SPADONI (UdC):"DISCRIMINAZIONI E IDEOLOGIE VETEOCOMUNISTE. DUE RECENTI EPISODI EMBLEMATICI"

04/ago/2011 13.02.17 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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I recenti fatti avvenuti in Regione riguardanti la palese discriminazione dei cattolici e nello specifico di una sua autorevole esponente Silvia Noè, persona da tempo molto apprezzata da tutti per la sua attività moderata e basata sul pieno rispetto dei valori etici e morali, cui si aggiunge lo strano escamotage per individuare i toponimi della località di Porto Fuori, non solo sbalordiscono, ma destano non poche preoccupazioni.

Quanto accaduto alla consigliera Noè della Regione è un fatto molto grave e senza precedenti che dovrebbe provocare un chiaro sussulto a tutti i cattolici, a prescindere dalla loro posizione politica – partitica, poiché sta gradualmente avanzando un’ondata di discriminazione nei confronti delle persone portatrici dei valori cristiani.

L’accostamento poi, forse un po’ forzato a quanto accaduto a Bologna, si è verificato anche nella rossa Porto Fuori, sia come metodo sia come contenuti. Il risultato finale, infatti, s’inserisce nello stesso solco poiché mette in chiara evidenza come sia palesemente compromesso il concetto di dialogo e di tolleranza predicati spesso proprio da alcuni partiti di sinistra, in nome della mera ideologia.

Con riferimento a Porto Fuori, l’opinione espressa dai rappresentanti della località è importante e va tenuta nella giusta considerazione, ma allo stesso tempo non si può rinunciare al parere autorevole della competente commissione toponomastica, i cui componenti, come noto, sono stati nominati dal Sindaco con il precipuo scopo di realizzare un’attività istruttoria e di proposta alla Giunta municipale riguardo ai nuovi toponimi da assegnare.

Per questo, ritengo non vadano compiuti altri strappi e serva invece un metodo super partes per assegnare un ricordo indelebile da parte della comunità a tutte le personalità illustri e meritevoli attraverso l’intitolazione dei luoghi pubblici.

In questo senso la citata commissione potrebbe rappresentare l’istituto di garanzia per eccellenza. Peraltro non ci si può nemmeno nascondere dietro alla mancanza del requisito che impone un minimo di dieci anni dalla morte della persona interessata per procedere all’intitolazione di un luogo pubblico perché in più occasioni l’ostacolo, è stato superato dalla Giunta municipale con l’autorizzazione motivata della Prefettura.

La mia personale esortazione rivolta ai partiti che governano il territorio è di abbassare i toni, evitare forzature e sterili contrapposizioni nel tentativo di dare voce a tutti senza distinzione alcuna, proprio per assicurare un sano pluralismo.

Nel caso in questione va ricordato don Francesco Foschini prima di ogni altra cosa come sacerdote a completa disposizione del suo paese e della sua comunità senza nessuna distinzione; per questo occorre un grosso sforzo di condivisione mettendo in pratica quel giusto grano salis indispensabile per evitare fratture irreversibili.

http://facebook.com/gianfranco.spadoni

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