Con riferimento
alla proposta lanciata dal Senatore Esterino Montino, segretario romano dei DS,
sul quotidiano "La Repubblica" relativa al decentramento amministrativo,
denunciamo l'ennesimo atto della "partitocrazia romana".
La proposta di
(contro) riformare l'elezione dei Presidenti dei 19 Municipi di Roma e dei
relativi Consigli si basa su un sistema che prevede liste dei Presidenti
"bloccate", senza la possibilità di esprimere un voto di preferenza.
Quali
sono quindi le nefaste conseguenze di questa proposta?
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Con primarie
"barzelletta" a livello di quartiere, dove la partecipazione sarà marginale,
il candidato Presidente di fatto viene scelto dai partiti e non dai cittadini
come si vorrebbe far credere
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Con liste
"bloccate" dove scompare il voto di preferenza, il cittadino elettore quando
si recherà alle urne non potrà più con il proprio voto scegliere chi eleggere
nel Consiglio Municipale, ma si dovrà limitare a ratificare una lista di
eletti scelti dalle segreterie di partito. Inutile sottolineare che questo
sistema comporterebbe l'assoluta impossibilità di candidarsi per coloro che
nella vita non hanno fatto i lecca piedi di questo o dell'altro
partito.
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La riforma
prevede l'aumento dei consiglieri da 25 a 30 per ogni Municipio e l'aumento
degli assessori da 4 a 6. Facendo un rapido calcolo, nei 19 Municipi si
passerà da 475 a 570 consiglieri (95 in più) e da 76 a 114 assessori (38 in
più). Considerando che un consigliere municipale percepisce mensilmente 1200
euro e un assessore circa 220 euro, ogni anno questa riforma costerà ai
cittadini romani 2.371.200 euro.
Tutto ciò è da
respingere con forza. Le associazioni "Radicali Roma" e "Generazione L" invitano
tutti i cittadini romani a manifestare democraticamente il proprio dissenso e
annunciano una mobilitazione su tutto il territorio per impedire che la proposta
venga approvata.
Per
informazioni:
Associazione
Radicali Roma
Via di Torre
Argentina 76 00186 Roma
Info:
3392980589
Generazione
L
Info: 3470597370