ha difeso le proprie scelte.
Se i fatti sono questi, e se è vero che tra i nomi dei beneficiari assunti dall’ATO, tramite colloquio (!) ne risulta “uno coinvolto nell’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose a Messina Ambiente” (Gazzetta del Sud), mi pare logico che si chiedano le immediate dimissioni del presidente Barresi e dell’A.D. Lamacchia e non esclusa la richiesta dell’intervento della Commissione Antimafia Nazionale per tutto quello che interessa l’ambito politico-istituzionale.
Il PRC vuole vederci chiaro a partire dalla prima fase delle assunzioni a termine.
Rifondazione Comunista non intende fare ne quadrati ne cerchi ne triangolazioni al proprio interno e tantomeno al Centrosinistra.
I rapporti di fiducia li costruiamo sull’attività e sull’impegno che ogni compagno come Peppe Previti, ha espresso ed esprime nella società e nelle Istituzioni.
Poi se ci sono elementi che dimostrano il contrario si dicano.
A Messina ed in Sicilia c’è molto da fare sul fronte della trasparenza, a cominciare dall’invenzione di reparti ospedalieri e di carrozzoni clientelari sparsi in tutto il territorio e pilotati Centro-Destra.
Penso, paradossalmente, che questa vicenda possa servire a Rifondazione Comunista per mettere alla prova una classe politica dirigente, sfidandola su progetti di legge, anche di iniziativa popolare, che garantiscano legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica a Messina e Sicilia ovunque: nel settore della sanità, degli appalti, dell’agricoltura, dell’ambiente, etc.
Trasparenza ovunque!
Messina 7 febbraio 2007
Il segretario provinciale
Filippo Giunta