SPADONI (UdC) E LA COSTA ROSA: INTEGRAZIONE E ABBATTIMENTO DEI COSTI DI PROMOZIONE

È molto interessante la proposta de Il Resto del Carlino di cambiare nome alla costa romagnola, ma in ogni modo, sull'argomento, serve una riflessione più articolata da parte degli enti locali, partendo da alcuni dati di base.

Persone Roberto Balzani
Luoghi Mar Adriatico, Romagna, Ravenna, Forlì, Rimini, Costa Smeralda
Organizzazioni Udc
Argomenti politica, economia, istituzioni, diritto

13/lug/2011 10.52.21 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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E’ molto interessante la proposta de Il Resto del Carlino di cambiare nome alla costa romagnola, ma in ogni modo, sull’argomento, serve una riflessione più articolata da parte degli enti locali, partendo da alcuni dati di base. In realtà non si tratta della mera intitolazione del litorale Adriatico, peraltro già di per sé considerato un richiamo con una forte risonanza, ma di tutta una serie di azioni e correttivi indispensabili e propedeutici al nuovo toponimo.

La peculiarità del nostro litorale, infatti, è rappresentata dall’organizzazione, dall’imprenditorialità, e dal sistema complessivo che determina la ricca offerta, anche se, oggettivamente, non è paragonabile a quella della Costa Smeralda o di quella Azzurra. La Costa Rosa inserita nella Costa Adriatica, dovrebbe essere caratterizzata prima di ogni altra cosa da un disegno organico a monte, teso a unire le località romagnole in un unico soggetto: in questo caso, ad esempio, la Regione Romagna rappresenterebbe la formula ideale.

In questi giorni, tra l’altro, si parla con insistenza di pseudo iniziative ibride che potrebbero, per ragioni di economicità e di razionalizzazione, vedere saldamente unite le provincie di Ravenna, Rimini e Forlì-Cesena. Così come per altri comparti, anche sul turismo, la condizione essenziale è quella di fare sistema fra i territori e di creare i presupposti per iniziative condivise, per spese di promozione mirate e spalmate fra gli enti e i privati, per un’integrazione effettiva attraverso la promozione del “modello Costa Rosa,” non come espressione di logiche campanilistiche, ma come formula innovativa non certamente solo per il nome. Servono scelte indifferibili: non è più rinviabile e la politica si deve esprimere con urgenza al riguardo.

Parafrasando il sindaco di Forlì Roberto Balzani, occorre “procedere subito dal basso” per andare verso una sorta di fusione organica tra gli enti, tenuto conto, peraltro, come i livelli legislativi della politica nazionale non abbiano avuto il coraggio di abolire radicalmente le amministrazioni provinciali per risparmiare ben tredici miliardi di euro. Risorse indispensabili in un momento così difficile per il nostro Paese, chiamato a fare economie in un quadro di estremo rigore. Peraltro la soppressione delle Provincie può liberare risorse da destinare agli enti locali, ma allo stesso tempo può contribuire ad assegnare fondi a favore di alcuni ministeri, purtroppo disegnati solo sulla carta, come ad esempio, quello del Turismo.

Servono azioni decise, per evitare sovrapposizioni e duplicazioni, sia sul piano della progettualità e della promozione dell’offerta turistica, sia sul versante della realizzazione degli eventi. Obiettivi fondamentali e propedeutici al nuovo soggetto “Costa Rosa” caratterizzato da una sua identità storica e territoriale romagnola. In altro modo, si cambia solo denominazione geografica con un maquillage di forma e non di sostanza, con il facile rischio di mettere unicamente in risalto come il nostro territorio, nel tempo, sia passato dal colore rosso a quello rosa!

http://facebook.com/gianfranco.spadoni

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