SPADONI (UdC):"CONTRIBUTI REGIONALI ASSEGNATI TRAMITE LA PROVINCIA"

28/feb/2012 11.22.48 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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La Regione, con apposita delibera del settembre 2011, ha messo a disposizione risorse a sostegno di interventi specificamente rivolti ad adolescenti e giovani, promossi dagli enti locali e da soggetti privati. Nello specifico l’intervento della regione consiste nell’assegnazione di risorse a favore delle associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, cooperative sociali e ai soggetti privati aventi determinati requisiti. Tra questi ultimi si ricordano, a titolo di esempio, alcune tipologie di associazioni, oratori, e altri similari. Il bando in questione, particolarmente articolato, prevede l’ammissione di progetti di valenza regionale o di valenza territoriale il cui esame è affidato a un uno specifico Nucleo di valutazione istituito presso ogni ente provinciale, mentre per quanto attiene le risorse da destinare ai soggetti in graduatoria, queste sono ripartite alle Provincie sulla base della popolazione residente dai 10 ai 25 anni.

Tra le varie esperienze messe in campo sui territori, ancora a titolo di esemplificazione, si citano gli spazi ricreativi e di aggregazione per adolescenti e giovani, i luoghi si socializzazione, di ascolto, di sostegno, iniziative per contrastare l’abbandono scolastico, e, più in generale, tutte le esperienze rese possibili dalle scelte compiute dalle amministrazioni locali e da parte dei tanti soggetti privati. Si tratta, dunque, di un provvedimento particolarmente sensibile alle politiche del welfare e con un’attenzione mirata a tutti quegli organismi no profit o onlus che operano e si dedicano agli adolescenti e ai giovani. In realtà, tuttavia, scorrendo le graduatorie stilate dal citato nucleo di valutazione e approvate dalla Regione, si rileva una serie di evidenti criticità da porre in risalto in questa sede al fine di migliorare la stesura dei prossimi auspicabili bandi. Dall’esame delle graduatorie a valenza territoriale, emerge, ad esempio, come i progetti presentati dall’associazione Arci siano finanziati da sei provincie su nove, mentre per quanto attiene gli oratori, solo tre hanno trovato accoglimento e relativo contributo. Allo stesso modo sono cinque i progetti positivi finanziati a cinque Diocesi di questa regione, e inoltre trovano accoglienza solo alcune parrocchie, mentre sono il maggior numero quelle escluse. Dalle graduatorie in questione, tra l’altro, affiora un dato curioso. Mentre i nuclei di valutazione di molte provincie si orientano a diluire il contributo a un ampio numero di associazioni e soggetti aventi diritto a vario titolo, Ravenna esaurisce il proprio plafond di risorse a disposizione concentrandole solo su tre soggetti beneficiari: vale dire la società cooperativa Libra e l’associazione Arci entrambi di Ravenna, e per ultima, l’associazione San Giuseppe e Santa Rita di Catelbolognese per un totale complessivo di 33.566,00 euro.

Sia ben inteso, non c’è alcun motivo di fare polemica o di attivare un’inutile querelle sull’argomento, né tanto meno intendo fare rilievi sui soggetti beneficiari di Ravenna. In ogni modo, nell’auspicata riproposizione di nuovi bandi e relativi contributi da parte della Regione, va fatta un accurato esame del maggior numero di soggetti in grado di svolgere funzioni pubbliche a tutti gli effetti o la cui mission è di svolgere attività d’ integrazione con le famiglie, la scuola e le istituzioni. Ai sensi del regolamento si chiede l’iscrizione ai lavori del Consiglio e una risposta scritta.

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