L'intervento / di Giampaolo Mercanzin / dal Gazzettino di Padova di oggi

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15/dic/2005 08.27.29 Nuovo Psi Venezia Contatta l'autore

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Dal Gazzettino di Padova, 15 - XII - 2005

L'INTERVENTO
 
di Giampaolo Mercanzin
I fatti di questi giorni debbono far riflettere molta gente. Soprattutto debbono far riflettere quanti hanno buttato il cuore oltre l'ostacolo sperando che la cosiddetta sinistra, sia veramente riformista, come si dichiara.

Quella che ho conosciuto io cominciò ad esprimersi nel 1963, quando i socialisti assunsero responsabilità di Governo, concludendo un accordo con la Democrazia Cristiana e parte dei laici minori. Da quella data l'Italia cominciò a cambiare, nonostante le travi messe di traverso da chi non lo voleva.

Il disagio più grave fu quello sofferto dai lavoratori, perché improvvisamente il grande capitale sfiduciò la classe politica e vi fu una ecatombe di aziende che chiusero i battenti, milioni di ore di cassa integrazione, difficoltà di reperire i generi alimentari di prima necessità. Fu la cosiddetta "congiuntura sfavorevole"

In termini interni, il partito di Nenni si ritrovò dimezzato, perché vi fu la scissione di un gruppo (i cosiddetti carristi) che fondò il PSIUP, confluito nel PCI qualche anno dopo.

Ciò nonostante, si iniziò con la riforma della scuola, che fu portata ad otto anni, la nazionalizzazione delle fonti energetiche, che consenti, non solo una lampadina in casa di tutti, ma lo sviluppo di un'Italia industrializzata, che pochi anni dopo conseguì l'Oscar della Lira. Si prosegui con la riforma urbanistica che non riuscì a vedere la luce, per la minaccia di un colpo di stato (Nenni disse "sento rumor di baionette"); fu varato lo Statuto dei Lavoratori, che diede agli stessi la dignità dei diritti dei più deboli, fin'allora disconosciuti. Furono regolarizzate le separazioni familiari, approvando la Legge sul divorzio (Fortuna Baslini), che garantì i diritti al coniuge più debole, ecc... , ma solo per citare le più significative. Questo fu continuato fino al penultimo governo Amato (quello del 92 per intenderci!) e ovviamente costantemente avversato con ogni mezzo. A proposito nessuno ricorda che l'inflazione galoppante iniziò con i governi di unità nazionale (che non dovevano scontentare nessuno) e sconfitta dal Governo Craxi con una politica di "lacrime e sangue"!

Quello fu riformismo vero, espresso da una cultura gradualista di stampo europeo occidentale. Fatto con il coraggio di chi ha per primo in mente l'interesse generale e non quello di partito. Ovviamente da parte comunista furono sempre contestati i risultati, reputandoli insufficienti rispetto a quelli che probabilmente ritenevano di conseguire come partito di stampo rivoluzionario.

Oggi, ricorrendo la morte di Silos Labini, grande studioso Socialista e "di sinistra" che ha sempre parlato chiaro, chiedendo appunto alla stessa di avere coraggio di affrontare i problemi e non di fare solo ideologia, va chiesto agli attuali "riformisti"(socialcomunisti, cattolici, cattocomunisti, ...) come intendono "riformare" lo Stato.Questo in quanto: a) la concentrazione delle scorie radioattive, la gestione dei rifiuti solidi, l'inserimento delle pale eoliche, l'elevata velocità (impropriamente chiamata TAV), il ponte sullo stretto di Messina e, fino a ieri, il passante di Mestre,......, che fanno parte di un programma riformatore, o per lo meno modernizzatore, sono costantemente avversate o tiepidamente accettate.Sei socialisti avessero il peso che meritano, questo (lo dico presuntuosamente) non succederebbe.

Ho difatti l'impressione che, nonostante la "Rosa nel Pugno", Enrico Boselli sia più una mosca cocchiera di Fassino e D'alema, come lo furono nel 63 Vecchietti e Valori dell'allora PSIUP, che un sincero riformatore. Quando i socialisti, che pur con un accordo di governo, non si ritenevano soddisfatti, rompevano l'alleanza Lui trangugia tranquillamente ogni boccone amaro.

Chi scrive non si rassegna, a questo stato di cose, e chiede chiarezza non solo in nome proprio, stanco di rimediare brutte figure, e per questo ha lanciato l'idea di un ritrovo di peones socialisti di qualsiasi provenienza, per capire se vale ancora la pena di impegnarsi o se si debba cedere definitivamente il passo ai conservatorismi di destra e di sinistra.

C'è una cena importante che ci aspetta domenica 18 alle ore 19. Gli uomini di buona volontà, come diceva il card. Roncalli, sono i benvenuti.

Giampaolo Mercanzin

già segretario

del Partito Socialista Italiano

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