SPADONI (UdC):"PROVINCIE: NESSUN RISPARMIO E UNO SCHIAFFO ALLA DEMOCRAZIA!"

Mario Monti mette in risalto i peggiori difetti dei governi affidati alla politica.

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Argomenti politica, diritto pubblico e amministrativo, istituzioni

13/dic/2011 11.06.50 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Con la soppressione parziale delle provincie, il governo tecnico del prof. Mario Monti mette in risalto i peggiori difetti dei governi affidati alla politica. L’esempio, appunto, è quello delle Provincie su cui la politica in tanti anni non è stata in grado di individuare soluzioni accettabili mentre l’attuale governo tecnico interviene con la soluzione classica di stampo politichese: vale a dire un provvedimento né carne è pesce, non in grado di raggiungere obiettivi di qualche misura significativi.

Nello specifico, infatti, questa decisione non concorre a risolvere le finanze pubbliche né tantomeno si rispettano i principi alla base della partecipazione e della democrazia. Tant’è che, nel nostro caso il voto espresso dai cittadini è vanificato da un provvedimento teso a declassare a organi consultivi i consessi elettivi, perdendo in questo modo ogni tipo di rapporto organico con il territorio.

Una sorta di conflitto con i principi costituzionali in grado di offendere e mortificare la vita democratica del nostro Paese.

La strada doveva essere quella di abolire con una riforma Costituzionale questo ente intermedio, per assegnare tutte le competenze in materia legislativa alle Regioni e quelle amministrative ai Comuni, salvaguardando l’esistente almeno sino alla scadenza naturale. Ma non può essere accettata questa soluzione ibrida la quale, oltretutto, non fa risparmiare, ma addirittura è ventilata l’ipotesi non remota di accrescere la spesa pubblica.

Le Province, dunque, dovevano essere abolite in toto, ma senza rinunciare a una serie di azioni più incisive e determinate nei confronti dei deputati e dei senatori, dei costosi apparati dei palazzi e delle istituzioni e, soprattutto, dirette a snellire una Casta sempre più corpulenta e indisponibile a rinunciare a qualsiasi prebenda .

Anche a livello locale andava fatta un’azione di snellimento attraverso un’operazione chirurgica dolorosa ma necessaria sui vari enti, organismi, consorzi, agenzie e società in buona parte creati ad hoc per dare spazio a un diffuso e ben consolidato clientelismo, sapendo benissimo come quest’ultimo si trasformi, poi, in voti e non solo!

Si concorda sull’esigenza di salvare l’Italia dal baratro, ma non si accetta l’ennesima forte richiesta di sacrifici ai soliti noti, svendendo, oltretutto, una fumosa parziale soppressione delle province, come segnale di contenimento dei costi della politica!

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