SPADONI (UdC):"LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO: LE PERPLESSITA’".

SPADONI (UdC):"LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO: LE PERPLESSITÀ".. Le varie proposte di liberalizzazione quasi sicuramente portate a compimento dal governo Monti, seppure in parte condivisibili, sono destinate a lasciare pesanti strascichi su alcune categorie economiche.

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Argomenti commercio, economia, politica

16/gen/2012 11.34.21 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Le varie proposte di liberalizzazione quasi  sicuramente portate a compimento dal governo Monti, seppure in parte condivisibili, sono destinate a lasciare pesanti strascichi su alcune categorie economiche. Se effettivamente  a pagare il conto saranno solo gli operatori balneari e del commercio, i taxisti, i farmacisti e pochi altri, senza intervenire con maggior vigore sugli enti locali affinché si liberalizzi un’ampia quantità di servizi pubblici, si corre il rischio di produrre uno sforzo parziale senza raggiungere gli obiettivi sperati.  Tariffe più competitive e concorrenza vanno certamente a favore dei consumatori, ma in ogni modo uno dei  forti rischi consiste, appunto,  nella non remota  probabilità di inginocchiare ulteriormente l’economia e lo sviluppo se non si tiene conto di una serie di fattori caratterizzanti delle singole professioni: basti pensare, al riguardo e solo per fare un esempio,  agli stabilimenti balneari e la spada di Damocle derivata dalla direttiva Bolkestein.     

Ciò premesso, la presente riflessione intende  soffermarsi  brevemente sulla liberalizzazione  del commercio. Nonostante il governo abbia chiarito come i testi in circolazione riferiti alla libertà d’impresa del settore non debbano essere considerati definitivi, di là della semplificazione limitata all’autocertificazione per l’apertura di un’attività, la totale autonomia soggettiva in capo agli operatori di decidere i periodi nei quali compiere i saldi o le vendite scontate, eliminando, quindi,  i poteri di pianificazione delle regioni, lascia alquanto perplessi. Se la semplificazione e la sburocratizzazione sono da leggere positivamente, - senza  rinunciare, tuttavia,  ad adeguate verifiche per evitare il far west, – mentre la totale deregolamentazione delle vendite a prezzo scontato corre il forte rischio di fare accrescere ulteriormente lo squilibrio fra la grande rete distributiva e la classica impresa tradizionale, specie se andranno in vigore  la facoltà di apertura nei giorni festivi e la piena libertà di orario di vendita. Oltretutto, con l’aggravante di non assicurare la qualità dell’offerta commerciale a favore dei consumatori, proprio per una possibile  mancanza di trasparenza del mercato e la non certezza sul versante delle regole certe.   

Non va dimenticato, tra l’altro, come il  commercio tradizionale,  ha subito già un forte dimagrimento per avere   ceduto parti di fatturato a favore dei grandi colossi commerciali come le coop, pertanto tali opinabili provvedimenti  di  deregolamentazione del settore, appaiono davvero pericolosi perché possono  provocare  una seria instabilità nel sistema.

http://www.facebook.com/gianfranco.spadoni

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