SPADONI (UdC):"TRASPORTO PUBBLICO INADEGUATO: manca una strategia di rilancio effettivo!"

SPADONI (UdC):"TRASPORTO PUBBLICO INADEGUATO: manca una strategia di rilancio effettivo!".

Luoghi Bologna, Lombardia
Organizzazioni Start, Azienda Tranviaria Municipale, Udc
Argomenti trasporti, impresa, economia, ferrovia

13/dic/2011 11.09.55 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Il servizio di trasporto pubblico ha sempre rappresentato l’anello debole del complesso sistema riguardante i collegamenti del territorio. Appare davvero assurdo, ma la mobilità pubblica, dagli autobus ai treni locali, doveva compiere uno sforzo importante in tema d’innovazione e di competitività, per rispondere prima di ogni altra cosa al bisogno dei pendolari e, non di meno, all’esigenza di abbassare i livelli d’inquinamento del territorio emiliano romagnolo, favorendo lo sviluppo e l’economia. Questi obiettivi sono ancora molto lontani da raggiungere, e certamente la risposta fornita dagli enti pubblici, non può essere quella di creare in continuazione nuovi soggetti per la gestione delle varie modalità di trasporto.

Solo ultimamente è stata realizzata la società Start per il trasporto su gomma cui aderisce anche la nostra azienda locale Atm; una nuova holding denominata Sar promossa e di cui fa parte organica della società la stessa Regione per la gestione degli aeroporti romagnoli e, ultimo in ordine cronologico, la Newco frutto della scissione e della fusione di una parte societaria del sistema ferroviario emiliano romagnolo FER e dell’azienda dei trasporti su gomma di Bologna ATC. Una serie di scatole cinesi le quali costituiscono un costo certo per gli enti locali e oltretutto sfuggono completamente al controllo dei consessi elettivi, proprio perché non esiste un effettivo equilibrio dei poteri fra gli organi, oggi palesemente sbilanciato a danno delle assemblee elettive. Il dato più clamoroso, in ogni modo, è dato dalla proliferazione di queste società, enti , organismi, consorzi e simili, i quali non migliorano il sistema del trasporto pubblico, non razionalizzano le spese e non producono economie di scala e, infine, non limitano l’ inquinamento atmosferico, sino a vanificare gli interventi messi in campo.

A tutto questo, poi, vanno aggiunti i sensibili aumenti, a cominciare da quelli locali imposti da ATM, cui paradossalmente non ha corrisposto il miglioramento dei servizi erogati, ma addirittura, sono state eliminate numerose corse giornaliere a discapito dei cittadini. Analoga situazione per il trasporto su rotaie sul quale da decenni l’ ente locale avrebbe dovuto investire come obiettivo strategico ineludibile, tenuto conto della tragica rete stradale di cui è dotato il territorio.

In buona sostanza è mancata una politica seria tesa a migliorare il sistema di trasporto pubblico, e oggi la risposta a questo problema immenso è data da scorporazioni, scissioni, fusioni, accorpamenti, creazione di nuovi enti credendo di risolvere l’ annosa questione del rilancio del sistema.

Un valido esempio di riorganizzazione è dato dalla Regione Lombardia la quale ha creato la Trenord per migliorare e far crescere l’offerta dedicata al trasporto pubblico su ferro, con oltre 40 linee regionali, 10 suburbane e un collegamento express con Malpensa. Ogni tanto anche FER potrebbe prendere esempio dalle esperienze più positive.

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