comunicato dal PRC: MA CHI LO DICE CHE LA VERTENZA STRETTO E' DEPOTENZIATA?

08/giu/2007 13.10.00 Rifondazione Comunista -circolo Peppino Impastato- Contatta l'autore

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 Alla c.att.ne dei capiservizio delle testate in indirizzo

alla c.att.ne del caposervizio cronaca di Messina della Gazzetta del Sud

 

Comunicato stampa

 

MA CHI LO DICE CHE LA VERTENZA STRETTO E’ DEPOTENZIATA?

 

In merito all’articolo apparso sulla Gazzetta del Sud di venerdì 8 giugno dal titolo “Stretto, i mille rivoli della vertenza” riteniamo sia necessario ribadire con forza che la vertenza Stretto  non si è depotenziata con l’impegno del Ministero dei trasporti di assumere 75 precari, e chi diffonde e contribuisce a diffondere tale voce va contro gli interessi dei marittimi, precari e non, e della città! Non hanno interesse a fermare la propria lotta  i precari che, pur avendo ottenuto un primo e meritato risultato con grandi sacrifici, non intendono mollare proprio ora; né i sindacati, che sulle tabelle d’armamento non hanno mai accettato la posizione del Ministro Bianchi; nè quelle forze politiche come Rifondazione comunista che hanno sostenuto fin dall’inizio la lotta dei marittimi.

A rischiare di depotenziare semmai la  vertenza Stretto e di creare confusione sono alcune 2uscite”  come quelle dell’on. Ardizzone che nell’interrogazione di ieri all’ARS sembra addirittura guardare con favore la proposta di una società privata che intenderebbe assumere i precari RFI e gestire le sue navi veloci Selinunte e Tindari. Il problema non è ridimensionare RFI ed esternalizzare alcuni suoi servizi, quanto semmai rilanciare il ruolo pubblico nel trasporto dell’area dello Stretto, da troppo tempo succube, e non solo da quando lo ha scoperto l’on. Ardizzone, degli interessi privati.

La vertenza Stretto inoltre riguarda anche altri aspetti stranamente sottaciuti nel dibattito cittadino anche dagli onorevoli di turno, come ad esempio il destino che intendono dare al nodo ferroviario di Messina coloro i quali insistono sull’interramento dei binari e lo spostamento della stazione, con il mantenimento della previsione di due sole invasature, trasformando il nodo di Messina in un passante di periferia. E che dire dell’occupazione di fatto del molo Norimberga e di altri rilevanti spazi della zona Falcata e del suo spazio acqueo a vantaggio del vettore privato Cartour che, pur svolgendo un servizio utile, ha creato un ulteriore indebito monopolio d’uso privato di aree pubbliche, sottraendo spazi alle attività del porto, creando disagi ai lavoratori della zona, determinando un negativo impatto sulla viabilità e sulla vivibilità di una rilevante zona della città. La vertenza Stretto riguarda ancora la necessità di potenziare le infrastrutture trasportistiche dello Stretto, investendo sul “mare” e sul “ferro”, abbandonando definitivamente l’ipotesi che Ponte, strumentalmente utilizzata anche dal presidente della regione Cuffaro per obiettivi ed interessi che nulla hanno a che fare con le comunità dell’Area dello Stretto.

Ci prepariamo pertanto allo sciopero generale del 22 giugno ed invitiamo  tutti i messinesi ad aderirvi nella convinzione che soltanto con una lotta costante e chiara nei suoi obiettivi è possibile  ottenere risultati per i lavoratori dello Stretto e per la città intera.

 

 

Messina, 8 Giugno 2007

 

Il segretario del circolo Peppino Impastato

(Daniele Ialacqua)

 

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