ATM RAVENNA: Piattaforme per disabili non idonee alle esigenze

L'azienda dei trasporti e mobilità Atm Spa ha acquistato dodici autobus di nuova generazione caratterizzati, da un basso impatto ambientale.

04/apr/2011 11.24.58 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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L’azienda dei trasporti e mobilità Atm Spa ha acquistato dodici autobus di nuova generazione caratterizzati, da un basso impatto ambientale. Martedì 5 aprile, infatti, questo novo investimento sarà presentato al pubblico, alla presenza del presidente dell’Atm, del presidente della Provincia, del Sindaco, e degli assessori alla mobilità dei suddetti enti locali. Una delle tante manifestazioni chiaramente di taglio elettoral propagandistico che richiamano un po’ i metodi e le “comunicazioni di massa” del periodo Fascista. Non intendo, in ogni modo, biasimare l’iniziativa, né tantomeno desidero sottovalutare l’opportuna scelta di favorire questo tipo di investimento a basso impatto ambientale, ma solamente richiamare l’attenzione su una questione – non certo di poco conto- riguardante il trasporto dei disabili in carrozzina su questi automezzi. Certamente ogni autobus è dotato di un’ apposita pedana per consentire l’acceso dei disabili non deambulanti su carrozzine, ma tali dispositivi di sollevamento, contrariamente a quelli con comando diretto dall’interno da parte dell’autista, sono ad azionamento manuale con un meccanismo che comporta una serie di passaggi e di procedure di non facile realizzazione. Nello specifico la manovra di apertura della pedana di sollevamento della carrozzina può avvenire solo a veicolo spento per garantire la massima sicurezza. Dopodichè l’autista deve scendere dall’autobus per produrre una serie di passaggi atti a caricare, far accedere sull’autobus il cittadino in carrozzina, richiudere detta pedana, e assicurarsi del corretto riposizionamento del citato dispositivo, per poi riprendere la corsa. Operazioni che comportano l’impiego del tempo necessario ad autobus fermo e con il conseguente blocco del traffico. Ad esempio, se si deve accogliere un disabile su carrozzina nella fermata di via Guidone, occorre spegnere il motore dell’autobus per svolgere le varie procedure previste, come già detto, e nel frattempo si produce inevitabilmente il blocco del traffico per un tempo abbastanza lungo, con grave ripercussione sulla viabilità cittadina già di per sé poco fluida. In secondo luogo pare che molte fermate non siano adeguatamente predisposte per facilitare le operazioni di accostamento e di contatto delle pedane di sollevamento ai marciapiedi, pertanto la manovra ad azionamento manuale da parte dell’autista, crea ulteriore disagio sia all’utente sia all’operatore. La questione, dunque, sta nel fatto che Atm si è dotata di autobus provvisti di piattaforme manuali per l’accoglimento delle carrozzine, quando forse sarebbe stato sicuramente consigliabile una riflessione per individuare ausili e mezzi per il superamento delle barriere architettoniche più idonei e sicuri,. Come quelli a comando diretto. Gianfranco Spadoni di aspetta su Facebook per affrontare con te i problemi della Provincia di Ravenna.
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