PERIFERIE E NUOVO ORDINE SOCIALE

11/gen/2006 14.17.40 LUIGI CERRITELLI Contatta l'autore

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PER UN NUOVO NEW DEAL

I recenti disordini della cosiddetta "periferia francese in fiamme" e le successive previsioni di allargamento della bufera costituiscono campanello d’allarme che rimette in campo problemi ed analisi di stampo pasoliniano; una visione senza speranza del disagio estremo delle fascie di antagonismo suburbano; una situazione che varie sfrenatezze relativistiche hanno cucinato e messo in tavola per l’inizio del terzo millennio. Disturba, e non poco, il trastullo mediatico generato dai cosiddetti Stati Generali di Economia Locale specialmente perché è chiaro a tutti che la Forza Lavoro di cui ci si riempie bocca ,quando esiste, non può dirsi proprio locale. Tutti, del resto, fanno a gara nel portar acqua al mulino delle loro convenienze anche se la questione è immarcescibilmente nazionale. Unica voce che si presenta autorevolmente universale è quella che viene portata da oltre Tevere; una voce che reclama per tutti, per il Nord come per il Sud del Mondo quel perco rso etico incentrato sulla piena realizzazione dell’uomo. Tramite le voci del mondo cattolico , le audizioni di alcuni Stati Generali Locali tenutesi in Lombardia, hanno trasferito il dibattito su piani concettuali non nuovi, visto che le idee cristiane sono stabilmente ancorate al Vangelo, ma,in modo nuovo, orientati alla ricerca di quell’ampio respiro atto a rivendicare per l’uomo, incalzato da eterni fattori emarginanti e progressive insufficienze materiali e morali, il diritto dovere di essere felice; e non da solo. Ed allora, tornando alle periferie urbane di casa nostra italiana, siamo personalmente convinti che l’abbandono della industria trasferitasi, alle prime difficoltà, armi e bagagli nella "Domus aurea" degli intrighi finanziari si presenta come un "via libera" al processo di liquidazione del mondo del lavoro , alla creazione della attuale forma di "non lavoro istituzionalizzato"; alla pletora dei disagi e dei dissensi estremi ed estremistici; all’ universo delle fal se libertà pretese. Casa nostra italiana è diventato il luogo dello squilibrio permanente ed istituzionale. I Papi stranieri hanno capito tutto e sono stati i soli, a tutt’oggi, ad agire ed a parlar chiaro e diretto a nuora, il mondo cattolico, per far intendere a suocera, quello laico e laicista. Non possiamo sapere se questo impegno sociale potrà bastare ma il percorso indicato non può passare inosservato al mondo politico italiano.

LUIGI CERRITELLI

Vicepresidente del Partito "per il Sud"


Dr.Prof.LUIGI CERRITELLI
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