SPADONI (UdC):"LIBERALIZZAZIONE DEL COMMERCIO ANCORA VANTAGGI PER LA GRANDE DISTRIBUZIONE"

30/gen/2012 11.40.03 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Non intendo in alcun modo mettere in discussione la complessa attività del governo Monti in questo difficile momento, tuttavia sul fronte delle liberalizzazioni qualche perplessità sorge spontanea.

Proprio sul fronte delle citate liberalizzazioni i provvedimenti adottati, a mio parere, dovevano essere più vigorosi su temi centrali come, ad esempio, l’energia, i trasporti pubblici, le telecomunicazioni, il sistema creditizio. Sul versante riferito al commercio, invece, i nuovi provvedimenti che liberano gli orari di apertura dei negozi, nonché quelli riguardanti la facoltà di compiere le vendite promozionali senza vincoli di sorta, penso non producano i risultati attesi. Siamo davvero convinti, infatti, che il mercato abbia bisogno di servizi commerciali aperti per l’intera giornata rendendo tutti i festivi equiparati a quelli lavorativi?

Al riguardo va considerato, peraltro, come per le piccole imprese i costi di gestione in questo modo tendano a salire notevolmente sino a rendere molto difficile la sopravvivenza delle micro imprese. E per affrontare gli effetti prodotti dalla crescita dei costi, oltretutto, l’unica strada obbligata sarà quella di coprire quei maggiori costi con l’aumento dei prezzi della merce diretta al consumatore finale.

Occorre rilevare, dunque, come il pericolo più evidente sia rappresentato ancora una volta dalla grande rete distributiva strutturalmente più forte e organizzata rispetto alle attività commerciali tradizionali. Con questi nuovi provvedimenti, indubbiamente le grandi strutture del commercio trarranno indubbi vantaggi lasciando in stato di sopravvivenza la piccola rete distributiva.

Il precedente provvedimento dell’ex ministro Tremonti che prevedeva le liberalizzazioni degli orari limitati alle città d’arte, poteva rappresentare la soluzione migliore senza pregiudicare ulteriormente il piccolo commercio. A questo punto, oltretutto, resta il dubbio che il consumatore non tragga reali vantaggi da questa liberalizzazione, mentre si profila l’ipotesi sempre più concreta di aumentare l’evidente divario fra piccola e grande rete distributiva a netto vantaggio, ancora una volta, di quest’ultima.

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