SPADONI (UdC) INTERPELLANZA SUL DE PROFÙNDIS PER L’EDILIZIA SCOLASTICA PROVINCIALE E PER LE PALESTRE

15/mar/2012 11.31.35 Morena Pompignoli Contatta l'autore

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I necessari interventi promossi dall’attuale governo Monti rischiano di fare crollare definitivamente il sistema degli enti locali già sensibilmente compromesso. Ancora una volta riaffiora il grande tema del riordino delle istituzioni, e in particolare delle provincie, attraverso un’opera di superamento delle sovrapposizioni delle competenze e l’eliminazione di strutture e organismi privi di una diretta legittimazione democratica.

La strada ormai tracciata è quella di arrivare a una drastica riduzione della spesa improduttiva per spostare le risorse sugli interventi in settori strategici e infrastrutturali e in quelli assolutamente fondamentali, come, ad esempio, l’edilizia scolastica. Sull’argomento fa discutere l’ordinanza della Provincia con la quale si dispone il divieto di accesso del pubblico in tre palestre annesse ai plessi scolastici di secondo grado, vale a dire gli istituiti tecnici Perdisa, Baldini e Morigia di Ravenna. Rispetto a tale decisione si richiede un approfondimento serio e circostanziato per valutare se esistano tutti i presupposti riguardanti la sicurezza, non solamente riferita alle palestre ma all’intero corpo degli edifici scolastici.

Il provvedimento pare interessi solamente la presenza del pubblico, ma le condizioni di sicurezza generale sono garantite durante le normali attività sportive? In conformità a quali norme si escludono gli spettatori?

L’indigente bilancio dell’ente provinciale al capitolo riferito all’edilizia scolastica, comprende ben poche voci, fatta eccezione per le limitate risorse destinate alle manutenzioni straordinarie, come, ad esempio, quelle riferite a interventi a seguito della copiosa nevicata di quest’anno. Nelle schede di bilancio, inoltre, si assegna giustamente spazio alle prime fasi di valutazione della sicurezza e del rischio sismico negli edifici scolastici, partendo da quelli dell’ area faentina maggiormente soggetta a tale rischio, ma su altri fronti è veramente il caso di prendere atto dell’assoluta mancanza di disponibilità finanziarie per tali destinazioni specifiche.

A questo punto, dunque, sorge spontaneo chiedere come l’amministrazione intenda affrontare la delicata gestione dell’edilizia scolastica per l’anno in corso e per quelli successivi riferiti al piano triennale dei lavori pubblici. Inoltre l’interpellante chiede una risposta circostanziata sullo stato di fruibilità e di sicurezza delle citate palestre scolastiche, con l’invito a chiarire, al riguardo, come la Giunta intenda agire per favorire l’uso di tali strutture in condizioni di assoluta sicurezza.

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