la morte di matteo cucinotta

27/ott/2007 20.30.00 Rifondazione Comunista -circolo Peppino Impastato- Contatta l'autore

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Mentre Messina è ancora prigioniera delle frane e degli smottamenti causati - certo dal maltempo dell'ultima settimana- ma soprattutto dalla speculazione edilizia e dal saccheggio del nostro territorio, giunge la notizia della scomparsa di Matteo Cucinotta. La mente corre immediatamente ai roghi di quest'estate, alle fiamme che hanno distrutto ettari di bosco, devastato case, ucciso donne e uomini incolpevoli lasciando ferite che difficilmente si rimargineranno.

Dopo il fuoco, l'acqua e il fango. La nostra terra continua a soffrire per il disamore dei suoi abitanti che fa bene il paio con il cinismo delle sue classi dirigenti. Per entrambi sembra che Messina non sia un "luogo" da abitare , quanto piuttosto un mero spazio da occupare e sfruttare ignorandone beatamente storia, funzioni, bellezza, fragilità. Quanti (pochi, troppo pochi) hanno deciso di dedicare la vita a difenderla spesso restano soli e  rimediano sconfitte dolorose ma si rialzano quasi sempre.

Oggi però uno di essi non si rialza più, portato via da una manifestazione concretissima di ciò che aveva combattuto per tutta la vita.

Conoscevo Matteo da quando ero un adolescente e lui un uomo fatto. Operaio all'Enel di Milazzo e sindacalista CGIL, era uno di quelli in grado di guardare lontano. Aveva imparato ad essere ambientalista partendo dalle lotte per la sicurezza sul posto di lavoro e contro le nocività, per questo non lo aveva mai sfiorato l'idea che le esigenze del lavoro e  quelle dell'ambiente potessero  entrare in conflitto.

 Si era battuto per la riconversione della "sua " centrale a carbone - alla fine degli anni 80- e in seguito era stato sempre in prima fila, alle manifestazioni contro il Ponte sullo stretto come a quelle per l'articolo 18.

Quando l'ho incontrato l'ultima volta, prima dell'estate, era un pò intristito per le vicende del suo partito - allora i DS- ma pronto come sempre ad andare avanti, a rcominciare con quella che oggi si chiama Sinistra Democratica. Ci saremmo ritrovati- diceva- dalla stessa parte a combattere le battaglie di sempre.

Matteo però adesso non c'è più, ma quella promessa va mantenuta perchè era tutta la sua vita e nessuna vita può finire così, invano.

Ciao, Matteo, continueremo per la nostra strada, anche per te.

TONINO CAFEO

componente segreteria provinciale PRC

A Valeria il mio abbraccio più forte.

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