Dal No Prodi day, riparte un autunno di lotta e conflittualità
Un anno e mezzo di Governo Prodi ha sostanzialmente confermato la politica economica e militare del precedente governo di destra.
Confermate le guerre neo-coloniali di conquista (con la variante del Libano che ha sostituito l’Irak), condotte contro popolazioni inermi; aumentate le spese militari, deludendo ogni aspettativa dell’enorme popolo della pace che ha manifestato in questi anni contro ogni guerra; confermati l’ampliamento e la nuova costruzione di basi militari USA e NATO.
Confermati gli attacchi ai lavoratori con la mancata abrogazione di Legge Biagi e Legge Treu che hanno negli anni creato ed aumentato la precarietà dei giovani che sono condannati ad una vita senza alcuna certezza, se non quella di non potersi costruire una famiglia.
Confermata, con il Patto di luglio, la controriforma delle pensioni che ha aumentato l’età pensionabile.
Aumentato il costo dei generi di prima necessità del 20%;
Aumentato il finanziamento al padronato con il taglio del cuneo fiscale (con il decreto sul tesoretto, l’Unione ha regalato 100 milioni di euro alle banche).
Addirittura in questi giorni è andato in scena uno squallido attacco del centrosinistra contro i lavavetri e gli extracomunitari: i guerrafondai che se la prendono con gli sciuscià.
Dove sono finite le tanti promesse di alternativa al governo Berlusconi?
Evidentemente nelle tasche del padronato e delle lobbie militari e finanziarie.
Il Prc, il Pdci e
Nessuna “Cosa rossa” cambierà la sorte di questi partiti destinati ormai, in virtù dell’alleanza con i liberali del Pd, ad un’estinzione lenta e sofferta.
La manifestazione del 9 giugno contro il Prodi-Bush, organizzata da Alternativa comunista e dai sindacati confederali, ha chiarito ormai quali siano i rapporti di forza a sinistra: 100.000 nel nostro corteo, 500 nel presidio della sinistra di Governo.
In Puglia, Vendola non ha fatto di meglio, emulando Prodi in tutto e per tutto, anche nella rottura con il popolo della sinistra e dei movimenti.
Il conflitto politico autunnale parte con l’inaugurazione della Fiera che vede sfilare il Governo e
Annunciamo lo svolgimento di una giornata di contestazione intitolata “No Prodi Day”, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante, ed esprimiamo la nostra assoluta incompatibilità verso questo e verso quei governi, di centrodestra e di centrosinistra, che per fare gli interessi della borghesia italiana conducono vere e proprie guerre militari e sociali contro il proprio popolo e contro popoli inermi al di fuori dei confini nazionali.
Invitiamo tutte le organizzazioni e i singoli che si oppongono alla guerra, all’attacco alle pensioni e al welfare, alla precarietà del lavoro e al complesso della politica fortemente antipopolare del governo Prodi, ad unirsi al No Prodi Day di sabato per contestare il premier e il suo esecutivo e a porre, a partire da quell’appuntamento, le premesse per la costruzione dell’alternativa di sistema dalla parte dei lavoratori e degli oppressi dal capitalismo italiano.
Michele Rizzi 3281787809