SPADONI (UdC):"EMERGENZA POVERTA'. S.O.S. DELLA CARITAS"

Tra l'altro il regolamento d'accesso alle case popolari andrebbe costantemente aggiornato poiché le esigenze e lo scenario socio economico sono in continuo mutamento.

Persone Alberto Brunelli
Luoghi Ravenna
Organizzazioni Udc, Caritas
Argomenti istituzioni, diritto, economia, politica

13/dic/2011 11.05.06 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Il direttore della Caritas di Ravenna Don Alberto Brunelli solleva una questione di grande importanza riguardante l’emergenza abitativa e la carenza di alloggi a favore dei meno abbienti. Lo studio della Caritas regionale, al riguardo, dimostra limpidamente come l’offerta di case da parte degli enti locali per le situazioni più fragili, sia molto insufficiente rispetto a una crescente domanda totalmente inevasa.

Le persone senza fissa dimora sono in costante aumento e la richiesta di avere un tetto – anche temporaneo – è molto elevata ed è direttamente proporzionale alla progressiva impennata del bisogno. Oltretutto se nel territorio non esistessero strutture legate alla Caritas, alle parrocchie e al sistema organizzato del volontariato legato al mondo cattolico, anche la situazione locale sarebbe in profonda crisi: forse in una situazione inimmaginabile!

Stiamo parlando, insomma, di quelle realtà alle quali vorremmo ad ogni costo prelevare l’Ici, dimenticando come, a tutti gli effetti, svolgano una funzione forte non solo d’integrazione con i servizi erogati dal pubblico, ma spesso in sostituzione di quei servizi di cui proprio l’ente pubblico non riesce o non è in grado di assicurare.

Tra l’altro il regolamento d’accesso alle case popolari andrebbe costantemente aggiornato poiché le esigenze e lo scenario socio economico sono in continuo mutamento. Inoltre i dormitori sono insufficienti e le strutture per le persone senza fissa dimora avrebbero bisogno di spazi e di servizi adeguati proprio alla luce di un’evidente situazione di bisogno crescente.

Le statistiche ufficiali, ma soprattutto quelle sotto gli occhi di tutti, dimostrano chiaramente come negli ultimi anni sia cresciuta la povertà e lo stato del bisogno sociale, sia ormai giunto a livelli insopportabili. Gli stessi documenti analitici e programmatici degli enti pubblici locali di un paio di anni fa nei quali si dipingevano un Comune e una Provincia collocati nelle migliori posizioni rispetto ad altre della regione, con un basso indice di deprivazione e un più alto indice di ricchezza territoriale, ormai appartengono alla storia.

Purtroppo se stilassimo in questi giorni un profilo di comunità locale, avremmo una serie di criticità in aggiunta quelle già conosciute, in buona misura legate ai fatti contingenti; molto probabilmente, la lettura attenta di queste criticità mostrerebbe una serie di dati davvero precari e preoccupanti sui quali intervenire.

Non solo sulla questione della casa, ma su tutta una serie di tematiche sociali rispetto alle quali l’ente pubblico è chiamato a rispondere direttamente proprio per il forte impatto generato da questi fenomeni e, non per ultimo, per tentare di ridurre le iniquità.

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