calpestate le prerogative dei municipi

16/ott/2008 11.40.30 Giovanni Barbera Contatta l'autore

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Ufficio Stampa Cons. Giovanni Barbera

Presidente del Consiglio del Municipio Roma XVII

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COMUNICATO STAMPA



Piano Urbano Parcheggi:

calpestate le prerogative dei Municipi, intervenga il Prefetto



“Ancora una volta, sul Piano urbano parcheggi, vengono calpestate le prerogative dei municipi e dei relativi consigli. Insomma, cambia il Sindaco, ma non cambia la musica” dichiara Giovanni Barbera, presidente del Consiglio del XVII Municipio e membro del comitato politico romano del Prc.



Nei giorni scorsi, disattendendo quanto previsto dalla normativa vigente, l’Amministrazione centrale, rappresentata dall’ufficio Extradipartimentale Parcheggi (struttura attualmente affidata alla responsabilità politica dell’Assessore alla Mobilità del Comune), ha imposto ai municipi di esprimere un parere sulla rimodulazione del Piano Urbano Parcheggi relativamente ai propri territori, stabilendo un termine perentorio di appena sette giorni e prevedendo la possibilità che tale parere possa essere espresso anche con un atto di Giunta.



“Vorrei ricordare al Campidoglio - afferma Giovanni Barbera - che la normativa che affida i poteri speciali al Sindaco in materia di traffico e sosta prevede un termine di quindici giorni per l’espressione di parere dei municipi e non di sette. Così come vorrei rammentare che il regolamento del Decentramento, che disciplina il funzionamento degli organi municipali, attribuisce esclusivamente al Consiglio la competenza di esprimere pareri sulla suddetta materia e non alla Giunta. Su tali violazioni chiederò l’intervento del Segretariato Generale del Comune di Roma e del Prefetto”.



“Evidentemente - continua Barbera - gli interessi in gioco sono così forti che spesso ci si dimentica di rispettare le prerogative dei municipi, anche se queste sono limitate alla sola espressione di un parere. Purtroppo, la vera anomalia consiste nel fatto che il Piano Urbano parcheggi della città di Roma prevede quasi esclusivamente posti auto privati nel sottosuolo della città, venduti a caro prezzo a privati cittadini che hanno i mezzi finanziari per potersi permettere tale lusso e realizzati da società private, alle quali senza gara pubblica, vengono concesse le relative autorizzazioni nei siti da loro scelti”.



“Tutto ciò - conclude Barbera - in cambio degli oneri concessori che verranno versati dalle società costruttrici nelle casse dell’amministrazione comunale per poter essere reinvestiti, con progetti di pseudo-riqualificazione, nella zona circostante il parcheggio realizzato. Insomma, una vera e propria privatizzazione del sottosuolo della città, prevista regolarmente da una legge dello stato, che non risolve il problema della sosta e del traffico, ma che serve all’Amministrazione pubblica per ottenere qualche risorsa finanziaria in più e alle società costruttrici per fare grandi affari. Non è, infatti, un caso che tali parcheggi si concentrino quasi esclusivamente nelle zone più ricche della città, dove esiste una domanda solvibile, alla faccia della programmazione e dell’interesse pubblico”









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