Le invenzioni della Guardia di Finanza sulla cessione di un ramo d'azienda di Eutelia.

02/lug/2010 16.37.05 Imprenditori d'Italia Contatta l'autore

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Nel delirante rapporto della Guardia di Finanza sul caso Eutelia, esiste anche un capitolo dedicato a una fantomatica, quanto fantasiosa, cessione del ramo d'azienda relativo ai numeri telefonici a valore aggiunto a Voiceplus; nello stesso delirio investigativo la Guardia di Finanza ha formalizzato anche un valore di questa fantomatica operazione che ha dell'assurdo solo a leggerlo.

 

Perché non si può pensare a cessione di ramo d'azienda?

La spiegazione, semplice e chiara, viene da un comunicato che Eutelia stessa a inviato il 5 maggio alla Consob su sua richiesta. Si dice:

" (...) La società Voiceplus Srl è titolare di numerazioni non geografiche (numerazioni a valore aggiunto sulle quali vengono erogati i servizi c.d. premium, quali televoto, cartomanzia e in generale di intrattenimento) ospitate sulla rete di Eutelia. Eutelia infatti limita la propria attività all'ospitalità sulla propria rete delle numerazioni altrui (incluse quelle di VoicePlus), ma non svolge più alcuna attività di gestione diretta di proprie numerazioni non geografiche. I pagamenti di Eutelia a favore di Voiceplus derivano da traffico originato da clienti di operatori terzi (tipicamente i principali operatori di rete fissa nazionali), in transito sulla rete Eutelia e terminati su numerazioni Voiceplus. In tale processo, Eutelia raccoglie gli importi dovuti dagli operatori e rigira la quota di competenza a Voiceplus Srl, trattenendo il proprio margine contrattuale. Dal 2006 al 2009 Eutelia ha effettuato pagamenti (comprensivi di IVA) a Voiceplus Srl per euro 96,7 milioni nel 2006, euro 93,8 milioni nel 2007, euro 55,6 milioni nel 2008, euro 25,1 milioni nel 2009, euro 5,1 milioni nel 2010, per un totale di euro 283,3 milioni in 5 anni. Si sottolinea come il fatturato prodotto da Eutelia sull'area dei servizi a valore aggiunto ammonti nello stesso periodo euro 345,2 milioni (i dati relativi al 2010 sono ancora in fase di consuntivazione). Si precisa che la società Voiceplus Srl non è parte correlata di Eutelia. In tutte le suddette fattispecie contrattuali, Eutelia ritiene di aver sempre operato in maniera lecita ai sensi di legge e profittevole per i conti della società".

A Voiceplus era stato delegata la commercializzazione delle numerazioni a valore aggiunto che Eutelia non voleva rappresentare a nome proprio, e quindi dei propri azionisti, in quanto tali numerazioni hanno una considerazione generica, sbagliata ma radicata, che i servizi su dette numerazioni sono truffaldini.

Eutelia quindi è da sempre gestore del proprio asset sia tecnologico che di traffico di rete mentre a Voiceplus è stata affidata l'attività commerciale.

Traffico e fatturato, quindi il valore economico dei servizi a valore aggiunto è sempre rimasto inalterato a Eutelia e quindi assolutamente impensabile l'aver sottratto profitti ai conti della Società o frodato lo Stato per tasse di registro non pagate.

La valutazione monetaria della GdF: assurdità nella falsità.

Stabilito l'aspetto della liceità e della chiarezza, vorrei richiamare l'attenzione sulle cifre indicate nello stesso rapporto della GdF, riprese e amplificate avidamente dalla gogna mediatica.

Dice il rapporto: valore dell'operazione 62 milioni di euro stimato dalla Guardia di Finanza solo per “gonfiare” artificiosamente le contestazioni fiscali contro Eutelia ed arrivare a sottrarla agli azionisti grandi e piccoli.



Ancora una volta appare evidente come il caso Eutelia sia stato costruito ad arte con scopi diversi (che ho evidenziato in altri comunicati), portati a termine con prepotenza e con innumerevoli abusi e illegalità sia da parte della Guardia di Finanza che della Magistratura.



Nella succitata esposizione ravviso altri illeciti giuridici:

Nell'autotutela delle normative fiscali, compete all'Agenzia delle Entrate un atto di accertamento sia a riguardo dell'illecito denunciato che al valore monetario attribuito allo stesso e, nel caso, correggerlo o dichiararlo insussistente, come nel caso sopra esposto avrebbe dovuto fare e non ha fatto. E' per questo motivo che ho nuovamente denunciato per abuso d'atti d'Ufficio il Cap. Umberto Piro della Guardia di Finanza; il Pubblico Ministero dott. Roberto Rossi che porta avanti la tesi di concerto con la Gdf ed assieme a loro il direttore dell'Agenzia delle Entrate di Arezzo.

La verità è come il sole non puoi nasconderla per sempre.....





Samuele Landi

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