I TROPPI EQUIVOCI SULLA LIBIA.

Ci vuole una bella dose di ipocrisia nell'affermare che quella in Libia non è una vera guerra ma serve solo a salvare le popolazioni dai bombardamenti del Rais Gheddafi.

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29/apr/2011 22.24.02 Partito Socialista Treviso Contatta l'autore

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I TROPPI EQUIVOCI SULLA LIBIA.
Ci vuole una bella dose di ipocrisia nell'affermare  che quella in Libia non è una vera guerra ma serve solo a salvare le popolazioni  dai bombardamenti del Rais Gheddafi. Bombardamenti che da mirati  diventano effetti collaterali.

 La rivolta lampo tale non è e si trasforma  in una guerra civile. Brutalità vengono  commesse da ambo le parti.
Solo dei dilettanti in politica estera non possono non aver capito che la Libia potrebbe rappresentare per l'Occidente ciò che è già avvenuto in Somalia e prima ancora in Vietnam.
I  libici sono un coacervo di tribù che perseguono solo interessi particolari.

Nessuno si chiede come mai alla testa dei cosiddetti ribelli vi siano due ex-ministri , Interno e Giustizia, ed un ex-capo di Stato maggiore, per 40 anni uomini di Gheddafi,  ed a quale tribù questi appartengono.


Un Presidente nano della Francia , Sarkosy, in difficoltà nella politica interna, decide di  recuperare sulla scena internazionale e si fa prendere la fregola di fare il fuciliere.
Il petrolio libico fa gola a tutti, i russi  solo a parole si oppongono alla escalation militare, Obama considera, a torto, la Libia  distante e non un problema per il suo Paese.
Dopo  l’Iraq, ci stiamo infilando in  un'altro pantano che potrebbe essere più pericoloso degli altri.


Infine  la brillante  linea di politica estera  italiana. Un altro presidente nano, Berlusconi, prima bacia la mano a Gheddafi, consente  una serata d'onore al  leader libico con 200 ragazze che dovevano essere convertite, non si  capisce se all'Islam o al bunga-bunga, infine firma contratti per miliardi di euro che per molte aziende italiane potevano  essere una vera soluzione alla crisi italiana. Eni,Finmeccanica,Enel, Astaldi, Impregilo etc sono pesantemente impegnate in Libia e con loro  migliaia di lavoratori italiani.
Oggi siamo passati dal  baciamano ai bombardamenti made in Italy. Altro che farci perdonare il colonialismo nostrano.

Il PD,  con il suo nuovismo che ha portato solo disastri ideali ed elettorali, applaude. La rinuncia alla guerra non esiste più. Forse qualche voce  controcorrente, in questo momento, è utile.

 Federazione di Treviso  Ottavio Pasquotti

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