SPADONI (UdC) INTERVIENE SUL CASO TERREMERSE

19/mar/2012 11.17.37 Morena Pompignoli Contatta l'autore

Questo comunicato è stato pubblicato più di 1 anno fa. Le informazioni su questa pagina potrebbero non essere attendibili.

Sulle indagini dell’ormai noto caso di Terremerse emergono varie persone indagate tra cui compare anche il nome del governatore regionale Vasco Errani. Una pagina triste e preoccupante per la comunità, la quale, tuttavia, non può anticipare alcun giudizio su presunti reati poiché spetta alla magistratura ogni doveroso e autonomo approfondimento in materia. Semmai può essere accettato un giudizio politico su cui ritornerò dopo, il quale, in ogni caso, assume ben altra valenza rispetto alla questione legale in oggetto. Personalmente mi riconosco fra i cosiddetti “garantisti” poiché prevale in me il forte rispetto delle garanzie e delle tutele di ogni singolo cittadino, così mi sforzo altresì di non assumere un atteggiamento demagogico e populista poiché contrario a ogni sorta di giustizia sommaria con punizioni preventivamente inflitte senza il rispetto delle normali procedure. Ciò premesso occorre fare una riflessione sul sistema esistente nella nostra regione, sui rapporti spesso aggrovigliati fra il privato e le istituzioni, sui trasferimenti di contributi e risorse pubbliche dai contorni non sempre lineari, sino ad arrivare alla pletora di soggetti collegati a vario titolo con gli enti locali e situati in modo costellato in attesa di finanziamenti e di ogni tipo di sostegno. Dallo scenario complessivo emerge, tra le altre, la forte esigenza di semplificare il sistema di governance regionale e locale, attraverso l’incentivo alla dismissione di quote di partecipazione pubbliche nelle società, agenzie, enti, partecipate, etc. per snellire queste sovrastrutture in buona parte create artatamente e per investire i risparmi che ne derivano sullo sviluppo dei territori.

Oltretutto molte imprese e sistemi economici organizzati di tipo privatistico, pur beneficiando di sovvenzioni e aiuti pubblici, si presentano spesso in forma traslucida e sfuggono a qualsiasi tipo di controllo da parte delle istituzioni erogatrici dei contributi concessi a vario titolo. Insomma, anche questa brutta pagina ci esorta a cambiare rotta incominciando dall’adozione di un codice etico per garantire più trasparenza e correttezza amministrativa e contabile nella gestione della cosa pubblica, ma anche nei rapporti con i fornitori e i vari soggetti interfacciati con le istituzioni.

L’intendimento, in altre parole, deve esser quello di conformare i comportamenti e l’operato a principi morali finalizzati a modificare e a migliorare il sistema rendendolo autenticamente trasparente.

Attendiamo, dunque, che la magistratura compia il proprio operato, ma frattanto la politica si sforzi di dare forti segnali di trasparenza e di correttezza etica e amministrativa di cui la società avverte un forte bisogno.

www.facebook.com/gianfranco.spadoni

blog comments powered by Disqus
Comunicati.net è un servizio offerto da Factotum Srl