SPADONI (UdC) INTERVIENE SUGLI IMPIANTI A BIOMASSA:"QUALE FUNZIONE STRATEGICA DELLA PROVINCIA? SERVE UN VERO PIANO REGOLATORE!"

SPADONI (UdC) INTERVIENE SUGLI IMPIANTI A BIOMASSA:"QUALE FUNZIONE STRATEGICA DELLA PROVINCIA?

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Argomenti energia, diritto, biologia, economia

05/mar/2012 11.37.01 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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In questi ultimi anni stanno proliferando sull’intero territorio provinciale molti impianti in materia di energia e ambiente, e tanti altri sono ancora in fase istruttoria per ottenere l’atto amministrativo da parte della Provincia, mediante il procedimento unico. Oltre una trentina di impianti fra quelli autorizzati e quelli all’esame dell’ente, sono il dato più attendibile riferito a questi impianti di produzione di energia elettrica da biogas, o da biomasse solide o, ancora, da biomasse liquide. Un fenomeno in forte espansione e che richiederebbe una sorta di “pianificazione” coerente e rispettosa dello stesso Piano territoriale di coordinamento provinciale Ptcp e del Piano energetico e in grado di conferire ogni tipo di assicurazione in ordine al pieno rispetto delle normative in vigore, specie quelle riferite, alle emissioni in atmosfera, agli scarichi, all’impatto ambientale , ai rischi di esplosione, alla contestualizzazione paesaggistica, alle possibili fonti d’inquinamento, alla tutela della salute etc. Oltre a questo, non vanno messi in secondo piano altre due questioni di particolare importanza riferite prima di tutto all’ approvvigionamento delle biomasse agricole, zootecniche o di altra tipologia e il relativo stoccaggio, così come quella riferita all’ ubicazione degli impianti in rapporto ai contesti insediativi e abitativi in un quadro di viabilità idonea e sicura.

Nessun pregiudizio, dunque, in materia di biomasse per fini energetici, tuttavia in base al radicale cambiamento del nostro modello di agricoltura, proprio riguardo al ruolo e alla competenza in materia agricola e ambientale della Provincia, si rende indispensabile una più attenta panificazione da parte dell’ente di piazza dei Caduti, per approfondire tutte le questioni di merito e fornire una serie di proposte programmatiche. Ad esempio, alla luce del cambiamento in atto del sistema agricolo con questi nuovi impianti, quali strategie concrete si possono attuare per valorizzare il comparto agricolo? Quali opportunità per favorire lo sviluppo integrato con l’agricoltura e creare occupazione e indotto? Quali sono gli orientamenti di programmazione e quali le politiche messe in campo dall’ente? In altre parole ritengo che l’ istituzione provinciale non debba limitare le proprie attività solo sulla valutazione dei procedimenti tecnico amministrativi e autorizzativi dei vari soggetti interessati alla costruzione all’esercizio di tali impianti, ma debba assumere una funzione più strategica e di programmazione per disegnare assieme agli agricoltori e ai portatori di interessi, nuovi modelli di sviluppo territoriale nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini.

www.facebook.com/gianfranco.spadoni

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