SPADONI (UdC):"ASSISTENZA PEDIATRICA A FAENZA La Conferenza sanitaria non ha funzionato!"

13/dic/2011 11.08.55 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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La riflessione su quest’ennesima “puntata” sulla Pediatria, riparte nuovamente dal rapporto che dovrebbe essere intenso e pienamente collaborativo fra manager dell’A.Usl e gli enti locali. Non si sta parlando di una semplice possibilità offerta ai sindaci e al presidente della provincia di intervenire sul tema della sanità, ma di un preciso obbligo derivato da disposizioni legislative dello Stato. In particolare una legge attuata proprio per non emarginare gli enti locali (comuni e provincie) dalla possibilità di concorrere alle scelte sanitarie attraverso l’opportuna introduzione di una forma di collegamento tra enti e gestione dell’Azienda sanitaria, proprio per assicurare in questo modo il coinvolgimento diretto dei territori.

Si tratta di una sorta di corresponsabilità nelle condivisioni delle strategie sanitarie, ma addirittura anche nella fase di valutazione e di revoca del direttore generale, anche se quest’ultimo deve rispondere formalmente del suo operato, - dal raggiungimento degli obiettivi, al pareggio di bilancio, etc,- alla regione.
In buona sostanzia va rimarcata la mancanza di ruolo degli enti locali all’intero della Conferenza socio sanitaria territoriale, oggi presieduta dal numero uno della Provincia, Claudio Casadio.

In altre parole, dunque, sindaci e presidente della citata Conferenza erano probabilmente a conoscenza dei disegni del direttore generale e in qualche misura, hanno espresso la loro approvazione, forse anche attraverso un silenzio assenso. Ciò premesso, mi pare occorra andare oltre, perché l’aspetto più difficile da dipanare consiste nell’oggettiva mancanza di specialisti di pediatria e nei conseguenti organici insufficienti per fronteggiare le reperibilità, le consulenze notturne, e un governo adeguato delle situazioni di criticità.

Va rimarcato, infine, la situazione imbarazzante all’interno della maggior forza di governo locale, il PD, il quale, rispetto alla questione in oggetto, pare avere opinioni diverse e soprattutto contrastanti! Sarebbe utile una responsabile presa di posizione tesa a migliorare i rapporti interistituzionali, evitando, al contempo di creare confusione e ansie fra i cittadini.

Responsabilmente il direttore generale dell’A.Usl sta fronteggiando la delicata situazione attraverso una collaborazione interaziendale, supplita in qualche misura dall’unità operativa pediatrica degli ospedali di Forlì e di Imola e in buona parte dai pediatri di Ravenna.

Ricostruendo grosso modo l’iter di quest’emergenza sulla base della documentazione e dei fatti concreti, emerge come il direttore generale abbia espletato tutti i percorsi proprio per scongiurare questa situazione. In ogni modo il problema va risolto in fretta ma per arrivare a conclusione, occorrono collaborazione e disponibilità, senza arroccamenti preconcetti e coerenza.

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