Il Federalismo della Signora Marcegaglia

La Signora chiede a gran voce un'accelerazione sul Federalismo Fiscale ipotizzando addirittura l'avvio della riforma a due velocità, sostenendo che chi ha la possibilità, la capacità è giusto che parta prima.

25/nov/2010 16.33.42 Movimento dei Cittadini Italiani Contatta l'autore

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MOVIMENTO DEI CITTADINI ITALIANI

Abbiamo assistito ieri all’ennesima uscita politica del presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia.
La Signora chiede a gran voce un’accelerazione sul Federalismo Fiscale
ipotizzando addirittura l’avvio della riforma a due velocità,
sostenendo che chi ha la possibilità, la capacità è giusto che parta
prima.
Bene , vorrei ricordare alla dott.sa Marcegaglia che parlare di
politica significa parlare del bene comune, quindi prospettare un
federalismo a due velocità è come innescare una secessione economica
con il Sud del paese, perché un Nord attrezzato con infrastrutture
idonee e un retaggio industriale presente e consolidato da anni può
avere un sussulto economico importante, ma il Sud che non per colpe
storiche sue ma di chi ha governato il paese dal 1946 ad oggi, non
ha infrastrutture adeguate e men che meno un minimo retaggio
industriale, cadrebbe in un isolamento economico irreversibile,
considerando poi la capacità operativa dei nostri politici penso
proprio che il Sud rimanga al palo e diventi una macroregione
destinata alla povertà economica e sociale.
Quel che risalta agli occhi è come oggi molti politici, sia di
centro-destra che di centro-sinistra, per interessi elettorali o per
rapporti particolari con le lobby di potere, si sono mobilitati a
sostenere le argomentazioni del presidente di Confindustria,
dimostrando ancora una volta, se c’era ancora bisogno di farlo, che
certa politica non è in grado di programmare un progetto economico e
sociale..
In risposta a tutto ciò, invitiamo il Sud a consumare la merce
prodotta in loco e di creare un proprio mercato, boicottando i
prodotti del Nord, per la felicità degli amici del presidente di
Confindustria e di se medesima, che hanno usato il Sud come
mercato,alla stessa stregua di quei paesi colonizzatori o ex di cui
l’Europa è piena.
Ricordiamoci che nel Sud ci sono molti fermenti in materia e questo è
solo il preludio alla spaccatura proprio al 150° anno dell’Unità
Nazionale, grazie alla lungimiranza di queste scelte sconsiderate..

Il Presidente Nazionale
Sebastiano Campo

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