SPADONI (UdC) INTERPELLA LA PROVINCIA:"SULLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E DI RISULTATO DEI DIRIGENTI. LIQUIDATE CIFRE ASTRONOMICHE!"

SPADONI (UdC) INTERPELLA LA PROVINCIA:"SULLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E DI RISULTATO DEI DIRIGENTI.

Organizzazioni Corte dei Conti, Udc
Argomenti diritto, economia, lavoro, politica

08/mar/2012 11.24.08 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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Un preciso intervento di un esperto in materia di gestione del personale è intervenuto sulla questione della retribuzione di posizione riferita ai dirigenti delle pubbliche amministrazioni. Nel testo molto articolato, l’autore si è particolarmente soffermato sul divieto di aumentare i fondi per la contrattazione decentrata integrativa limitando, di conseguenza, ogni possibilità di accrescere i salari accessori dei dirigenti e delle posizioni organizzative. In buona sostanza per il triennio 2011 – 2013 il trattamento economico dei citati manager non può aumentare rispetto al 2010, e questo assunto non concerne solo lo stipendio, ma anche le forme di salario accessorio. Nello specifico, addirittura, si prefigurano gli estremi di illegittimità nel caso di modifica dell’attribuzione delle posizioni dirigenziali con aumento del salario accessorio qualora non sussista l’evidente variazione dei compiti assegnati. Stando a queste interpretazioni, peraltro supportate da pareri di sezioni giurisdizionali della Corte dei Conti, le indennità di posizione non possono, dunque, essere modificate in aumento e tale divieto proprio per i dirigenti non si limita solamente al citato triennio 2011 - 2013.

 

A seguito di questa breve premessa, sono inevitabili alcune domande di merito in ordine ad alcuni atti di giunta e a conseguenti provvedimenti di liquidazione ai dirigenti della retribuzione di posizione. Nello specifico si richiamano in modo didascalico alcuni problemi ai quali si chiede risposta:

  1. L’indennità di posizione suddivisa in fasce e relativi valori economici, come da Contratto di lavoro, è stata confermata dalla giunta provinciale con propria delibera del 2001, fissando la retribuzione di risultato dei dirigenti di prima fascia in 45,000 euro. Proprio a proposito di tale classificazione in fasce, è corretto affermare che l’ amministrazione provinciale ha optato a favore del valore massimo e conseguentemente a tali scelte parte delle risorse sono passate dalla retribuzione di risultato a quella di posizione con effetto retroattivo a decorrere dal 2009?

  2. A monte di tutta una serie di atti deliberativi di Giunta, esiste una “preintesa” fra le parti contenente i dettagli degli importi finalizzati alla retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti. L’aspetto che balza all’occhio è l’ aumento percentuale e il relativo importo dell’anno 2011 rispetto al precedente 2010, liquidati assieme all’anno 2009 in data 24 febbraio del corrente anno. In altre parole, pur con una diminuzione complessiva delle risorse decentrate del 2011 rispetto all’anno precedente, la composizione in termini percentuali delle due voci – indennità di posizione e di risultato - si è sbilanciata in favore dell’indennità di posizione. In definitiva è avvenuto, quanto segue:

2010 2011

- Indennità di posizione 72%    77%

- Indennità di risultato   28 %   23%

                                    -----------------

Totale                          100%   100%

 

Non si tratta, ovviamente, della semplice applicazione della proprietà commutativa dell’addizione, vale dire… cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia.., ma di risorse economiche in più nel capitolo indennità di posizione utili ai fini della determinazione dello stipendio e del Tfr. Se nella valutazione delle posizioni la persona non è oggetto d’interesse e l’attenzione è focalizzata sul lavoro e sul ruolo organizzativo, nel secondo caso il riferimento è tutto sull’individuo, sulle competenze organizzative, e quanto questo ha contribuito ai risultati dell’organizzazione.

 

Siamo dunque certi che non vi sia qualche dubbio di legittimità su questa scelta di modifica dell’indennità di posizione, la quale, stando alla premessa, non può essere modificata in aumento, tranne non vi sia stata un’assegnazione di compiti ai dirigenti?

 

In ogni caso, tuttavia, l’assegnazione di nuovi compiti assegnati ai dirigenti non doveva trovare dettagliato riscontro negli atti deliberativi?

  1. Perché nel parere espresso dal Collegio dei revisori dei conti,non si sono fatti rilievi al proposito? E’ possibile l’invio della presente al competente organo di revisione economico-contabile al fine di ottenere un approfondimento al riguardo?

  2. Nel caso in cui siano state assicurate tutte le necessarie condizioni di legittimità, in un periodo così critico come quello attuale, in cui tutti – nessun escluso - sono chiamati a scarificarsi per il bene comune, possono sorgere questioni di opportunità?

Sono perfettamente consapevole di come la politica non debba invadere i livelli tecnici e di conduzione della macchina gestionale e amministrativa dell’ente, tuttavia ritengo necessario utilizzare gli strumenti e i poteri a disposizione dei consiglieri, in modo da svolgere un ruolo effettivo di governo che, ovviamente, è cosa diversa dalla gestione.

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