SPADONI (UdC):"ORDINE DEL GIORNO CONTRO IL GIOCO BISOGNA PUNTARE PIU’ IN ALTO!"

SPADONI (UdC):"ORDINE DEL GIORNO CONTRO IL GIOCO BISOGNA PUNTARE PIÙ IN ALTO!".

Organizzazioni Lega, Unità Sanitaria Locale, Udc
Argomenti politica, sociologia, economia

04/ago/2011 13.00.18 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Apprezzabile e con buona valenza pedagogica l’ordine del giorno presentato dalla Lega nord in Comune, attraverso il quale s’ invitano i sindaci a combattere il gioco compulsivo imponendo ai gestori dei locali pubblici l’affissione di cartelli che evidenzino i pericoli e i rischi di dipendenza dal gioco.

I sindaci devono aderire alla richiesta contenuta nel citato ordine del giorno, ma oltre a questo, ai primi cittadini è richiesto un altro tipo d’impegno su questa materia. Vale a dire una serie di azioni di sensibilizzazione e di stimolo rivolti all’azienda Usl, competente in materia, affinché siano potenziati i servizi riguardanti le dipendenze patologiche comprese quelle senza l’uso di sostanza, come nel caso del gioco.

In altri termini, il preposto servizio tossicodipendenze, il Ser.T, va messo nelle condizioni di potere sviluppare una più adeguata attività clinica, di concerto con i gruppi di “auto aiuto” che oggi svolgono un’importante attività parallela ma strettamente integrata con i citati servizi pubblici.

E’ evidente, ad esempio, come in questa specifica branca medica, vi siano aspetti molto delicati oltre a risvolti relazionali che emergono soprattutto nel gioco: a cominciare dai disagi nelle famiglie, ai problemi di usura, alle tutele legali, ai costi sociali, e altri. Per questo i servizi sanitari pubblici in collaborazione con i gruppi organizzati, a cominciare da quelli citati di auto aiuto e dalle famiglie, devono adeguare la gamma di attività cliniche strutturando meglio i servizi stessi e senza rinunciare al potenziamento di quelle specializzazioni legate alle dipendenze senza sostanze.

In altre parole, il citato ordine del giorno, si riferisce a un solo aspetto della questione, quando invece occorre una visione poliedrica in grado di partire da un’efficace informazione, da una serie di politiche di prevenzione e, non per ultima, da una migliore offerta strutturata dei servizi di recupero.

Tutto questo deve passare attraverso un coinvolgimento dei consigli comunali e provinciale per trasferire nella sede opportuna, vale a dire la direzione dell’azienda Usl, una forte e unanime richiesta di investire maggiormente su queste nuove forme di dipendenza.

http://facebook.com/gianfranco.spadoni

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