3700 Profughi in regione. Bologna si prepara ad accogliere i primi 300.

In queste giornate che di poco precedono le elezioni comunali Bologna, Errani tiene inoltre a puntualizzare i criteri che definiscono tale "piano di accoglienza" e invita tutti a fare il possibile per evitare i giochi di parole o i facili fraintendimenti che possono essere da alcune parti suggeriti a fini elettorali.

13/apr/2011 11.44.07 Carlotta Tinti Contatta l'autore

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Sono 3700 i profughi di cui l’Emilia Romagna attende (e in certo senso “teme”) l’arrivo. Giungeranno in regione nelle prossime settimane a venire, Vasco Errani (governatore dell’Emilia Romagna) rende noto tramite il suo sito che i profughi non saranno ospitati all’interno di una tendopoli ma in saranno per loro rese disponibili strutture adeguate con i relativi e necessari criteri qualitativi. Si utilizzeranno complessi già precedentemente attrezzati e pienamente disponibili adatti a conferire le particolari tutele che interessano particolarmente loro madri e i loro figli. In queste giornate che di poco precedono le elezioni comunali Bologna, Errani tiene inoltre a puntualizzare i criteri che definiscono tale “piano di accoglienza” e invita tutti a fare il possibile per evitare i giochi di parole o i facili fraintendimenti che possono essere da alcune parti suggeriti a fini elettorali. Quel che si chiede, nel possibile, è di fare in modo che le dichiarazioni, il linguaggio che si intende utilizzare in risposta alla forte tentazione di fare campagna elettorale per le elezioni Bologna, siano adeguate al meglio in rapporto a quella che è la serietà e la gravità della stato di fatto. Risulta infatti indispensabile che in tale situazione sia una voce sola quella si leva dalla Repubblica.Il finiano Enzo Raisi invita tutti i cittadini e le principali cariche della regione a prendere in considerazione la disponibilità di quelli che sono i punti di accoglienza di Bologna, il tutto nell’attesa di conoscere in modo preciso le tempistiche inerenti l'arrivo dei primi 1500 profughi, affermando che il nostro territorio ha già sofferto in passato di simili situazioni e i Prati di Caprara non risultano adeguati allo scopo.

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