MESSINA, DOCUMENTO DELL’UFFICIO DI PRESIDENZA DEI CIRCOLI SOCIALISTI.
Si è riunito sabato a Messina l’ufficio di presidenza dei Circoli Socialisti, presenti il presidente provinciale Giuseppe Magistro, il vicepresidente vicario Giuseppe Merendino, il presidente delll’esecutivo comunale Franco Mento, il vicepresidente comunale Angelo Messina ed il componente dell’esecutivo provinciale Antonio Matasso. Alla fine dell’incontro, durante il quale sono state programmate anche nuove iniziative in città e nelle zone nebroidea e jonica, è stato approvato il seguente documento:
«Le ultime vicende politiche caratterizzaate dall’interessante
dialogo tra lo SDI di Boselli e il Nuovo PSI di Gianni De Michelis e Vittorio
Craxi, rappresentano l’ultima fase di un lungo e, per alcuni osservatori,
incomprensibile viatico verso la fine della cosiddetta diaspora
socialista.
Esistono ancora, com’era prevedibile. alcuni punti de chiarire
(non quello della collocazione nell’area della sinistra democratica e
rtformista, ovviamente scontata) come il superamento di ogni riserva, dovuta
alla eliminazione del vecchio PSI, con il concorso dl soggetti estranei alla
politica, in un ntonìento certamente non esaltante della vita politica
nazionale.
È importante però, pur mantenendo viva la memoria degli
avvenimenti trascorsi, evitare di farne un alibi per perpetuare situazioni
illogiche ed inattuali.
I Circoli Socialisti, a tale proposito, nel quadro di
analoghe iniziative dello SDI, Si adopereranno a rendere sempre più attuale il
tema dell’unità socialista, anche in vista del nuovo rapporto con i Radicali
italiani che certamente influenzerà positivamente il dibattito non solo interno
al centro - sinistra.
A proposito della drammutica sìtuazione politica,
sociale, culturale ed economica della città di Messina, che ormai da due anni è
prigioniera di un gruppo di potere del tutto insensibile a percorrere la strada
della rinascita e del riscatto, i Circoli Socialisti rivolgono un accorato
appello ai cittadini, perché partecipino, in occasione delle prossime
elezioni amministrative - almeno se lo augurano - ad un processo
di cambiamento che possa ridare dignità e prestigio alle istituzioni e che
liberi almeno la speranza di un ritorno alla normalità per una grande comunità
urbana.
Ciò potrà avvenire se le forze politiche saranno capaci di proporre
per il governo della città, realistici programmi interpretativi delle esigenze
della gente e per la loro attuazione uomini di alto valore politico, culturale e
morale, espressi da elettori non disponibili ai beceri compromessi ed in
particolare a cedere alle lusinghe del “voto di scambio” - una piaga che
infrange ogni legalità democratica - ma consapevoli che occorre un forte impegno
e la dedizione a lottare per sostenere l’attuazione di piani e progetti dl
sviluppo coordiuati per una crescita armonica della città. Ciò può avvenire
partecipando assiduamente alla vita della comunità».